CITTIGLIO (VA) – La cerimonia di premiazione del Piccolo Trofeo Binda tarda di qualche minuto rispetto all’orario previsto: le 14. Questo ha permesso alle ragazze della categoria juniores di guardare i primi passaggi della gara riservata alle elite, vinta poi con un colpo di mano di Karlijn Swinkelse e con una gestione astuta da parte del UAE Team ADQ. Matilde Rossignoli, vincitrice in mattinata della gara juniores in maglia tricolore, e le ragazze del Team BFT Burzoni aspettano sotto al palco, intanto parlano e scherzano tra di loro.
La volata con cui Matilde Rossignoli si è imposta è partita lunga, anzi lunghissima (in apertura foto Facebook Team BFT Burzoni). Con la strada che porta al traguardo di Cittiglio sempre più in salita, metro dopo metro. La campionessa italiana in carica è uscita dalla scia delle avversarie quando il cartello indicava i -100 metri all’arrivo. Non l’hanno più superata, ha vinto e mostrato a tutti il tricolore e il nome della squadra.


Inizio scoppiettante
L’esordio in Olanda, nello stesso fine settimana in cui le ragazze del Team BFT Burzoni sono state nella sede della Picnic per effettuare dei test. Poi la corsa in Italia e il Piccolo Trofeo Binda, primo appuntamento internazionale della stagione juniores. Vincere è stato importante, soprattutto in un contesto di gara dove era richiesto di tirare fuori quel qualcosa in più per riuscire ad emergere.
«Sicuramente è stata una gara molto dura, come sempre – ci racconta al riparo da qualche goccia di pioggia – ogni anno il Piccolo Trofeo Binda diventa imprevedibile e difficile. Si tratta della seconda corsa stagionale in Italia e della prima internazionale, quindi non sappiamo mai davvero il livello delle avversarie. Inoltre in tutte e due le edizioni in cui ho corso (2025 e 2026, ndr) il meteo ha sempre reso il tutto ancora più complicato. L’anno scorso l’ho sofferta tanto, quest’anno invece mi sono sentita bene ma è stata comunque molto impegnativa».


L’anno scorso hai conquistato la maglia tricolore al primo anno nella categoria juniores, è cambiato qualcosa dopo quel risultato?
Sono cambiate diverse cose a livello di prestazioni, ma questo fa parte della crescita e del continuo apprendimento. Quella che è arrivata, con la maglia tricolore, è una maggiore consapevolezza nelle mie capacità.
In quali aspetti?
Essere al primo anno juniores e riuscire a destreggiarmi e farmi valere contro atlete più grandi è stata una bella risposta. Per quanto riguarda la prestazione c’è stato un cambio netto, un salto davvero importante arrivato grazie ai miei due nuovi preparatori.


Cosa avete cambiato?
Ci siamo concentrati maggiormente sul fondo, cercando di implementare lavori su sforzi più lunghi e intensi (la volata di ieri lo testimonia, ndr). Mentre lo scorso anno mi ero allenata tanto sugli sforzi più brevi, per stimolare il VO2 Max. E’ stata una scelta legata al fatto che il prossimo anno passerò elite, quindi le gare saranno più esigenti.
Come ti stai trovando con la BFT Burzoni?
Benissimo, siamo un gruppo veramente unito e affiatato, ci divertiamo molto insieme, inoltre i risultati non mancano, cosa che non fa mai male (ride, ndr).
Tuo padre, Francesco Rossignoli, è stato professionista, è lui che ti ha avvicinato al ciclismo?
In realtà il via me lo ha dato mio zio Paolo, fratello di mio padre, era il vicepresidente di una squadra delle nostre zone (Salizzole, Verona, ndr). E’ una passione che mi ha presa fin da subito e ho iniziato a correre tra i giovanissimi, da G5.


Cosa ti ha attratto del ciclismo?
E’ uno sport che mi diverte molto, essere sotto sforzo, fare fatica, sono tutti aspetti che mi hanno avvicinata a questo mondo. Non so ancora che ciclista posso diventare, mi piacerebbe vincere una tappa al Giro Women, ma anche le Classiche non sono male (dice con una risata, ndr).
C’è un desiderio per questa stagione appena iniziata?
Sicuramente di passare un anno tranquillo, come lo scorso, e di ottenere buoni risultati sia a livello personale sia come squadra. Magari superarci e fare ancora meglio del 2025.