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Porcellato, la signora delle 11 Paralimpiadi

18.02.2021
4 min
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Per contare le sue medaglie paralimpiche ci vuole il pallottoliere. Forse farebbe comodo anche per le discipline che ha praticato ai Giochi, estivi e invernali: atletica, sci di fondo e ora handbike. Francesca Porcellato è uno dei monumenti viventi dello sport paralimpico azzurro e, dopo i due bronzi di Rio 2016, quest’estate a Tokyo sogna di conquistare l’oro anche nella terza disciplina della sua trentennale carriera ad altissimo livello, cominciata in quel di Seul nel 1988.

Francesca, d’inverno scegli i rulli o, visto che vanti anche un passato sulle nevi, sfidi il freddo?

Sono allergica ai rulli. Per cui, come faccio già da diversi anni, ora sono alle Canarie, dove ho la fortuna di poter uscire ogni giorno e aver sempre bel tempo.

Ecco Francesca Porcellato, tagliato il traguardo della crono di Rio 2016
Ecco Francesca Porcellato, tagliato il traguardo della crono di Rio 2016
Fino a quando ti fermerai?

A marzo. Arrivo sempre d’inverno e torno con la bella stagione. Da quando ho smesso con lo sci di fondo, ho deciso che volevo stare un po’ al caldo.

Dacci una mano tu perché c’è da perdere il conto: che Paralimpiade stai preparando?

L’undicesima.

Anche sulle medaglie meglio che ci rinfreschi la memoria.

Alle Paralimpiadi sono tredici, in tre discipline differenti.

Dunque, qual è l’obiettivo per quest’estate?

Intanto, speriamo che si facciano questi Giochi, visto tutto quello che sta succedendo e le tante incertezze. Poi, ovviamente, voglio far bene, perché in tutto quello che faccio ci metto sempre tutta me stessa. Se fosse oro sarebbe magnifico, ma poi prendo tutto quello che viene.

A Tokyo non ci saranno né Alex Zanardi né Vittorio Podestà: ti senti un po’ la veterana azzurra?

Sono due assenze che peseranno tantissimo. Sono stati i miei compagni di squadra storici e anche quelli con cui andavo più d’accordo. Mi hanno aiutato tanto e tra noi si è creato un grande rapporto d’amicizia. Mi mancheranno i loro consigli e sarà una Paralimpiade strana senza di loro. Ci pensavo giusto l’altro giorno, ricordando i bei momenti vissuti assieme a Rio, pre e post gara. Sarà un po’ triste.

Il bronzo di Rio 2016 e un sorriso di vera soddisfazione
Il bronzo di Rio 2016 e un sorriso di vera soddisfazione
Come sta la squadra e quanto ti mancano i raduni azzurri?

Mi mancano molto. Di solito, quando ci ritroviamo, non lo facciamo per poche ore, ma almeno per una decina di giorni. Per cui oltre ad essere compagni di squadra siamo molto amici. Poi mi manca moltissimo gareggiare, ma per fortuna mi sono riprogrammata mentalmente, spostando il focus sul piacere di pedalare, allontanando la pressione della competizione e della prestazione. Il 2020 è stato anomalo, ma ho trovato anche dei lati positivi e mi hanno aiutato ad apportare un po’ di migliorie. Lo spostamento di un anno dei Giochi, per me che ho una certa età non è stato semplice:  a 51 anni sarà ancora più difficile, però ho lavorato bene e sarò pronta.

Nel fine settimana ci saranno le elezioni federali: cosa vorresti chiedere al nuovo presidente per il settore paralimpico? 

So che c’è un mio compagno, Giancarlo Masini, che si candida (consigliere in quota atleti per Cordiano Dagnoni, ndr) e lo sosterrò. Lui conosce bene le problematiche del paraciclismo, non solo dell’handbike, ma anche del settore che comprende triciclo, handbike e paraciclisti appunto. Spero che il nostro sport venga maggiormente valorizzato, perché le nostre prestazioni sono notevoli, ma spesso sono poche raccontate. Con una maggior conoscenza, sicuramente più persone possono avvicinarsi e venire a provarla.

La maglia iridata mette allegria a guardarla, pensate a indossarla
La maglia iridata mette allegria a guardarla, pensate a indossarla
Le vostre vittorie, in effetti, aiutano a farne parlare…

A Rio, facendo il rapporto tra atleti e numero di medaglie vinte, siamo stati la squadra azzurra più vincente, contribuendo al medagliere al pari del nuoto, che però ha più discipline. Noi, al massimo, ne possiamo fare tre, se c’è la staffetta, altrimenti due, prova in linea e cronometro. Mi è dispiaciuto che abbiamo ricevuto molte meno attenzioni rispetto ad altre discipline, anche se avevamo un Alex Zanardi che ha acceso i riflettori sul nostro settore. Fa niente, noi teniamo duro e speriamo che in futuro ne parlino di più. 

Tu tieni duro fino a Parigi 2024?

Fatemi fare Tokyo, che già non vedo l’ora che arrivi. Parigi è una bella città, ci sono stata tante volte e mi piacerebbe ritornarci, ma magari con altri ruoli o da turista.