Torniamo indietro di anni, di tanti anni, alla Parigi-Roubaix 1981. Francesco Moser ha dominato le tre edizioni precedenti e ha la possibilità di un poker consecutivo mai realizzato da alcun corridore. Il trentino è nel gruppetto di testa, dove c’è il grande rivale De Vlaeminck, altri belgi, ma soprattutto Bernard Hinault, che quella corsa non l’ha mai amata. Il bretone sa che il grande amore dei francesi va ripagato non solo attraverso le vittorie al Tour, ma anche con la classica più importante e originale.


Una storia vecchia eppure attuale
Perché tornare così indietro nel tempo? Perché i parallelismi con l’impresa alla quale si accinge Pogacar sono tanti. Anche per lo sloveno il pavé è qualcosa, forse non indigesto come per il transalpino, ma sicuramente di meno congeniale rispetto ad altri scenari, quelli dove è abituato a dominare. Moser ricorda molto bene quell’edizione, chiusa con un terzo posto che gli aveva lasciato tanto amaro in bocca.
«Hinault mi diceva sempre: “A me non piace, non la faccio” poi però veniva sempre, di controvoglia, l’anno prima era finito ai piedi del podio. Quell’anno lì ha deciso di farla puntando apertamente alla vittoria ed è andato forte perché poi nella volata ci ha tolto di ruota. Io ero convinto di batterlo, magari De Vlaeminck no, ma lui sì e invece siamo arrivati tutti e due dietro, anche se era caduto nel finale».


Anche Pogacar ha fatto le prove lo scorso anno. L’approccio è lo stesso di quello che aveva Bernard?
No, intanto perché Tadej non ha quel rifiuto viscerale verso il pavé. L’anno scorso lui è andato forte, c’è stata la caduta ma senza di quella arrivava assieme a Van der Poel. L’unico suo problema è che VDP è molto più adatto a quel percorso per la sua attitudine al ciclocross, per quello ha vinto tre Roubaix e potrebbe vincere anche la quarta, perché è il suo terreno prediletto. Pogacar va forte, ma non avendo la salita è più difficile per lui staccare l’olandese e se arrivano in volata, abbiamo visto l’anno scorso alla Sanremo com’è finita.
Tu che cosa ricordi di quell’edizione dell’81?
Ricordo che c’è stata selezione continua fino a che siamo rimasti in 7. C’era anche Kuiper che era un altro grande specialista e nel finale mi pare che fosse caduto anche lui. Nel finale avevamo rallentato tutti, per mancanza di energie ma anche per giocarcela allo sprint. Hinault è partito in testa, io mi ero alzato anche un po’ nella curva, per acquisire velocità, ma lui è andato proprio via, praticamente siamo arrivati a ruota. E vuoi sapere il bello?
Cosa?
C’era addirittura chi diceva che la corsa gliel’avevamo venduta e c’è gente che è ancora convinta di questo…


Pogacar viene dalle vittorie alla Sanremo e al Fiandre e dicono tutti che ormai il copione di corsa è sempre lo stesso, con lo sloveno che attacca lontano dal traguardo. La Roubaix si presta a questa tattica o anche lui dovrà cambiare qualcosa?
La Roubaix è diversa perché il percorso non ha le asperità dove lui avrebbe sicuramente la meglio. E allora dovrà cercare di sfiancare Van der Poel, ma a cose normali è difficile che lo stacchi nel piano, perché è il suo terreno. Anche il fisico di VDP è più adatto rispetto a Pogacar. Sul pavé non puoi andare di agilità, devi andare di potenza e far velocità per passarlo via bene, perché se ti pianti lì in mezzo ai sassi non vai avanti.
Ci sono altri che possono inserirsi nella lotta fra loro due?
Forse Ganna, speriamo che riesca a star lì con loro, ma la sfida è fra loro due soprattutto dopo domenica scorsa. Nel Fiandre penso che Van der Poel abbia fatto male a tirare, doveva far rientrare Evenepoel, che in tre la corsa sarebbe stata diversa. Io l’avrei fatto rientrare avendo un avversario così in più da controllare per lo sloveno.


Nel pavé conta molto di più anche il fattore fortuna…
Beh, è chiaro che se uno nel momento sbagliato scivola rischia di perdere tutto. Io la prima Parigi-Roubaix non sono arrivato con De Vlaeminck perché ho bucato prima, poi sono caduto e sono arrivato lo stesso secondo. Ma se uno è là davanti che buca, è chiaro che dà il via libera agli altri.
Ma rispetto alle tue imprese adesso è allo stesso livello il pericolo di bucare, di cadere?
Gomme e ruote sono profondamente cambiate e migliorate per questo tipo di corse, ma si può sempre forare, dipende sempre dalla guida che uno ha o se prendi la buca sbagliata, un sasso che ti taglia la gomma, sono tante le circostanze. Per questo è una corsa unica…


In base alla tua esperienza Pogacar ce la può fare a centrare la Roubaix e quindi a fare il Grande Slam delle Monumento?
Sì, ma io sinceramente spero che quell’altro lo batta, perché se vince sempre uno non va bene, la gente smette di appassionarsi. L’olandese è favorito, ancor di più in caso di pioggia perché con un clima brutto lui, con l’esperienza che ha nel ciclocross, ci va a nozze, ma comunque lo sloveno non è lontano. L’anno scorso si è capito benissimo.