Giro della Valle d'Aosta 2025, Jose Said Cisneros

Cisneros, piccolo Del Toro. Le gambe fine e tanto da lavorare

29.07.2026
5 min
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Quando all’inizio della primavera ci venne la curiosità di sapere che cosa ci fosse nel ciclismo messicano alle spalle di Del Toro, che aveva appena vinto la Tirreno-Adriatico, fu quasi spontaneo rivolgersi ad Alejandro Rodriguez, team manager della AR Monex che ha sede a San Marino ed ha Piotr Ugrumov sull’ammiraglia. Fu lui a farci per la prima volta il nome di Josè Said Cisneros, seguito a distanza di un paio di mesi dallo stesso Ugrumov: per questo abbiamo iniziato a tenerlo d’occhio.

Classe 2007, un metro e 70 per 51 chili, lo scalatore filiforme di Aguascalientes è approdato da quest’anno al devo team della Soudal Quick-Step ed è stato decisivo nella vittoria di Henrique Bravo al Giro della Valle d’Aosta. I due sono molto uniti e seguono un cammino quasi parallelo: in questi giorni stanno correndo al Tour de l’Ain, gara a tappe per professionisti. Cisneros ha lo sguardo buono e ospitale dei messicani, il tono gentile e il gusto e forse l’imbarazzo di raccontarsi.

«Mi hanno mandato il link dell’ultimo articolo che avete fatto – dice in un ottimo italiano – ho visto che avete parlato di me. Se posso diventare il nuovo Del Toro? Dipende tutto da me, c’è quello che serve per fare strada, ma non so che corridore posso diventare. Vediamo cosa succede con il tempo, vedo che sto crescendo. Con la squadra sto facendo un bel lavoro e ne sono contento».

Al rientro dopo un mese e mezzo senza correre, nella cronoscalata di apertura del Valle d'Aosta, Cisneros ha dato anche l'anima
Al rientro dopo un mese e mezzo senza correre, nella cronoscalata di apertura del Valle d’Aosta, Cisneros ha dato anche l’anima
Al rientro dopo un mese e mezzo senza correre, nella cronoscalata di apertura del Valle d'Aosta, Cisneros ha dato anche l'anima
Al rientro dopo un mese e mezzo senza correre, nella cronoscalata di apertura del Valle d’Aosta, Cisneros ha dato anche l’anima

Pista, no grazie

Cisneros arriva da Aguascalientes, città che deve il nome al grande quantitativo di acqua e al clima generalmente mite, che sorge su un altopiano a 1.880 metri sul livello del mare e lungo la via dell’argento che univa le località minerarie con la capitale. Nel ciclismo quel nome rimanda invece direttamente alle gare titolate su pista e al record dell’Ora stabilito a maggio del 2025 da Vittoria Bussi.

«Ma a me la pista non piace – sorride Cisneros – ho provato una o due volte, ma non mi ha detto niente. Il problema però è anche che ad Aguascalientes non c’è tanta salita, perciò non so come sono diventato uno scalatore. Quando nel 2023 mi ha chiamato la AR Monex, non ci ho pensato troppo e sono partito per correre in Italia fra gli juniores. Sono stati loro a parlarmi per primi dei miei numeri, dicendo che ci fosse il margine per lavorare bene crescendo ed è quello che sto facendo».

Due anni nel devo team della Soudal Quick-Step: questo il percorso di Cisneros verso il professionismo
Due anni nel devo team della Soudal Quick-Step: questo il percorso di Cisneros verso il professionismo
Due anni nel devo team della Soudal Quick-Step: questo il percorso di Cisneros verso il professionismo
Due anni nel devo team della Soudal Quick-Step: questo il percorso di Cisneros verso il professionismo

Il tutto per tutto

Quando ha tagliato il traguardo della cronoscalata di apertura del Giro della Valle d’Aosta e si è seduto sull’asfalto con la bocca aperta e l’espressione del dolore fisico di quando raschi davvero il fondo, non abbiamo potuto fare a meno di notare quanto siano sottili le sue caviglie ed i polpacci. 

