Casa Ulissi, valigia pronta. Domani si ricomincia

02.04.2021
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Sembra facile, pensa Ulissi, ti mettono il timbro sulla patente di corridore e riparti. Tutto sommato, non aspettava altro, dopo che già il 2020 era cominciato con la dannata quarantena negli Emirati. La paura, l’incertezza, le domande sono alle spalle. E forse quello che gli permetterà di passare sopra a questo intoppo, la presenza cioè di una miocardite, è proprio il fatto che ci abbia convissuto per anni senza saperlo. Non varrebbe la pena chiedersi come mai i suoi dottori non se ne siano accorti prima? Probabilmente sì, ma adesso l’importante è che domani al via del Gp Indurain in Spagna ci sarà anche lui. Per le domande ci sarà semmai tempo dopo.

«Quasi quasi – scherza – ho dovuto riprendere gli appunti di come si fa la valigia per le corse». L’ultima l’aveva chiusa dopo il Giro d’Italia, cinque mesi fa. Un periodo lunghissimo, durante il quale i suoi colleghi si allenavano, si incontravano, correvano. E lui a casa, con i parenti intorno e semmai qualche corridore di ritorno dai suoi viaggi.

Avuto il via libera, Ulissi si è lanciato negli allenamenti a testa bassa (foto Instagram)
Avuto il via libera, Ulissi si è lanciato negli allenamenti foto Instagram)
Bentornato Diego, permetti la domanda: quante tracce lascia tutto questo nella testa?

Ne lascia, ne lascia. E’ stato tutto un fatto di testa. Fisicamente non ho sentito niente, sono sempre stato bene. Ma di colpo mi è piovuta addosso questa diagnosi e la testa ha lavorato parecchio. E’ stato un misto di paura e sconforto. La speranza di tornare e fare quello che ho sempre fatto. E la paura di non poterlo più fare. Poi finalmente è arrivato il nulla osta, come una liberazione.

Puoi fare una sintesi per chi non ha seguito la vicenda?

Avevo delle extra sistole ventricolari, le ho sempre avute. Solo che quest’anno sembravano aumentate e allora s’è deciso di fare degli accertamenti e da una risonanza si è vista una vecchia miocardite, che probabilmente risale a prima che passassi professionista. Ebbi nello stesso periodo polmonite, mononucleosi e citomegalovirus che potrebbero averla provocata.

Non una bella cosa da scoprire…

Infatti all’inizio ho avuto paura, soprattutto per la mia salute. Non me l’aspettavo, come un cazzotto che non sai da dove arriva. In quei momenti la carriera passa in secondo piano. Un po’ mi sono isolato, ma l’affetto delle persone accanto mi ha aiutato a passarci in mezzo. Ho passato delle bellissime Feste in famiglia. Qualche amico veniva a trovarmi. E per non ingrassare troppo, visto che mi sono fermato proprio nel periodo in cui si rischia di farlo, ho fatto un po’ di palestra e qualche camminata con suoceri e genitori, in attesa dell’esito dello studio elettrofisiologico.

Ulissi ha chiuso il 2020 con due vittorie al Giro (qui Agrigento) e l’8° posto nel ranking Uci
Ulissi
Al Giro del 2020, ha vinto 2 tappe: qui ad Agrigento
Ma poi se ingrassato davvero?

No, ma perché ho la fortuna che non mi succede. Ho preso forse un chilo e mezzo, poca roba.

La carriera viene in secondo piano, ma ogni tanto ci pensavi?

Più che pensare, speravo che fosse solo un brutto sogno. In cuor mio, la pensavo da corridore e non ci potevo credere che fosse finita. Voglio smettere quando lo dico io. Per fortuna gli studi che abbiamo fatto e che era doveroso fare hanno detto in primis che non sono mai stato in pericolo di vita e poi che posso tornare a correre. E’ stata una liberazione. Ho ripreso ad allenarmi, facendo la vita di prima, ma sempre monitorato. E per togliermi gli ultimi dubbi, ho fatto anche degli allenamenti massacranti e la risposta è stata quella di sempre.

Così domani si ricomincia?

Con il Gp Indurain e poi vediamo. Un programma di massima c’è già, ma lo valuteremo di volta in volta. Mi serve correre con la speranza di essere pronto per fare il Giro. Mi piacerebbe essere protagonista nelle tappe adatte a me.

Cosa dicono le gambe?

Che va bene. Sono rimasto a Lugano ad allenarmi con i corridori che di volta in volta tornavano dalle corse. L’ultimo test vero l’ho fatto con Vincenzo (Nibali, ndr) prima che andasse sul Teide: mi ha tirato il collo. Prendo nota, gli restituirò… il favore. Ho la fortuna che con poco riesco ad entrare in condizione, ma la differenza è che loro hanno già corso e io no. Per fortuna ho fatto il Giro…

Si riparte: Lia è un po’ triste, Anna è ancora piccola per capire (foto Instagram)
Si riparte: Lia è un po’ triste, Anna è piccola per capire (foto Instagram)
Cioè?

E’ stata una fortuna aver corso sino alla fine di ottobre, perché ho ripreso da una base più alta. Perciò vedo dei buoni numeri, ma so che mi servirà un mesetto di sforzi e fatica per andare a posto.

Cosa dicono le donne di casa di quella valigia accanto alla porta?

Lia capisce tutto e un po’ le dispiace quando parto, però le ho fatto capire che, mai come questa volta, è un bene. Anna, la piccolina, è vivace. Ha da poco compiuto un anno e quindi non si rende conto. Diciamo che con loro le mie giornate sono state frenetiche. E adesso Arianna si ritroverà da sola, con la fortuna che i suoceri sono in pensione e possono venire su per aiutarla. E poi ha sofferto anche lei ed è contenta che finalmente si riparta.