Giro Next Gen 2026, Davide Donati, Lorenzo Finn (foto Twila Federica Muzzi)

Il Giro Next Gen di Donati: le gioie, la caduta e la spensieratezza di Finn

22.06.2026
5 min
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L’AQUILA (AQ) – Dietro il palco delle premiazioni, spostato di qualche metro con il corpo rivolto verso i cartelloni della pubblicità c’è Davide Donati. Gli occhi gonfi del ragazzo bresciano che dal suo metro e 87 centimetri di altezza si lascia andare all’emozione, liberando lacrime di commozione e gioia (in apertura abbraccia Lorenzo Fnn, foto Twila Federica Muzzi). Il suo Giro Next Gen è stato tanto soddisfacente quanto impegnativo. Sulle strade della Calabria aveva provato a portarsi a casa la prima maglia rosa, invece Kasper Haugland ha tenuto quel secondo di vantaggio necessario. Il passista della Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies si era poi fatto valere il giorno successivo a Crotone: tappa e maglia rosa, grazie agli abbuoni

Poi salendo verso Villa d’Agri di Marsicovetere a causa di una caduta dolorosa ha dovuto cedere il simbolo del primato al belga Schoofs, pagando quasi cinque minuti all’arrivo. Di quel giorno Davide Donati porta ancora i segni addosso, quando a L’Aquila si trova a festeggiare la vittoria del compagno di squadra e amico Lorenzo Finn. La voglia sarebbe di fare un video per raccontare subito le emozioni del momento, ma davanti alle commozione di Donati decidiamo insieme a lui di registrarne la voce, lasciandogli l’intimità del momento. 

Le incertezze iniziali

Davide Donati, dopo quella caduta non ha mollato. Ha tenuto duro, restando accanto al suo capitano e portando a termine il proprio compito. In tutto questo è arrivata anche una meritata maglia rossa, simbolo del primato nella classifica a punti

«Siamo arrivati qui – dice – e in cuor mio sapevo, anzi sapevamo, che Lorenzo (Finn, ndr) era il più forte di tutti. Però abbiamo sempre visto che il Giro Next Gen si decide per una fuga, o azioni che permettono a certi corridori di rientrare nella classifica generale (proprio lo scorso anno a Gavi un’azione non controllata dal gruppo permise a Omrzel di rientrare in classifica e poi vincere il Giro Next Gen, ndr). E’ sempre un sovrapporsi di situazioni e di cose, quest’anno con sei atleti per squadra sapevamo di poter tenere la corsa più chiusa».

Giro Next Gen 2026, Davide Donati, maglia rossa (foto La Presse)
Donati ha indossato la maglia rossa per tutto l’arco della corsa (foto La Presse)
Giro Next Gen 2026, Davide Donati, maglia rossa (foto La Presse)
Donati ha indossato la maglia rossa per tutto l’arco della corsa (foto La Presse)

Jolly

Si volta ancora e guarda i compagni di squadra, perché la Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies aveva in mente un obiettivo chiaro: vincere il Giro Next Gen con Lorenzo Finn. Hanno lavorato al meglio, dando ognuno il massimo di quello che poteva offrire. 

«Dal primo all’ultimo giorno eravamo tutti con in testa un solo obiettivo – continua Donati – poi io ero qui nel ruolo di jolly. Potevo entrare nelle volate e ho ottenuto dei buoni risultati personali, conditi anche dalla maglia rossa. Ma anche se non fosse arrivata non sarebbe stato un problema, il focus era tutto su Lorenzo e la maglia rosa. Ho cercato di dare una mano, ma non sono uno scalatore. Quindi a una certa salutavo la compagnia e lasciavo Lorenzo nelle loro mani (e indica i compagni di squadra, ndr) e posso dire che sono stati bravissimi».

Giro Next Gen 2026, Red Bull-BORA-hansgrohe, classifica a squadre
Maglia rosa, maglia rossa e vittoria della classifica a squadre, per la Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies un Giro Next Gen da incorniciare (foto La Presse)
Giro Next Gen 2026, Red Bull-BORA-hansgrohe, classifica a squadre
Maglia rosa, maglia rossa e vittoria della classifica a squadre, per la Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies un Giro Next Gen da incorniciare (foto La Presse)

Tutankhamon

Guardandosi le ferite e i cerotti sparsi su tutto il corpo Davide Donati scherza dicendo di sentirsi come una mummia. Ha anche dei punti sulla gamba destra, coperti da un vistoso cerotto. E’ andato oltre il dolore e la sofferenza per rimanere accanto al suo capitano, ha fatto tutto quello che doveva e poteva fare. Lorenzo Finn ci ha messo poi tutto il talento necessario per terminare il lavoro. 

«La seconda metà di questo Giro Next Gen – continua a raccontare Davide Donati – è stato complicato, perché sono pieno di tagli e di ferite. Peso anche due chili in più visto tutti i liquidi che ho in corpo a causa delle escoriazioni. Penso che questo Giro non potesse andare meglio, abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi, sia di squadra che personali. Mi sento fortunato nel far parte di una squadra del genere, nel quale sono anche un po’ il coordinatore in gara. Alla fine sono uno dei più grandi, quindi ho anche esperienza in certe situazioni. Ad esempio nella tappa di Bacoli sono riuscito a dare una mano per controllare e gestire dei momenti che potevano anche essere complicati».

Giro Next Gen 2026, Davide Donati, maglia rossa, Lorenzo Finn, maglia rosa
Finn e Donati sono compagni di squadra dal 2025, nel corso di questi due anni sono diventati grandi amici
Giro Next Gen 2026, Davide Donati, maglia rossa, Lorenzo Finn, maglia rosa
Finn e Donati sono compagni di squadra dal 2025, nel corso di questi due anni sono diventati grandi amici

Tensione? No grazie

Davide Donati e Lorenzo Finn sono ormai legati da un’amicizia che va oltre il ciclismo e l’essere compagni di squadra. Scherzano, ridono e parlano fitto insieme confrontandosi spesso. La rincorsa alla maglia rosa è stata una cavalcata lunga e difficile, passata anche da momenti complicati. Una curiosità che ci portiamo dietro è a proposito del clima in squadra, quali fossero gli stati d’animo dei protagonisti di questa storia.

«Avevo paura che Lorenzo (Finn, ndr) – dice Donati – potesse essere molto agitato, o con troppa voglia di fare tutto subito. Invece è stato molto bravo a gestire i momenti e la pressione, rispettando le aspettative che lui per primo aveva. Quando uno è tranquillo si riesce a lavorare ancora meglio. Lorenzo sembra un ragazzo tranquillo e lo è davvero, ma a volte anche lui sente la pressione. Tuttavia ha una dote naturale che è la spensieratezza, probabilmente non realizza qual è la posizione in cui si trova o comunque non la percepisce così tanto. Spero possa continuare ad averla anche in futuro, quando servirà davvero».