Ferrand-Prevot

Per Ferrand-Prevot ecco la (difficile) stagione della conferma

04.02.2026
5 min
Salva

Ammirata, temuta, tifata. Pauline Ferrand-Prevot è molto più di una campionessa: è un’icona trasversale del ciclismo moderno. Capace di vincere tutto in MTB, ciclocross e strada, la francese si appresta ad affrontare la sua terza stagione con la Visma | Lease a Bike da campionessa in carica del Tour de France Femmes. Un obiettivo che si era data in tre anni e che ha centrato al primo tentativo, dopo un rientro su strada che arrivava da uno stop lungo quasi cinque stagioni (in apertura foto Visma – Bram Berkien).

A 33 anni, la ragazza di Reims è ormai un mito nazionale, in Francia paragonata senza troppi timori reverenziali a Bernard Hinault. Il 2026, però, si annuncia come l’anno più complesso: quello della conferma, delle attese e della pressione da parte di fan, media e persino avversarie. Nelle nostre “scorribande” tra ritiri e team abbiamo capito che nei suoi confronti c’è una considerazione particolare. Ma la pressione è un terreno sul quale Ferrand-Prevot ha già dimostrato di saper correre forte.

La sua popolarità in Francia è decuplicata dopo la vittoria del Tour Femmes
La sua popolarità in Francia è decuplicata dopo la vittoria del Tour Femmes

Da outsider a donna da battere

E’ stato un percorso rapido, quasi brutale nella sua efficacia. Quando Pauline Ferrand-Prévot è tornata alle corse su strada, l’obiettivo era chiaro ma diluito nel tempo: costruirsi, passo dopo passo, fino a diventare competitiva per la classifica generale del Tour de France Femmes. Il successo immediato però ha cambiato tutto.

Nel 2025 la francese si è presentata alla Grande Boucle come outsider di lusso, forte di una preparazione meticolosa e di una squadra costruita attorno a lei, ma senza il peso dell’obbligo di vincere. Ne è uscita dominatrice, grazie a una continuità di rendimento impressionante e a una solidità mentale che ha sorpreso anche le avversarie più esperte.

«Quella passata – ha detto Ferrand-Prevot – è stata una stagione di apprendimento accelerato. Il supporto dello staff Visma | Lease a Bike e delle compagne di squadra mi ha permesso di raggiungere un livello molto alto in tempi brevissimi». Podio dopo podio, vittoria dopo vittoria, la francese ha ritrovato sulla strada quelle sensazioni di controllo totale già provate negli anni d’oro della MTB.

Ora, però, il contesto è diverso. Nel 2026 non potrà più nascondersi: partirà da favorita praticamente ovunque, a cominciare dal Tour.

E’ proprio questo il nodo centrale della sua nuova stagione. Essere la donna da battere significa correre con un bersaglio sulla schiena, gestire le marcature, le aspettative mediatiche e una pressione che non concede tregua. Ma Ferrand-Prévot non sembra temerla. «La pressione – ha detto Pauline – rappresenta uno stimolo ulteriore, un motore emotivo che ti spinge a migliorare. Rendo al meglio quando sono sotto pressione».

Difendere il titolo al Tour dunque non è solo un obiettivo sportivo: è la prova definitiva della sua trasformazione in leader assoluta del ciclismo su strada femminile.

Ferrand Prevot salterà la prossima Roubaix, dopo il Fiandre andrà in altura per puntare forte sulla Liegi
Ferrand Prevot salterà la prossima Roubaix, dopo il Fiandre andrà in altura per puntare forte sulla Liegi

Primavera, Tour e mondiale

E’ significativo che l’avvio di stagione di Pauline Ferrand-Prevot avvenga in Italia, alla Strade Bianche Women. Una corsa che unisce fondo sterrato, esplosività e lettura tattica: un mix perfetto per una atleta abituata a gestire terreni e situazioni diverse e che ha un certo feeling con lo sterrato. Lo scorso anno ci sembrò sorpresa lei stessa del suo podio.

Per certi aspetti il suo calendario sarà simile a quello dell’anno passato, ma stavolta l’obiettivo classiche delle Ardenne sarà centrale. Il suo 2026 avrà perciò un’impronta molto precisa, quasi “maschile” nel senso più tradizionale del termine: poche dispersioni, grandi corse mirate. «Voglio avere tre picchi di forma ben definiti: Ardenne, Tour Femmes e poi il finale di stagione».

Un approccio che richiede scelte anche dolorose, come la rinuncia a Paris-Roubaix Femmes dove è campionessa uscente, non è casuale, ma frutto di una pianificazione rigorosa. A Cyclisme Actu Pauline aveva detto: «Non farò la Roubaix, perché in quel periodo sarò in ritiro in altura, lascerò tutta la corsa a Marianne Vos che sulle pietre può fare molto bene», questo il senso della sua risposta.

Fare l’altura in quei giorni significa puntare forte sul blocco delle Ardenne (anche se per ora è prevista la sua partenza solo alla Liegi) e intanto costruire la condizione in vista del Tour Femmes. Stavolta la Vuelta Feminina, che arriva immediatamente dopo la Liegi, potrebbe essere un’ottima prova generale in vista del grande appuntamento estivo. Una prova per lei e per la squadra. L’anno scorso fu più un punto di passaggio.

Occhio però, perché Ferrand-Prevot prenderà parte anche al Giro delle Fiandre. Stando alle sue parole, potrebbe non arrivarci al 100 per cento della condizione. Ma potrebbe sopperire un eventuale gap di gambe con l’esperienza dell’anno scorso, quando fu seconda praticamente al debutto sui muri fiamminghi. Parliamo di debutto, perché l’ultima volta che Pauline prese parte al Fiandre era il 2018 ed era un ciclismo del tutto diverso da quello attuale.

Ferrand-Prevot
Ferrand-Prevot l’anno scorso ha preso parte ad una sola crono, tra l’altro a squadre, alla Vuelta. Quest’anno sta già lavorando in questa specialità
Ferrand-Prevot
Ferrand-Prevot l’anno scorso ha preso parte ad una sola crono, tra l’altro a squadre, alla Vuelta. Quest’anno sta già lavorando in questa specialità

Il Tour Femmes al centro

E’ inevitabile, però, che tutto ruoti ancora attorno al Tour de France Femmes. Nel 2026 la corsa proporrà una cronometro individuale e tappe simbolo come quella sul Mont Ventoux. Due elementi che Ferrand-Prévot ha già cerchiato in rosso.

«Il percorso del Tour include una cronometro individuale, e anche questa la considero una grande sfida. La cronometro mi si è adattata bene in passato, ma è sicuramente una disciplina in cui posso ancora migliorare. Ecco perché dedicherò molto tempo alla bici da cronometro in vista del Tour. È uno sforzo breve, che in linea di principio dovrebbe essere adatto a me».

.

Da buona francese, il Ventoux, invece, è qualcosa di più. «Non vedo l’ora di arrivare alla tappa del Mont Ventoux. Ho anche segnato l’ultima tappa, vicino a casa mia (Nizza, ndr), come un obiettivo importante».

E’ una montagna iconica, una salita che misura il valore dei campioni e che parla direttamente alla storia del ciclismo francese. Vincere lì, da campionessa in carica, significherebbe consacrarsi definitivamente.

«Il 2026 sarà più duro del 2025 -ha concluso Ferrand-Prevot – ma tutte queste grandi aspettative mi danno una motivazione in più per migliorare. Quindi vedo ben poco di negativo in queste aspettative. Sono assolutamente pronta a dare di nuovo il meglio di me stessa».