Settantanove anni. Senza lo stop del 2020 per il Covid e l’edizione precedente saltata per le difficoltà del suo organizzatore, il GP Liberazione che si correrà fra oggi e domani attorno alle Terme di Caracalla, taglierebbe l’ottantunesimo traguardo. Nel lungo arco di tempo fra la prima vittoria di Guglielmetti e l’ultima di Masciarelli si può leggere la storia della Repubblica Italiana, nata il 2 giugno dello stesso anno. Per questo la gara romana riveste un’importanza forse superiore al suo livello tecnico, perché è la testimonianza di una storia che sarebbe peccato venisse dimenticata.
Dalla prima edizione, il programma si è arricchito notevolmente. Da quando poi la direzione dell’evento è passata fra le mani di Claudio Terenzi, il cambio di passo si è fatto ancora più evidente.


Cinque gare e la Bike4Fun
Si è comincia oggi alle 9,30 con la prova per juniores e a seguire allievi ed esordienti (qui il programma). Il giorno dopo, la gara delle donne elite al mattino e quella degli U23 nel pomeriggio, che si svilupperà in 23 giri del classico circuito di 6 chilometri (16 invece i giri delle donne). Fra le due gare del giorno, si svolgerà la Bike4Fun-La Pedalata del Dono. La pedalata ecologica e solidale è aperta a tutti (grandi e bambini) ed è organizzata in collaborazione con l’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, le cui donazioni serviranno per sostenere ANED (Associazione Nazionale Italiana Trapiantati e Dializzati) e AIDO (Associazione donatori di organi).
Questa ricchezza di eventi nell’evento e la vicinanza al mondo dei trapianti hanno fatto sì che al Liberazione si siano avvicinati con forte interesse anche la Città di Roma e la Regione Lazio. Così alla presentazione che si è svolta la scorsa settimana nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio, la parte sportiva è venuta in secondo piano, a tutto vantaggio di figure di spicco che hanno dedicato i loro interventi al recupero di valori come la solidarietà.


L’accoglienza al Campidoglio
«Essere stati accolti in quel contesto – dice l’organizzatore Claudio Terenzi – è stato qualcosa di eccezionale perché eravamo nel cuore di Roma, in un’aula così importante dove vengono prese decisioni importanti per la città. E’ stato emozionante, molto bello e mi ha permesso di cogliere la grande vicinanza dell’amministrazione capitolina. Il cuore batte per tutte le prove che faremo, però il fiore all’occhiello per me resta la Bike4Fun, perché è una pedalata ricca di valori importanti che ci permette di aiutare le persone meno fortunate.
«Per ciò che concerne le altre gare – prosegue Terenzi – abbiamo fatto quasi subito il sold out al primo giorno con gli allievi e gli esordienti da tutta Italia. Un risultato che ci si poteva aspettare per le prove internazionali, meno per quelle regionali».


Fra sport e inclusione
E’ ancora Terenzi a confermare la centralità del Comune di Roma nell’ideazione dell’evento di solidarietà: terreno poco noto all’organizzatore laziale, che tuttavia ci si è tuffato con l’impeto necessario.
«Anche per me – spiega – il mondo dei trapianti è stato una grande scoperta e ringrazio sempre l’assessore Alessandro Onorato per avermelo proposto appena ci siamo conosciuti. Non essendo ferrato su questo tipo di manifestazione, non sapevo cosa significasse. Invece si è trasformato in un arricchimento culturale, che farà bene anche a chi pensa di venire a Roma per seguire delle semplici corse di ciclismo».


La rinascita del Liberazione
Quale ruolo abbia avuto in effetti il Comune di Roma lo spiega Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, lo stesso che negli ultimi anni ha fatto in modo di portare a Roma la tappa conclusiva del Giro d’Italia.
«Il GP Liberazione per Roma – spiega – è un appuntamento molto importante, che ormai da quattro anni abbiamo riportato nella giusta centralità dei grandi eventi sportivi. Parliamo di un appuntamento unico per gli atleti più giovani da ogni parte del mondo e d’Italia e ci teniamo molto perché si inserisce in un’operazione più ampia che stiamo facendo nel ridare la giusta centralità al ciclismo a Roma. Anche l’arrivo del Giro d’Italia, che avverrà quattro settimane dopo, si collega a questo stesso obiettivo.
«Quando Claudio Terenzi ha preso in mano il Liberazione – spiega – era in grande difficoltà e al suo fianco ci siamo ritrovati soltanto noi. Siamo felici invece che oggi ci siano diverse istituzioni che sostengano il progetto e non è un caso che abbiamo voluto introdurre all’interno dell’aspetto agonistico, anche l’aspetto sociale. Il Gp Liberazione è una grande festa democratica».


Roma e le bici
L’ultima postilla con Alessandro Onorato la dedichiamo alla percezione che si ha in Roma, la città della Roma e della Lazio, del ciclismo e dei ciclisti.
«Il ciclismo ha ripreso vigore – spiega Onorato – ma possiamo fare ancora di più. Roma è una città enorme con tre milioni di abitanti e gli sport praticati sono tantissimi. Ci aspettiamo che anche dal ciclismo prima o poi emerga qualche talento, ma oltre all’aspetto agonistico quello che ci interessa è che le persone vivano la bici, le due ruote nella loro quotidianità. Anche per divertirsi. Ecco perché dobbiamo riscoprire il ciclismo…»
Scatti, continui rilanci, due salitelle che fatte per venti volte diventano pesantissime. Camper e ammiraglie ferme nei punti più strategici per passargli le borracce e le ruote. Le famiglie sul percorso e al centro le colossali Terme di Caracalla costruite fra il 212 e il 216 dopo Cristo. La storia del ciclismo e la storia dell’Impero Romano unite nella stessa splendida inquadratura. E’ il Gran Premio Liberazione, edizione numero 79: un evento da non perdere.