Presentazione Giro d'Italia 2026, Trofeo Giro d'Italia Women

Giro d’Italia Women, show con 3 tapponi e una cronoscalata

03.11.2026
7 min
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ROMA – La città e il suo Auditorium hanno accolto la carovana del Giro d’Italia Women con una giornata magnifica e il senso di passerella che in questi stessi padiglioni fino a pochi giorni fa ha accolto la Festa del Cinema e i suoi protagonisti. Mischiati fra gli attori del Giro d’Italia degli uomini, i volti del movimento femminile si sono radunati in piccoli capannelli, senza la presenza di atlete di grido che si stanno godendo le meritate ferie prima di riprendere la preparazione a capo di una stagione che più lunga non poteva essere.

Quando la presentazione comincia, si parla a senso unico del Giro degli uomini e la presenza del femminile sembra quasi una voce fuori contesto. Ne parla e anche bene Sara Grilli, sindaca di Viareggio da cui la corsa delle donne prenderà il via.

«Alcuni eventi hanno un livello sportivo grandioso – dice – altri cambiano il costume e il Giro d’Italia Women è uno di questi. Sono la prima sindaca nella storia di Viareggio, si può capire l’importanza che abbia per me avere la partenza del Giro d’Italia Women dopo cinque anni di presenze del Giro d’Italia degli uomini».

Giro d'Italia Women 2027, presentazone novembre 2026, planimetria generale
Il Giro d’Italia Women parte da Viareggio e si conclude dopo 9 tappe a Courmayeur
Il Giro d'Italia Women parte da Viareggio e si conclude dpopo 9 tappe a Courmayeur
Il Giro d’Italia Women parte da Viareggio e si conclude dopo 9 tappe a Courmayeur

Nove tappe, tre di vera montagna

Il Giro d’Italia Women presentato oggi a Roma si svolgerà dal 29 maggio al 6 giugno in una porzione piuttosto minuscola d’Italia, fra la Toscana, la Lombardia e la Valle d’Aosta. Con una cronoscalata al penultimo giorno, la corsa rosa propone tre tapponi piuttosto severi: quello della Presolana nell’area di Bergamo, quello di Madesimo in una bella giornata valtellinese, infine il tappone del Monte Bianco, con alcune delle salite più iconiche della Valle d’Aosta. Totale dei chilometri 1.132, per una media giornaliera di 125,8 e dislivello complessivo di 17.450 metri (circa 1938,9 per tappa).

TAPPALOCALITA‘CHILOMETRI
1ª tappa (29/5)Viareggio-Viareggio124
2ª tappa (30/5)Massa – Genova139
3ª tappa (31/5)Cogorno – Viadana171
4ª tappa (1/6)Credaro – Passo della Presolana (Castione Della Presolana)131
5ª tappa (2/6)Cassano d’Adda – Cassano d’Adda140
6ª tappa (3/6)Bergamo – Madesimo (Valle Spluga)137
7ª tappa (4/6)Carugate – Rho147
8ª tappa (5/6)Valdigne (cronometro individuale)11
9ª tappa (6/6)Monte Bianco Stage132
Totale Chilometri 1.132
Luca Guercilena al debutto come direttore del Giro d'Italia ha fatto notare la sua mano anche nell'edizione Women
Luca Guercilena al debutto come direttore del Giro d’Italia ha ringraziato il grande lavoro di Giusy Virelli nel creare il percorso 2027
Luca Guercilena al debutto come direttore del Giro d'Italia ha fatto notare la sua mano anche nell'edizione Women
Luca Guercilena al debutto come direttore del Giro d’Italia ha ringraziato il grande lavoro di Giusy Virelli nel creare il percorso 2027

Da Viareggio a Courmayeur

Il Giro d’Italia Women interesserà appena tre regioni, partendo dalla Toscana, spostandosi in Lombardia e chiudendo in Valle d’Aosta a capo di 1.132 chilometri fatti di una crono e tante salite, disposte dalla nuova mano di Luca Guercilena con un andamento cantilenante – caricando oggi e mollando domani – per dare modo a tutti di attaccare e tirare il fiato, con l’eccezione delle ultime due tappe che con la cronoscalata di Valdigne e il tappone del Monte Bianco offrirà un finale ad altissima tensione.

Si parte da Viareggio e si finisce in Valle d’Aosta e non si può far a meno di notare la scivolata di Marco Albarello, addetto ai grandi eventi per la sua regione. Nel celebrare l’accoglienza valdostana, il campione mondiale e olimpico di fondo ricorda l’ottima riuscita della recente tappa di Pila del «Giro dei maschi» e poi, nell’affrontare il Giro Women, parla dello sport delle «donnine». Nessuno aggiunge nulla, meglio fingere che non l’abbia detto.

