Sofia Bertizzolo è nata il 21 agosto 1997 e vive a Bassano del Grappa. In carriera ha conquistato 3 vittorie

L’addio di Bertizzolo, che studia da diesse e si vede manager

08.10.2026
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VARESE – Dal giorno nel quale ha deciso di chiudere la carriera senza dirlo a nessuno fino ad arrivare ad oggi, Sofia Bertizzolo ha avuto tutto il tempo di metabolizzare la sua scelta, ma probabilmente al via della Tre Valli Varesine Women non era preparata a vivere il frullato di sensazioni e sentimenti della sua ultima corsa.

Anche a lei, col suo carattere forte, abituata come tante colleghe a fare a cazzotti con la fatica e la sofferenza in bici, saranno sembrate strane quelle lacrime scese e intraviste dietro le grandi lenti scure dei suoi occhiali da gara.
«Altroché – ci racconta Sofia al telefono – se ho pianto sul palco alla partenza di Busto Arsizio. E’ stato incredibile perché tutte le emozioni possibili che abbiamo dentro si sono presentate tutte assieme. Salgono dalla pancia, ti si strozzano dentro e ti lasci andare».

La nostra chiacchierata prende subito una piega ben precisa, come spesso è capitato con lei. Bertizzolo dice addio al ciclismo pedalato, ma non a quel mondo nel quale è nata come una grande speranza giovanile (titolo italiano ed europeo da junior) ed è cresciuta fino a diventare una delle più ricercate registe in corsa riuscendosi a togliere tante soddisfazioni personali. Non siamo qua però a rispolverare vittorie e carriera, quanto più a guardare avanti nel suo futuro, partendo dagli ultimissimi momenti da atleta. E le idee di Sofia, non dobbiamo nemmeno sottolinearlo, sono già chiare.

Bertizzolo non trattiene le lacrime al via della Tre Valli Women: per lei una targa che ricorda la sua vittoria del Piccolo Trofeo Binda da junior
Bertizzolo non trattiene le lacrime al via della Tre Valli Women: per lei una targa che ricorda la sua vittoria del Piccolo Trofeo Binda da junior
Bertizzolo non trattiene le lacrime al via della Tre Valli Women: per lei una targa che ricorda la sua vittoria del Piccolo Trofeo Binda da junior
Bertizzolo non trattiene le lacrime al via della Tre Valli Women: per lei una targa che ricorda la sua vittoria del Piccolo Trofeo Binda da junior
Come sono andate Giro dell’Emilia Donne e Tre Valli Varesine Women?

Dal punto di vista agonistico normali, però i contesti sono stati coinvolgenti. All’Emilia, alla curva delle Orfanelle, c’era il mio fans club e la gioia più grande è stato vedere come lì in mezzo ci fossero persone, tutti miei amici, che non tutti si conoscevano fra loro e si sono poi conosciuti grazie a questa occasione. A Varese invece mi è piaciuto vivere le emozioni da sola senza doverle contenere, sedermi sulla mia poltrona del bus della squadra per l’ultima volta e godermi quegli istanti.

Alla partenza della Tre Valli non eri l’unica atleta a chiudere la carriera. Com’è stato condividere quella esperienza?

E’ stata un’altra scarica di adrenalina, un tuffo al cuore, al di là del “pasillo de honor” che ci hanno dedicato le altre ragazze. Con me hanno chiuso la britannica Claire Steels che è arrivata tardi al ciclismo, la statunitense Alexis Magner che io ricordavo col cognome Ryan prima che si sposasse e che arrivava da stagioni disputate anche in club americani lontanissimi dai massimi livelli. E poi c’era Amanda Spratt, quella in cui mi sono immedesimata in quel momento.

"Pasillo de honor" alla Tre Valli Women per Bertizzolo, Magner, Spratt e Steels, tutte alla loro ultima gara della carriera
“Pasillo de honor” alla Tre Valli Women per Bertizzolo, Magner, Spratt e Steels: tutte all’ultima gara della carriera
"Pasillo de honor" alla Tre Valli Women per Bertizzolo, Magner, Spratt e Steels, tutte alla loro ultima gara della carriera
“Pasillo de honor” alla Tre Valli Women per Bertizzolo, Magner, Spratt e Steels: tutte all’ultima gara della carriera
Per quale motivo?

