Mancano poco meno di ventiquattro ore all’inizio del Tour de France Femmes, che prenderà il via dalla Svizzera con due tappe corse interamente sul territorio elvetico. La caccia alla maglia gialla di Pauline Ferrand-Prévot vedrà tutte le migliori atlete del panorama internazionale. Ma quella del Tour de France Femmes non sarà una corsa riservata solamente alle capitane, un ruolo fondamentale lo avranno le squadre.
In casa AG Insurance-Soudal Team ci sarà da lavorare per Kim Le Court-Pienaar, che a partire da Losanna avrà il compito di restare agganciata alle migliori. Un supporto fondamentale arriverà anche da Letizia Borghesi, alla sua quarta partecipazione alla Grande Boucle femminile e pronta a dare man forte ai progetti di classifica della sua leader (in apertura le due sono insieme in allenamento, foto AG Insurance-Soudal Team).


A caccia di fortuna
Il team AG Insurance-Soudal è sceso dall’altura qualche giorno fa, le atlete si sono allenate a Tignes e dopo un breve passaggio a casa per cambiare le valigie sono arrivate in Svizzera. Letizia Borghesi arriva da un inizio di stagione nel quale si è fatta vedere, anche se i risultati non sono andati di pari passo con la condizione mostrata.
«Le prestazioni le ho fatte – ci dice Letizia Borghesi – sono andata forte, anzi direi anche meglio rispetto allo scorso anno. Peccato che nei momenti clou ho trovato degli intoppi che non mi hanno permesso di far vedere e concretizzare al meglio quanto di buono fatto. Finita la primavera delle Classiche sono tornata a correre a maggio e giugno, peccato che al Tour de Suisse mi sia ammalata. Sono stata ferma per qualche giorno in un momento in cui sentivo di poter fare ottime cose».


Stop inatteso e subito in altura?
Mi sono fermata e ho recuperato in vista del ritiro di Tignes, non arrivavo al meglio e infatti i primi giorni li ho usati per riprendermi. Il ritiro poi è andato bene, con un blocco di lavoro fatto con ottima intensità e diverse ore. Nonostante l’impegno il clima in squadra era sereno con un buon bilanciamento tra lavoro e recupero.
Quanto siete state via?
Tre settimane, un periodo lungo, che però è passato velocemente. A testimonianza della tranquillità che c’era in squadra.
Il Tour era in programma fin da inizio stagione?
Praticamente sì, insieme alla squadra abbiamo preferito non fare il Giro e andare direttamente sul Tour Femmes. Sarò al via in totale supporto di Kim (Le Court, ndr). La squadra ripone in lei grandi ambizioni, partiamo con l’obiettivo di vincere una tappa e di entrare tra le prime cinque in classifica generale. Non abbiamo parlato di occasioni personali, tutte siamo concentrate per fare il massimo a favore di Le Court.


Sarà il tuo quarto Tour Femmes, il primo con la AG Insurance-Soudal, la tua esperienza potrà essere utile?
Penso proprio di sì, sono un’atleta che riesce a leggere bene i momenti di gara, che sia in una corsa di un giorno o in una gara a tappe. Sapere cosa significa correre il Tour è un vantaggio, so cosa ci può aspettare. Ogni anno è diverso, ma alla fine è importante saper leggere al meglio la corsa e velocemente.
Tecnicamente che ruolo ricoprirai?
A maggio e giugno avevo visto di essere in ottima forma anche su salite lunghe e impegnative. Poi mi sono ammalata, quindi credo sia difficile avere quel ritmo, tuttavia dovrei stare accanto a Le Court il più a lungo possibile. Al suo fianco avrà anche Urska Zigart per le tappe più impegnative.


Le Court è tornata a correre al Tour de Suisse dopo oltre due mesi a causa di una frattura al polso, sembra essersi ripresa bene…
Sì, da un lato essere stata ferma le ha permesso di lavorare con un solo obiettivo in testa. Quindi potrebbe anche arrivare più fresca di altre atlete che hanno corso anche la Vuelta o il Giro. In Svizzera ha corso bene, direi che siamo ampiamente fiduciose.
Un Tour difficile, con nove tappe esigenti.
E’ difficile da interpretare, per questo avere una buona squadra al proprio fianco è un vantaggio. Ci saranno tanti momenti delicati, dal canto mio posso essere utile in diverse situazioni. Sia tecniche che tattiche. Ci saranno tutte le ragazze più forti al mondo, di certo non avremo molti momenti tranquilli.


C’è una tappa cerchiata di rosso?
Credo tutte guardino alla settima, quella con arrivo in cima al Mont Ventoux. Ma non dobbiamo dimenticare che si parte già con un arrivo su uno strappo e tante altre frazioni insidiose. Davvero credo sia un Tour de France Femmes dove si dovrà guardare giorno per giorno.
Per te è un Tour che può essere utile in vista della seconda parte di stagione?
Fare bene qui e dimostrare di essere in forma può essere un buon modo per conquistare una maglia azzurra in vista di mondiali ed europei. Ora so che devo dare supporto a una mia compagna, ma in squadra abbiamo un bell’equilibrio in questo senso. Avrò le mie occasioni, come le ho avute a inizio anno.