Per il marchio Fantini Wines c’era una casella da riempire in quel mondo del ciclismo che conosce da tanto tempo, anche solo per avere la sede sulla Costa dei Trabocchi, probabilmente la pista ciclabile più “DOC” d’Italia.
Dopo gli investimenti, limitandoci solo a questa stagione, con la NSN Cycling Team (formazione del WorldTour maschile sorta dalle ceneri della vecchia Israel) e con la Solution Tech NIPPO Rali (squadra professional italiana), ne mancava uno nel femminile. Eccoci accontentati quindi con la Vini Fantini-BePink, dove l’azienda abruzzese diventa il primo nome della storica formazione continental italiana. Come e quando è nata questa nuova collaborazione che si preannuncia così importante? Ne abbiamo parlato con Valentino Sciotti, amministratore delegato di Fantini Wines e profondo appassionato di ciclismo.


Il contatto iniziale
Nella sua vita da imprenditore Sciotti certamente ha conosciuto molte storie, le stesse che raccontano le terre sulle quali ha aperto la propria attività nel 1994. Qualche mese fa ha scoperto una storia che gli è piaciuta subito e lo ha incuriosito.
«Premetto – spiega – che non vedevo una gara femminile dal vivo da tanti anni. Tra le trasferte di lavoro e gli impegni con le formazioni maschili, non ci sono mai riuscito e mi è sempre dispiaciuto. Poi nel 2024 ne ho seguita una e per caso ho conosciuto Linda Laporta, che corre la BePink da due stagioni, ma che all’epoca era nella BTC City Ljubljana Zhiraf Ambedo. Abbiamo mantenuto un contatto e da quel giorno ho iniziato a seguire di più il femminile.
«Lo scorso autunno – va avanti Sciotti – ho rivisto Linda e tra una chiacchiera e l’altra mi ha raccontato meglio la sua storia di ex ginnasta che ha sfiorato la partecipazione ai Giochi Olimpici e che negli ultimi tre anni si era rimessa in gioco nel ciclismo. Sono rimasto colpito. Per curiosità sono andato a vedere i suoi risultati e sono rimasto colpito nuovamente perché ho notato che aveva inanellato una serie importante di piazzamenti nel finale dell’anno scorso».






La decisione economica
Da cosa nasce cosa, si dice, e così è stato per formare il binomio tra Vini Fantini e BePink. Non c’è voluto tanto perché Valentino Sciotti si convincesse di compiere un passo che sa bene come fare.
«In effetti – racconta – è venuto tutto per caso all’inizio. Linda mi diceva che la sua squadra stava cercando uno sponsor importante e mi ha chiesto se fossi interessato visto che il femminile sta crescendo tanto. Ci ho riflettuto seriamente e mi sono sentito con Walter Zini, il team manager. Ci siamo trovati subito in sintonia e ho visto che la nostra azienda poteva fare lo sforzo economico per diventare main sponsor.
«La BePink è una realtà consolidata nel ciclismo femminile italiano – sottolinea Sciotti – che ha saputo farsi valere anche a livello internazionale. Zini lavora molto bene con le sue atlete e dà anche l’opportunità a tante ragazze che arrivano da altri sport. Fa un ciclismo molto inclusivo, se penso che quest’anno ha ingaggiato Fariba Hashimi, una ciclista afgana.
«Molte cicliste afgane nel 2022 si rifugiarono a L’Aquila scappando dai talebani, una storia che avevo visto da vicino. La nostra azienda ha fatto tutte le categorie maschili dai giovanissimi ai pro’ ed ora abbiamo completato tutto entrando nel femminile. Siamo davvero molto felici di averlo fatto».




Uno sguardo al futuro
La livrea dell’abbigliamento della BePink ha subito un leggero restyling in corso d’opera con l’arrivo di Vini Fantini. L’accordo al momento è di una stagione, ma ci sono tutti i presupposti per proseguire la collaborazione anche in futuro e magari pensare a prendere una licenza ProTeam.
«Non ci siamo posti degli obiettivi – conclude la sua analisi Valentino Sciotti – perché per noi il movimento femminile è nuovo e vogliamo scoprirlo bene, il meglio possibile. Considerate che abbiamo chiuso il contratto mentre stavo andando in Australia per lavoro. Anche se siamo nel ciclismo da tanti anni, siamo inesperti per questa categoria che tuttavia ci piace già tanto.
«Non possiamo basare le sponsorizzazioni solo per passione, ma dobbiamo guardare anche alla visibilità e capire come possiamo essere d’aiuto. Ora pensiamo a questa stagione. Certamente posso dire che se dovessimo rinnovare il nostro impegno nel femminile, lo faremmo ancora con BePink, perché la nostra azienda non è abituata a cambiare tanto e in fretta le società con cui collaboriamo».