Innanzitutto Amanda è stata una super campionessa. Quando io mi stavo affacciando al ciclismo che conta e disputavo i miei primi Giri d’Italia, lei vinceva tappe, arrivava sul podio o conquistava medaglie ai mondiali. E mentre parlavamo poco prima del via, mi ha confidato che era molto emozionata perché i suoi genitori erano arrivati appositamente dall’Australia per assistere alla sua ultima gara. Pazzesco! E in quel momento ho pensato davvero a cosa stesse provando.

La giornata com’è andata a finire?

Ho finito la mia gara ritirandomi e passando sotto il traguardo con Laura Tomasi, una grande amica con cui condivido tanti pensieri e visioni, anche se lei è meno critica di me (dice sorridendo, ndr). In salita invece quando mi sono staccata, mi hanno affiancato tutte le ammiraglie e ogni diesse e tecnico che c’era dentro mi ha detto in bocca al lupo per il futuro. E’ stato un altro momento che non mi aspettavo e che ho apprezzato tantissimo.

Bertizzolo farà il corso da diesse e nel futuro, oltre a salire in ammiraglia, vorrebbe diventare una manager
Bertizzolo farà il corso da diesse e nel futuro, oltre a salire in ammiraglia, vorrebbe diventare una manager
Bertizzolo farà il corso da diesse e nel futuro, oltre a salire in ammiraglia, vorrebbe diventare una manager
Bertizzolo farà il corso da diesse e nel futuro, oltre a salire in ammiraglia, vorrebbe diventare una manager
Le tue compagne cosa ti avevano preparato per il ritiro?

Sono state fantastiche. Avevano preparato una serie di fogli decorati dove avevano raccolto sia il loro pensiero che quello di alcune mie ex compagne. E’ un regalo bellissimo, perché i messaggi sul cellulare magari svaniscono o si perdono, queste cose invece restano. In ogni caso ringrazio ogni singola persona che mi ha scritto sul telefono o sui social perché, in una vita che va a mille all’ora e forse troppo veloce, hanno trovato un attimo per farlo.

Quando hai maturato l’idea di chiudere col ciclismo?

Era maggio, durante la tappa di Andalo al Giro. Non c’è stato nessun motivo scatenante, da anni sapevo cosa volevo fare dopo, solo che è cresciuta la voglia di sviluppare altre cose che avevo messo in piedi nel frattempo. Assieme a mio fratello ho aperto un noleggio di furgoni-cucina per le squadre, un’attività che ha preso subito vigore. Mi accorgevo che non vedevo l’ora di finire l’allenamento per seguire questo progetto.

Sulla sua poltrona del bus della squadra, Sofia ha trovato il regalo delle sue compagne, che avevano raccolto i propri pensieri per lei
Sulla sua poltrona del bus della squadra, Bertizzolo ha trovato il regalo delle sue compagne, che avevano raccolto i propri pensieri per lei
Sulla sua poltrona del bus della squadra, Sofia ha trovato il regalo delle sue compagne, che avevano raccolto i propri pensieri per lei
Sulla sua poltrona del bus della squadra, Bertizzolo ha trovato il regalo delle sue compagne, che avevano raccolto i propri pensieri per lei
Come l’ha presa la squadra?

Bene, l’ho comunicato a Stephen Delcourt (il general manager della FDJ United-Suez, ndr) che ha capito subito la situazione e mi ha fatto finire la stagione normalmente. Quando la mia parte imprenditoriale ha superato quella sportiva, dovevo essere onesta con me stessa e con tutti gli altri. Intanto ho ripreso l’università, facoltà di Scienze della Comunicazione, recuperando tutti gli studi che avevo lasciato nel 2019 e sono già al secondo anno.

Domanda-flash. In tutti questi anni di ciclismo qual è la prima cosa che ti viene in mente?

