Bastianelli, ritorno a Roubaix dopo gli scossoni di sei mesi fa

15.04.2022
5 min
Salva

La Parigi-Roubaix è suggestiva, emozionante. Una gara per molti ma non per tutti, anzi per pochi. A maggior ragione da quando è stata inserita nel calendario femminile. Ne è convinta fin da subito Marta Bastianelli che lo scorso ottobre ha chiuso al quinto posto la prima edizione.

La 34enne dell’UAE Team ADQ è pronta per correrla domani con – parafrasando un detto popolare – la stessa filosofia di sei mesi fa: vola basso e schiva il sasso. Che per una gara che si corre sulle pietre è quantomai azzeccata.

Marta Bastianelli, decima al Fiandre, è stata la migliore delle italiane
Marta Bastianelli, decima al Fiandre, è stata la migliore delle italiane
Marta, che tipo di corsa è la Roubaix per voi ragazze?

Senza dubbio ha un contesto fantastico. Corri su strade uniche e la finisci entrando nel velodromo, che è davvero un momento esaltante. Siamo andate in mondovisione ed anche quello è stato bello, importante per il nostro movimento. Però al tempo stesso è una corsa pericolosa o che può diventarla se le condizioni meteo sono brutte, proprio come l’anno scorso. Di sicuro dopo quella esperienza la Roubaix non è adatta a tutte. Chi l’ha disputata ad ottobre solo perché, giustamente, era un onore esserci ma senza avere le caratteristiche fisiche giuste, e penso ad alcune atlete minute, secondo me domani non si ripresenta al via.

Appunto, dici che si siano rese conto della sua durezza?

Ce ne siamo rese conto tutte. In molte hanno dovuto rinfoderare tutto quell’entusiasmo che c’era per correrla. Personalmente ero piuttosto scettica su questo stato di grande eccitazione che c’era in gruppo. Avevo il dubbio che non tutte sapessero a cosa stavano andando incontro. Già dopo la ricognizione avevo capito che sarebbe stata un macello. Avevamo dolori un po’ dappertutto. Quello della Roubaix non è come il pavè delle Fiandre. E’ massacrante.

Dal 26 febbraio (9ª alla Het Nieuwsblad), Bastianelli è uscita dalle 10 solo alla Strade Bianche. In carriera ha vinto Gand (2018) e Fiandre (2019)
Dal 26 febbraio (9ª alla Het Nieuwsblad), Bastianelli è uscita dalle 10 solo alla Strade Bianche
Dopo il quinto posto dell’anno scorso, la Roubaix la consideri in modo diverso?

E’ stato un bel risultato, il punto di partenza per domani. Ero preparata a cosa mi sarebbe toccato. Mio marito che l’ha corsa nel 2012 (Roberto De Patre vi ha partecipato con la Farnese Vini-Neri Sottoli, ndr) me l’aveva descritta come una gara durissima ed anche altri erano della stessa idea. Diciamo che quel piazzamento mi ha aiutato a rivalutare in parte la durezza della gara.

Quest’anno che gara sarà?

Le previsioni meteo sembrano buone, quindi potrebbe essere un po’ più semplice. Ma solo sotto quest’aspetto perché per il resto è una gara dove il fattore fortuna conta più del fattore gambe. Anche a livello mentale è una corsa esigente. Devi stare molto concentrata. Tutte vogliono prendere i settori di pavè davanti. Tutte vogliono andare sulle parti migliori di quelle stradine. Col bel tempo potrebbe essere una gara aperta a più atlete ma alla fine credo che saranno decisive le energie rimaste in corpo piuttosto che le proprie caratteristiche da velocista o passista.

Partendo dal presupposto che sarai una delle favorite, chi è per te invece la avversaria più pericolosa?

Ce ne sono tante. Della Trek-Segafredo non so chi ci sarà ma vanno tenute d’occhio, così come tutte quelle della SD Worx. C’è la Norsgaard della Movistar che può fare bene e ti avrei detto anche la Vos. Ultimamente però Marianne non mi è sembrata molto in forma anche se lei è capace di tutto. Forse la cliente da temere di più sarà Lotte Kopecky (SD Worx, ndr). Ha vinto il Fiandre ed è in grande condizione.

Rispetto all’anno scorso come la affronterai?

Ovviamente per fare meglio ma parto come ero partita ad ottobre. Ovvero a fari spenti e con poche ambizioni, così tutto quello che viene è di guadagnato. Tuttavia ora mi sento meglio rispetto al Fiandre che ho corso davanti, anche se non era nei miei programmi iniziali (l’ha chiuso in decima posizione, ndr) perdendo contatto su uno degli ultimi muri. A differenza dell’anno scorso spero di avere almeno una compagna nel finale che possa essermi di supporto. Sarebbe fondamentale.

Dopo la Roubaix come sarà il tuo calendario indicativamente?

Non correrò le Ardenne. Farò ancora qualche gara tra Lussemburgo e Bretagna poi farò un periodo di riposo. Quantomeno tornerò un po’ a casa dalla famiglia visto che siamo fuori da tanto tempo ed anche questo aspetto incide molto. Dovrei fare un po’ di altura e dovrei correre il Tour de France Femmes anziché il Giro d’Italia Donne. Con la nazionale stiamo valutando se correre i Giochi del Mediterraneo mentre europei e mondiali, visti anche i percorsi, potrebbero essere obiettivi un po’ più concreti. Possiamo dire che dopo la Roubaix penserò alla seconda parte di stagione.