Chiuso il periodo delle Classiche è il momento di tracciare una linea su quella che è stata la primavera per il ciclismo femminile azzurro. Quelli di marzo e aprile sono due mesi importanti dove ci si gioca tanto in poco tempo. Una serie di corse di un giorno dove si deve cercare di raccogliere il massimo possibile. Le difficoltà e gli imprevisti, in una situazione del genere aumentano vertiginosamente, ed è quindi difficile capire quali bilanci trarre.
L’assenza, a causa di malattie e ricadute, di Elisa Longo Borghini si è fatta sentire, lo ha detto anche il cittì Marco Velo. Ma alle spalle della campionessa del UAE Team ADQ sono emersi dei profili interessanti e importanti. Siamo andati così da Elena Cecchini, atleta di riferimento del movimento azzurro e che ha corso insieme alla SD Worx-Protime in tutto questo periodo primaverile.


La frattura e la ripresa
Elena Cecchini arriva da uno stop forzato di un mese a causa di una caduta al Fiandre, nella quale ha rimediato una frattura al mignolo della mano.
«Più che la frattura in sé – ci racconta Cecchini che tra qualche giorno partirà per la Vuelta a Burgos e poi per il Giro Women – è stata la dinamica della caduta a causare i problemi principali. E’ stato il petto ad attutire il colpo, di conseguenza per qualche giorno ho faticato a respirare. Mi sono fermata per una decina di giorni e ho ripreso a correre in Lussemburgo lo scorso fine settimana.
«Insieme al team abbiamo deciso di correre – prosegue – per riprendere il feeling con le gare. Anche perché poi andremo alla Vuelta a Burgos e infine al Giro Women, quindi è importante avvicinarsi nel miglior modo possibile».


Guardando a questa primavera, anche tu sei d’accordo sul fatto che l’assenza della Longo Borghini si sia fatta sentire?
Non è una novità che Elisa sia un riferimento per il nostro movimento (le due sono insieme nella foto di apertura alla partenza del Fiandre, ndr), tuttavia vorrei fare una premessa.
Prego…
E’ vero che dopo le Classiche si fa un bilancio e in un certo senso mi sembra anche giusto, ma credo sia un periodo troppo limitato per dare un giudizio su un movimento. L’assenza della Longo Borghini ci ha private di risultati importanti che sarebbero sicuramente arrivati con lei in gara, ma alle sue spalle io ho visto tante cose positive.


Cosa intendi?
Facciamo un esempio più ampio: se guardiamo alla Germania possiamo pensare che loro siano messe meglio di noi, ma il giudizio sarebbe legato solamente a un individualismo (ovvero la vittoria della Koch alla Roubaix, ndr). Allo stesso modo la Svizzera, alla quale sono legati le prestazioni di Ruegg e Chabbey.
Mantenendo fede alle premesse fatte, cosa hai visto dalle azzurre?
Io vedo il bicchiere mezzo pieno, tante atlete sono cresciute molto: su tutte mi vengono in mente Gasparrini, Persico e Ciabocco. Anche se quest’ultima è caduta al Binda e ha saltato le Classiche (ed è caduta anche ieri alla Vuelta Femenina, ndr).




Sono mancate le vittorie?
Ho visto una maggiore continuità rispetto agli altri anni, ad esempio Letizia Paternoster è stata spesso tra le prime. Chiara Consonni ha vinto una tappa alla Vuelta a Extremadura, così come la Venturelli che ha trovato il successo nella sua unica gara del 2025 (anche lei messa fuori dai giochi per una caduta, ndr).
E’ mancato l’acuto?
Contro una Demi Vollering in quello stato è difficile lottare. Senza dimenticare che la FDJ Suez, di cui fa parte Vittoria Guazzini che ha avuto un ruolo chiave in questa primavera, ha fatto bottino pieno in queste Classiche. Hanno vinto a partire dalla Omloop Nieuwsblad fino alla Liegi. Noi abbiamo visto un bellissimo podio alla Sanremo di Eleonora Gasparrini.


Forse non celebrato a sufficienza?
Probabilmente, ma sappiamo tutte quanto sia stato difficile e cosa significhi per lei. Non solo per il risultato in sé, ma per come è arrivato. Il giorno prima le è stato detto che Longo Borghini non avrebbe corso e lei si è trovata a fare da leader, arrivando a giocarsi un podio alla Sanremo. Il ciclismo femminile ormai ha un livello altissimo, certe cose non si possono più improvvisare. Per questo dico che Gasparrini è stata molto brava.
Ci sono altre che ti hanno sorpresa?
Se devo dire un nome, oltre a Gasparrini, dico Eleonora Ciabocco. E’ una di quelle atlete che nelle gare a tappe può dire la sua in ottica futura. Al UAE Tour si è fatta trovare pronta, nei ventagli era sempre presente. E’ una forte anche di testa, non si fa intimidire. Non nego che mi aspetto molto da lei per il futuro.
Longo Borghini rimane comunque il nostro faro?
E’ un’atleta di livello altissimo, lo è per forza, e lo sarà anche ai prossimi mondiali ed europei. Ma credo che intorno a lei si possa costruire una squadra forte, anche in ottica futura.