E’ una sensazione, una scossa che mi ha poi accompagnato. Nel 2019 correvo per la Virtù Cycling, il cui proprietario era Bjarne Riis, persona per cui nutro grande rispetto. Ricordo che prima di partire per il Fiandre ha parlato alla squadra e ci ha trasmesso leggerezza e sicurezza al tempo stesso. Di quel giorno ho un ricordo annebbiato forse dalle tantissime emozioni perché Marta (Bastianelli, ndr) vinse ed io, all’epoca ventiduenne, la aiutai finendo quarta. Con lei ho sempre cercato di ricostruire quel momento di riunione e poi trasferirlo su di me prima di tante gare. E vorrei prendermi quella sensazione anche per ciò che farò d’ora in poi.

Il fans club di Bertizzolo l'ha seguita al Giro dell'Emilia: l'occasione per rafforzare amicizie celebrando la propria beniamina (foto Nicola Perantoni)
Il fans club di Bertizzolo l’ha seguita al Giro dell’Emilia: l’occasione per rafforzare amicizie celebrando la propria beniamina (foto Nicola Perantoni)
Il fans club di Bertizzolo l'ha seguita al Giro dell'Emilia: l'occasione per rafforzare amicizie celebrando la propria beniamina (foto Nicola Perantoni)
Il fans club di Bertizzolo l’ha seguita al Giro dell’Emilia: l’occasione per rafforzare amicizie celebrando la propria beniamina (foto Nicola Perantoni)
La tua intenzione è restare nel ciclismo con altri ruoli?

A fine ottobre farò il corso da diesse e l’obiettivo è quello di salire in ammiraglia presto. Sicuramente nel 2028, ma forse già nel 2027. Non mi ha aiutato molto il fatto di non aver detto a nessuno che avrei smesso, però ho comunque già ricevuto proposte che sto valutando. Vorrei capire cosa c’è nella giornata di gara dal punto di vista della pianificazione, della logistica e gestione del gruppo.

Sofia Bertizzolo si vede come una manager?

E’ un ruolo che mi affascina e per cui sento di avere potenzialità, ma è ovvio che dovrei chiedere consigli. In questo senso, mi piacerebbe molto fare una chiacchierata con Luca Guercilena (diventato il direttore dell’area ciclismo di RCS Sport&Events, ndr) che ho sempre reputato un grande manager anche per il suo percorso iniziato con altri compiti. Parlando con lui capirei esattamente cosa devo imparare e a cosa devo essere preparata.

In carriera Sofia non ha mai avuto paura di esporsi, ma ha saputo seminare bene sia a livello umano che professionale
In carriera Bertizzolo non ha mai avuto paura di esporsi, ma ha saputo seminare bene sia a livello umano che professionale
In carriera Sofia non ha mai avuto paura di esporsi, ma ha saputo seminare bene sia a livello umano che professionale
In carriera Bertizzolo non ha mai avuto paura di esporsi, ma ha saputo seminare bene sia a livello umano che professionale
Sofia Bertizzolo è sempre stata una ragazza che non ha mai avuto paura di esporsi. Questa dote potrebbe più aiutarti o limitarti per il futuro?

Ho percepito di aver acquisito una certa maturità quando in squadra mi consentivano di prendere decisioni, magari anche forti o impopolari. Ho sempre saputo reggere il contraddittorio, riconoscono le idee degli altri e sono consapevole che posso sbagliare. Non ho mai avuto paura di dire ciò che penso perché ho sempre cercato di farlo documentandomi e con modi educati, seppur diretti. Tuttavia, e non voglio sembrare presuntuosa, sono consapevole anche di aver seminato bene, sia dal punto di vista umano che professionale. Poi magari col passare del tempo anch’io sarò meno critica e mi accorgerò di avere un serbatoio di pazienza molto più grande di quello che ho adesso (afferma ridendo, ndr).

Continuerai a pedalare?

Di sicuro fino alla fine dell’anno voglio tenermi allenata come si deve perché il 29 novembre parteciperò all’evento BeKing a Monaco. E’ vero che è un criterium, però so che in molti ci arriveranno già con la gamba pronta per i primi raduni e non voglio soffrire oltremodo. Per il resto continuerò ad uscire in bici per godermi la pedalata senza l’obiettivo della gara o il pensiero della tabella. Vorrò capire e prendermi i miei nuovi ritmi.