Giro Next Gen 2026, Red Bull-Bora, Davide Donati

La sfida rosa della Red Bull-Bora e degli italiani

16.06.2026
5 min
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Con Davide Donati, che dopo aver vinto la Parigi-Roubaix Espoirs ha esultato anche ieri a Crotone e ora è in testa al Giro Next Gen (in apertura immagine La Presse), la Red Bull-Bora scalda i motori in vista delle tre tappe conclusive che promettono di dare violenti scossoni alla classifica, con Lorenzo Finn sornione a 14 secondi assieme al grosso del gruppo. Non è un mistero che nella squadra tedesca stravedano per il campione del mondo e per gli atleti italiani, come conferma Tim Meeusen, il direttore sportivo del devo team Red Bull che ha vissuto con i suoi ragazzi il percorso di preparazione in altura ad Andorra.

Buongiorno Tim, ti sembra che Finn abbia risentito della tensione dell’evento?

Sorrido perché conosco Lorenzo da qualche anno e lui è molto tranquillo. E’ felice in bici, è felice con i compagni, è un ragazzo simpatico con un ottimo senso dell’umorismo. E’ anche piuttosto maturo per la sua età. Ha partecipato alle Olimpiadi giovanili a 16 anni: era già uno dei corridori più conosciuti nella sua categoria e lo è ancora. Il suo percorso scolastico è stato positivo e ha un buon ambiente familiare.

Tim Meeusen è uno dei tecnici della squadra U23 della Red Bull-Bora
Tim Meeusen è uno dei tecnici della squadra U23 della Red Bull-Bora
Tim Meeusen è uno dei tecnici della squadra U23 della Red Bull-Bora
Tim Meeusen è uno dei tecnici della squadra U23 della Red Bull-Bora
Tutto secondo i piani?

Penso che stiamo facendo un buon lavoro per tenerlo lontano dalla pressione. Dal mio punto di vista, Lorenzo è un ragazzo tranquillo: quel che viene, viene. Certo, vuole dare il massimo. E’ normale per qualsiasi ciclista di altissimo livello. Ma pressione su di lui non ne vedo.

Hai parlato del lavoro della squadra: di cosa si tratta?

Abbiamo sempre avuto un piano chiaro con Lorenzo e non si tratta necessariamente di ottenere risultati. L’obiettivo principale è farlo crescere – è un talento chiave per noi – e non voglio guardare i numeri. Voglio guardare i risultati a fine stagione, ma soprattutto tra due, tre, quattro anni. Si tratta più che altro di farlo crescere. Abbiamo avuto un buon inverno e ci siamo parlati chiaramente. Nel ciclismo moderno bisogna dare priorità alle prestazioni e penso che siamo sulla strada giusta.

Ha gestito molto bene l’incidente di aprile…

Abbiamo avuto quella piccola battuta d’arresto al Tour of the Alps con la caduta, ma vedo un Lorenzo Finn molto maturo, capace di affrontare le difficoltà. E’ tornato in sella piuttosto velocemente ed è maturato molto. Ha acquisito fiducia correndo nel WorldTour. Faremo i calcoli finali tra qualche anno.

Prima di Finn, l'ultimo italiano a correre il Giro U23 da iridato fu Figueras nel 1997
Prima di Finn, iridato della Red Bull-Bora, l’ultimo italiano a correre il Giro U23 con quella maglia fu Figueras nel 1997 in maglia Zalf Fior
Prima di Finn, l'ultimo italiano a correre il Giro U23 da iridato fu Figueras nel 1997
Prima di Finn, iridato della Red Bull-Bora, l’ultimo italiano a correre il Giro U23 con quella maglia fu Figueras nel 1997 in maglia Zalf Fior
Corse WorldTour e corse U23: la differenza è davvero abissale?

In realtà, se si confrontano i numeri delle corse under 23 con quelli del World Tour, la differenza non è poi così grande. La differenza principale nel WorldTour è che si tratta di un gruppo più controllato. Abbiamo più corridori dedicati a un ruolo specifico: veri e propri gregari che pedalano nei primi 120 chilometri per controllare la corsa, lasciare andare una fuga di sei o sette corridori e tenerla sotto controllo.

Invece nelle gare U23?

In quelle possono ancora esserci vittorie a sorpresa, tutti sono più ambiziosi e più imprevedibili, quindi sono più difficile da gestire, nel World Tour invece le sorprese sono davvero rare. Stiamo parlando di atleti molto giovani che vogliono arrivare al WorldTour, hanno le loro ambizioni: sta a noi gestire questo ambiente.

Con quale criterio avete strutturato il team per il Giro? Quest’anno si corre in sei, l’anno scorso erano cinque…

Abbiamo una squadra con un supporto versatile per Lorenzo: scalatori, velocisti e gregari per le tappe di in pianura. Credo che sia meglio avere sei corridori che cinque, la corsa è più gestibile. Abbiamo voluto creare un gruppo di amici per questa sfida in Italia. E anche questo è un aspetto molto positivo.

La Red Bull-Bora U23 è un crogiolo di atleti di tutto il mondo e con italiani molto forti
La Red Bull-Bora U23 è un crogiolo di atleti di tutto il mondo e con italiani molto forti come Finn, Donati e Magagnotti
La Red Bull-Bora U23 è un crogiolo di atleti di tutto il mondo e con italiani molto forti
La Red Bull-Bora U23 è un crogiolo di atleti di tutto il mondo e con italiani molto forti come Finn, Donati e Magagnotti
Non c’è Magagnotti, che dal canto suo ha fatto vedere grandi cose tra i professionisti.

Per me non è una sorpresa. Lo conosco da due anni, sono stato a casa sua, conosco il suo ambiente e da dove viene. E’ un grande talento e avrà un futuro davvero brillante. Sta crescendo velocemente ed è anche logico. Quando passi da una struttura più piccola a una internazionale, dove hai tutti i mezzi e le competenze per svilupparti partecipando anche ad alcune gare WorldTour, è normale che cresci velocemente. Ma c’è ancora tempo, abbiamo una programmazione a lungo termine. Ne riparleremo tra qualche anno, per capire se abbiamo avuto successo. 

Si può dire che tra Finn, Magagnotti e Donati il parco atleti italiano sia di buon interesse per la Red Bull-Bora?

Penso che l’Italia abbia una buona tradizione nel produrre grandi campioni e noi siamo fortunati ad avere loro tre a disposizione. In passato tendevano a rimanere in Italia, ora vanno nelle strutture internazionali e ne sono davvero contento. Il livello infatti è alto e hanno grandi opportunità di gareggiare bene. Mi piace lavorare con gli italiani, confermo la vostra sensazione.

Oggi il Giro Next Gen propone la terza tappa da Sibari a Villa d’Agri di Marsicovetere, con le prime salite e 3.200 metri di dislivello. Per Donati e la Red Bull-Bora sarà un giorno da gestire, perché c’è da scommettere che qualcuno da oggi inizierà a togliersi la ruggine di dosso…