«Avevo la gamba – ricorda – ho fatto un bel ritmo, ma venivo da quasi due mesi senza gare, quindi è stato un giorno molto duro. Ho fatto quello che potevo fare, ha vinto il mio compagno Henrique Bravo e da quel momento ho accettato di aiutarlo per vincere la gara. Io sapevo che avrei potuto provare a fare una tappa, ma il mio obiettivo vero sono le gare con i professionisti di agosto e poi il Tour de l’Avenir, trovando anche il tempo per preparare il mondiale. Sarà una corsa dura, come pure a fine stagione il Piccolo Lombardia, che mi piace molto».

Al Giro della Valle d'Aosta, Cisneros è stato l'angelo custode di Bravo in maglia gialla
Al Giro della Valle d’Aosta, Cisneros è stato l’angelo custode di Bravo in maglia gialla
Al Giro della Valle d'Aosta, Cisneros è stato l'angelo custode di Bravo in maglia gialla
Al Giro della Valle d’Aosta, Cisneros è stato l’angelo custode di Bravo in maglia gialla

Lontano per crescere…

San Marino gli sta bene, si è ambientato e dice che restare per tutta la stagione all’estero rientrando in Messico a fine stagione non sia poi così duro.

«Sto bene nella mia casa – dice – siamo un bel gruppo di compagni e amici e poi nella AR Monex c’è anche mio fratello più piccolo, per cui alla fine mi sento in famiglia. Sono qui per lavorare, migliorare, trovare un lavoro come corridore. Devo andare forte e devo dire che quest’anno forse il miglior Cisneros non lo avete visto in Europa bensì al Tour of Rwanda. Nella terza tappa con Bravo abbiamo fatto quarto e quinto. E’ stata una giornata bella tosta e c’era l’arrivo in salita. Ho provato con il mio compagno e non abbiamo vinto perché la fuga ormai era andata, però abbiamo fatto primo e secondo del gruppo. Mi sono sentito forte davvero».

L'ultimo giorno, aspettando le premiazioni di Cervinia, Cisneros ha trovato un riparo all'antica dal vento
L’ultimo giorno al Valle d’Aosta, aspettando le premiazioni di Cervinia, Cisneros ha trovato un riparo all’antica dal vento
L'ultimo giorno al Valle d'Aosta, aspettando le premiazioni di Cervinia, Cisneros ha trovato un riparo all'antica dal vento
L’ultimo giorno al Valle d’Aosta, aspettando le premiazioni di Cervinia, Cisneros ha trovato un riparo all’antica dal vento

In salita col rapporto

Le ultime pennellate al suo ritratto sono tecniche, perché quelle gambe così sottili e il peso davvero esiguo fanno pensare a come si possa reggere il forcing in salita dei corridori più potenti.

«Sono uno scalatore – spiega – ma tendo ad andare sempre col lungo rapporto. Forse dovrò impegnarmi per avere più agilità. Sto lavorando anche sulla crono, perché non le ho mai fatte, a parte un paio di cronoscalate. Devo dedicarmi, perché un corridore da classifica deve saper fare anche quelle. Ho tutto quello che serve e anche l’anno prossimo sarò nel devo team. Non so esattamente cosa cambierà con l’arrivo di Axel Merckx, ho ascoltato qualcosa e qualcosa mi hanno detto, ma non conosco i dettagli».

Sa di dover pedalare, perché il traguardo di carriera cui punta è ben più lontano del Messico da cui è partito e per farsi strada occorre spingere forte, a rischio di rimanere al vento prima di essere riuscito a esprimersi. Sottile come un giunco, Cisneros sta affrontando la seconda parte della stagione. Sapere di avere un altro anno nel devo team fa sì che possa concentrarsi sul lavoro da fare e non semplicemente gli effetti da mostrare.