LUINO (VA) – La presentazione delle squadre del Trofeo Binda e del Piccolo Trofeo Binda è stata spostata all’interno del teatro sociale di Luino, a pochi metri dal lungolago sul quale sarebbe dovuta inizialmente avvenire. Il maltempo ha battezzato anche questa edizione della seconda corsa WorldTour femminile in Italia, che dall’anno scorso ha un ruolo chiave per capire il livello e la condizione delle atlete in vista anche della Sanremo Women. Tra le partecipanti del Trofeo Binda c’era anche Shirin Van Anrooij, l’olandese della Lidl-Trek è stata il riferimento in queste prime classiche stagionali raccogliendo due top 10 tra Strade Bianche e Binda.
Le protagoniste del Trofeo Binda sono numerose, qualcuna di loro l’ha definito come un mondiale visto il livello delle atlete al via. La stessa definizione era stata utilizzata alla Strade Bianche, segno che nel ciclismo femminile ci si nasconde meno rispetto ai colleghi uomini, anche nei grandi appuntamenti.


Apertura
Proprio alla vigilia della corsa, a Luino, abbiamo parlato con Shirin Van Anrooij. Una stagione, quella su strada, iniziata con buoni spunti ma dove probabilmente è mancato qualcosa per trovare il risultato pieno. Anche se la direzione intrapresa sembra essere quella giusta.
«Le prime gare della stagione – racconta Van Anrooij – sono andate piuttosto bene in realtà. Credo che la Omloop Nieuwsblad sia stata una sorpresa, era la corsa di esordio e non è mai facile capire quale sia il vero livello raggiunto durante l’inverno. Tutto sommato sono felice di aver iniziato la mia stagione con Omloop Nieuwsblad e Omloop van het Hageland (l’olandese si è piazzata rispettivamente 38ª e 36ª, ndr). Penso di non essere stata troppo fortunata in alcuni frangenti di corsa, ma la condizione con la quale sono arrivata alla Strade Bianche era buona».


Tutto sta procedendo secondo i piani?
Sì, penso proprio di sì. Anche perché altrimenti non sarei arrivata con queste gambe la settimana scorsa e qui al Binda (come poi testimoniato dal decimo posto finale, ndr). Ovviamente la stagione delle Classiche inizia adesso, quindi sono fiduciosa di poter fare ancora uno step in più in termini di prestazione.
Sei tornata anche a correre nel cross dopo un anno di pausa
Ho chiuso la stagione del cross con il mondiale corso in casa, in Olanda (dove ha vinto l’oro nel team relay ed è arrivata 9ª nella prova donne elite, ndr), poi mi sono fermata per un paio di settimane e ho ripreso ad allenarmi su strada. Ora mi aspettano altre due settimane di riposo dalle corse prima di riprendere con la Dwars Door Vlaanderen, il Fiandre e le Ardenne.




Con il ritorno del cross hai cambiato qualcosa nella preparazione?
Abbiamo calibrato gli allenamenti sul calendario del cross (con 14 giorni di corsa dal 23 novembre al 31 gennaio, ndr). E’ stato un inverno senza contrattempi, non succedeva da po’. Due anni fa ho subito un intervento all’arteria iliaca, cosa che mi ha tenuta ferma per due mesi. Tornare in condizione non è stato affatto semplice.
Il ciclocross può avere un ruolo chiave nell’approcciare le classiche del pavé?
Penso proprio di sì, è una disciplina che aiuta a tenersi allenati su sforzi brevi e ad alta intensità. Una caratteristica direi fondamentale per le gare che andremo ad affrontare in primavera. Inoltre il cross mi piace tantissimo, quindi penso sia un aiuto anche a livello mentale. Ripartire non è stato facile, perché non correvo da molto tempo e partivo con zero punti UCI, cosa che mi faceva iniziare le gare in fondo allo schieramento. Piano piano però sono tornata davanti, penso sia stata una bella stagione.
Lo terrai nel programma?
Assolutamente sì. Mi piace troppo.


Non correrai la Sanremo, come mai?
Con il livello che ha raggiunto in questi anni il ciclismo femminile è impensabile partire con la Omloop Nieuwsblad e arrivare direttamente alla Liegi. Serve uno stacco e allenarsi a casa per entrare nella seconda parte delle classiche con nuove energie.
La squadra è cambiata tanto in questi anni, sei chiamata ad essere una delle atlete di punta?
Sì, è vero, il team ha subito dei cambiamenti, ma non saprei. Personalmente non la vedo proprio in questo modo. Per me, ogni anno è semplicemente un anno importante. Voglio solo provare a vincere una gara e fare del mio meglio per crescere ancora. Non penso ci sia una pressione ulteriore nei miei confronti.