«Il cross è una scuola». Parola di Mauro Bartoli

15.01.2021
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«Perché la Michele Bartoli Accademy? Perché volevamo “insegnare la bici” ai bambini. Come guidare, come andarci, come togliersi d’impaccio dai pericoli, rispettare un semaforo rosso quando si è in strada o se qualcuno apre lo sportello all’improvviso. E il ciclocross è la disciplina migliore in tal senso». Mauro Bartoli, fratello di Michele, con il suo accento toscano parla in modo semplice e diretto. E il concetto è: prima l’atleta poi, eventualmente, il campione.

Mauro Bartoli con suo figlio Danilo. Anche da una foto così emerge la sua passione (Cecchiss.photos)
Mauro Bartoli con suo figlio Danilo. Da una foto così emerge la sua passione (Cecchiss.photos)

Divertimento e passione

«La squadra è nata quasi per scherzo tra settembre e ottobre scorso – racconta Mauro – Un imprenditore locale appassionato ci ciclismo, Mauro Donati, che ha 80 anni ma una mentalità giovane, ci ha detto subito di sì. Lui in passato aveva sponsorizzato gente come la Luperini, Guidi. Il resto degli sponsor  li ha portati Michele».

Ma perché il cross e non la strada?

«Perché su strada ci sono alcune cose che non ci piacciono. A 6 anni già vanno a ricercare il risultato, “di qua” la componente del divertimento è maggiore. E poi sarà che la nostra famiglia viene dal ciclocross. Non tutti possono diventare dei campioni come Michele, però tutti si possono appassionare. Ed è questo il nostro obiettivo, farli divertire e farli appassionare».

I ragazzi quando sono insieme si divertono. Mauro racconta delle trasferte fatte per il Giro d’Italia di Ciclocross e quella più recente per Lecce.

«La cosa più bella è che si sono presi per il “collo” a fine gara non tanto per il quinto posto dell’italiano, ma perché erano contenti, gasati. Facevano festa. Per loro queste sono state le prime esperienze senza mamma e papà in hotel, lontani da casa. Si sono affiatati subito».

Ostacoli e gare

I ragazzi di Michele e Mauro Bartoli si allenano un paio di volte alla settimana, più la corsa della domenica.

«C’è chi fa martedì e giovedì e chi mercoledì e venerdì – dice Mauro – Poi il sabato si raggiunge il luogo della gara e lì girano un po’, ma è roba da poco, giusto per prendere confidenza con il terreno. E la domenica appunto gareggiano, quindi alla fine sono tre allenamenti veri».

I ragazzi pedalano anche un po’ su strada, ovviamente, ma non tutti la amano. Per esempio proprio il figlio di Mauro ha la passione per l’offroad.

«Simuliamo i cambi di bici, il sali e scendi dalle scale, mettiamo degli ostacoli, i birilli, le assi di legno da dover superare… Devo dire che ascoltano molto. E poi quando arriva Michele davvero sono entusiasti. Anche per mio figlio, il giudizio dello zio… è il giudizio dello zio».

La Michele Bartoli Accademy ha sei corridori e spaziano dagli esordienti agli U23
Michele Bartoli Accademy agli italiani di Lecce

Verso il 2022

Va detto che la Michele Bartoli Accademy è una squadra di solo ciclocross (per ora). Gli atleti sono presi in prestito momentaneo dalle società. Da sei il numero crescerà, visto che ne arriveranno altri in vista della prossima stagione. Quest’anno avevano cinque esordienti e un U23.

«E infatti molti sono già disperati perché la stagione volge al termine – conclude Mauro – Comunque per il 2022 stiamo pensando di allargare l’attività anche alla Mtb e alla strada. Alla Mtb di sicuro. Inoltre proprio in questi giorni stiamo valutando una nostra area per creare una pista e realizzare lì la nostra scuola di ciclismo. Abbiamo individuato un’area nei pressi di Montecatini che ci sembra ideale visto che ci sono anche docce e spogliatoi».