Dopo Sanchez, tocca a Valverde. Ecco il suo team

07.11.2021
6 min
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Dopo Samuel Sanchez e sempre seguendo il discorso di Stefano Garzelli, questa volta il telefono che squilla è quello di Alejandro Valverde, che si trova a Murcia alla vigilia della sua ultima stagione da professionista. Il tempo non è molto, par di capire, perché a breve El Embatido deve andare a riprendere i figli all’uscita di scuola, ma si comincia con un sorriso e si va avanti lo stesso. A dire il vero la prima domanda la fa lui e riguarda un compagno di squadra.

«Contenti in Italia – chiede – per Bennati tecnico della nazionale? Io lo sono molto. Daniele è un tipo che mi piace molto e soprattutto se lo merita…».

Gli ricordiamo quel giorno passato insieme sulle colline senesi alla vigilia della Strade Bianche e in due battute arriva la conferma dell’amicizia fra i due. Fu proprio Alejandro a volere il “Benna” alla Movistar e se non fosse stato per quella dannata caduta, chissà quante belle corse avrebbero messo su strada. Ma adesso si parla del suo Valverde Team-Terra Fecundis, secondo nome dedicato a un’agenzia interinale di Murcia.

Il team copre tutte le categoria, dai giovanissimi agli under 23
Il team copre tutte le categoria, dai giovanissimi agli under 23

Un debito da saldare

Anche Valverde parte dai bambini, ma a differenza di Sanchez arriva fino agli under 23 e da due stagioni ha iniziato anche con le ragazze, in un progetto che di fatto viene portato avanti da suo fratello Juan Francisco e dal suo manager Antonio Sanchez.

«Il ciclismo mi ha dato così tanto – dice Valverde – che a un certo punto ho pensato potesse essere una buona idea restituire qualcosa, offrendo ai ragazzi le stesse opportunità che ho avuto io. Quando posso, sto con loro anche io. La sede della squadra è vicino casa, perciò anche in questo periodo che si fa poco, cerco di partecipare alle loro attività».

Un selfie del Bala con Francisco Chipolini, argentino, nel 2022 al secondo anno da U23
Un selfie del Bala con Francisco Chipolini, argentino, nel 2022 al secondo anno da U23

Il progetto cresce

La struttura è imponente, i numeri sono alti e a sentirli snocciolare da Antonio Sanchez e pensando all’impegno del campione, ti assale un po’ di sana invidia. Sia pure in Spagna, per fortuna c’è la scuola di Garzelli...

«Era nata come una scuola per bambini – spiega Sanchez – ma il progetto non ha mai smesso di crescere. Così mano a mano che diventavano grandi, abbiamo fatto la squadra per gli anni successivi. E adesso c’è sempre la scuola, poi ci sono gli allievi, gli juniores, gli under 23 e le donne. In tutto abbiamo intorno a 110 ragazzi. L’idea è offrire gli strumenti a quelli che vogliano praticare ciclismo. Ovviamente sarebbe motivo di orgoglio se qualcuno di loro passasse professionista, ma per noi prima di tutto viene il tipo di educazione che possono ricevere attraverso la bicicletta».

Un progetto per Murcia

Il campione è traino e stella polare. E la sua permanenza ai vertici del ciclismo è talmente prolungata, da aver fatto innamorare generazioni di corridori, in un passa parola praticamente infallibile.

«La sua fama è sempre maggiore – continua Sanchez – riceviamo in continuazione mail e messaggi di ragazzi e dei loro genitori che vorrebbero farli venire nelle nostre squadre. Abbiamo addirittura un ragazzo argentino, arrivato tramite la Movistar. Ma quando questo progetto è nato, ci siamo detti che sarebbe servito soprattutto per i ragazzi della regione di Murcia e così vogliamo che resti. Abbiamo allargato un po’ la forbice per le ragazze, per averne un numero tale da fare attività. Sono le ragazzine uscite dalla scuola che crescendo hanno voluto continuare. Anche la loro squadra è iniziata a piccoli passi e ogni anno fa un salto di qualità».

Sulle alture di Murcia, iniziando la preparazione invernale come una volta
Sulle alture di Murcia, iniziando la preparazione invernale come una volta

Prima uomini, poi atleti

Alejandro ha le idee chiare, forse perché ha vissuto varie fasi del ciclismo e in quello più recente fa fatica a raccapezzarsi, pur trovandolo sempre molto divertente.

«E’ cambiato tutto – sorride con una punta di rassegnazione – ormai anche agli juniores devi spiegare bene le regole dell’alimentazione e dell’allenamento. Però quello che voglio è che non crescano in modo troppo diverso da come crebbi io. Voglio che i più giovani si divertano, che assimilino valori dello sport come il lavoro e la capacità di accettare la sconfitta. Voglio che sappiano concentrarsi sull’impegno che si sono presi, che studino e che poi un giorno, se ne avranno la capacità arrivino al professionismo. Quando ci sono, parliamo spesso. Mi chiedono consiglio. E io ripeto fino alla noia che prima di sognare di essere campioni, devono accertarsi di essere degli uomini e delle donne con dei valori e con un’istruzione».

A fine stagione anche le ammiraglie Honda sono state riconsegnate: le nuove sono in arrivo
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Obiettivo continental

Se te lo dice Valverde ci credi, però intanto gli under 23 si stanno facendo grandi e la tentazione, neanche troppo nascosta, sarebbe quella di accompagnarli un po’ più su.

«Ci sono parecchie imprese coinvolte – spiega Sanchez – ognuno contribuisce con quello che può. Si tratta di un progetto di Murcia, con imprese di Murcia e il patrocinio della Municipalità di Murcia. Il passo successivo potrebbe essere creare una continental. Non è un discorso semplice. Ci sono spese. Ci sono i materiali. Ci sono i viaggi. Ad ora abbiamo un budget intorno ai 500 mila euro. Fra coloro che ci aiutano c’è anche Abarca Sport, la società di Eusebio Unzue. Loro sono contenti che il nome Valverde e di riflesso il loro sia così popolare e sia sinonimo di educazione fra i ragazzi, vedremo cosa ci porterà il futuro».

Va avanti da anni il rapporto con Terra Fecundis: qui Alejandro con il direttore generale Ana Lopez
Va avanti da anni il rapporto con Terra Fecundis: qui Alejandro con il direttore generale Ana Lopez

L’ultima recita

Dodici ragazze. Quattordici allievi. Undici juniores. Quindici under 23. Gli organici sono quasi tutti definiti, ma il Valverde che ci saluta prima di uscire di casa ammette di non avere troppo chiara la composizione dei team.

«Sono in una fase abbastanza tranquilla – sorride – mi sto godendo la famiglia. Quello che dovevo fare nel ciclismo, ormai l’ho fatto. Mi sono goduto l’anno da campione del mondo, mi è piaciuto andare alle Olimpiadi. Mi aspetta l’ultimo anno. Farò il mio calendario con la solita motivazione e la stessa passione di sempre. E poi… E poi ci penseremo poi!».