Il percorso piace e convince. Tre tappe dure di montagna e una cronoscalata, con Luca Guercilena saldamente in sella a spiegare che il ciclismo femminile sta crescendo in modo esponenziale e si è scelto di disegnare un Giro duro, perché le ragazze hanno dimostrato di saper scalare forte anche salite impegnative.

Il Giro come una serie tv

La prima tappa di un certo rilievo in questo senso è la quarta, da Credaro alla Presolana, con quattro salite fra cui il durissimo Passo Ganda. Il commento affidato a Moreno Moser è chiaro.

«Sarà il primo scontro – ha detto il trentino – mi immagino una tappa dove le atlete si studieranno. Arrivano da tre giornate interessanti, mosse, ma anche abbastanza facili. Io credo che questo Giro sia stato studiato con intelligenza. Lo dico sempre: un Grande Giro è come una serie tivù, non vogliamo sapere già alla quarta tappa chi sarà il vincitore. E questa tappa della Presolana è impegnativa.

«Il Ganda è una salita di 10 chilometri al 7 per cento, più duro della Presolana, per questo mi immagino che dopo questa tappa il Giro rimanga ancora molto aperto. Che alla fine è quello che vogliamo tutti, anche perché ci saranno ancora tre occasioni in cui si potrà muovere la classifica generale».

Cima Strada sul San Marco

La seconda occasione in questo senso arriva due giorni dopo con la sesta tappa, che propone due giganti valtellinesi: il Passo San Marco che dalla provincia di Bergamo porta nell’altra valle con lo scollinamento a quota 1.987 e poi l’arrivo a Madesimo (Valle Spluga) a quota 1.535.

«Questa è una tappa durissima – ha commentato Elena Cecchini – e credo che sarà l’antipasto di quello che aspetterà le ragazze nel weekend. Partenza da Bergamo e poi ci sono due salite Hors Categorie nella stessa tappa. Non sarà un giorno banale, penso che vedremo i primi veri distacchi di questo Giro Women. Il Passo San Marco sarà anche anche Cima Alfonsina Strada, in quanto vetta più alta di questo Giro d’Italia Women».

Elena Cecchini, Urbano Cairo e il trofeo del Giro Women: per RCS si tratta del quarto anno alla guida della corsa
Elena Cecchini, Urbano Cairo e il trofeo del Giro Women: per RCS si tratta del quarto anno alla guida della corsa
Elena Cecchini, Urbano Cairo e il trofeo del Giro Women: per RCS si tratta del quarto anno alla guida della corsa
Elena Cecchini, Urbano Cairo e il trofeo del Giro Women: per RCS si tratta del quarto anno alla guida della corsa

«E’ una salita di 20 chilometri, i primi 5 chilometri più pedalabili. Gli ultimi nove sono durissimi, quindi rimarranno in poche. Segue una discesa molto tecnica verso Morbegno, sapendo che anche in discesa a volte si può fare la differenza. Quindi un breve tratto in pianura, per poi finire verso Madesimo».

Il Giro d’Italia Women si conclude con la cronoscalata di Valdigne e la tappa Monte Bianco. La prima propone una salita di 11 chilometri con pendenze non estreme e questo proprorrà l’annoso dibattito sul tipo di bici da usare: se quella da crono o quella da strada. E poi il tappone valdostano proporrà le salite care agli under 23 del Giro della Valle d’Aosta, con il Colle Sal Carlo affrontato da Morgex: 10,5 chilometri con pendenza media del 9,8 per cento e segmenti al 14-15 per cento.

Entusiasmo Longo Borghini

Nove tappe, una cronoscalata e tre tappe di montagna. Il resto sono giornate adatte alle volate e alle fughe, in un susseguirsi di possibili colpi di scena e una classifica finale che ancora una volta non sarà per caso. Questo Giro d’Italia Women, come sottolinea Elisa Longo Broghini, lo vincerà una donna di classe e sostanza.

«A me sembra un Giro che darà spazio veramente a chi ha un grande fondo – ha detto la piemontese – e credo che lo vincerà veramente la ragazza più forte del gruppo, perché un percorso così selettivo non potrà che rendere onore alla più forte. Mi piace tantissimo l’ultima tappa ed è bella anche la tappa con l’arrivo alla Presolana. Credo che sarà bella esplosiva la tappa di Viareggio. Sono delle tappe che mi piacciono tantissimo e personalmente non vedo l’ora di correre».