Toccherà alle juniores aprire le ostilità dei campionati europei di ciclocross. Alle 11 a Zeddam (NED) il via a un weekend nel quale verranno assegnati sei titoli, con la nazionale italiana protagonista (almeno si spera) in tutte le categorie. Tra le protagoniste più attese ci sarà Giorgia Pellizotti, al suo esordio internazionale fra le U23. Per la figlia d’arte non c’è davvero soluzione di continuità, il suo rapporto con la maglia azzurra resta costante a prescindere dalla disciplina e dopo MTB e strada, torna l’azzurro anche nel ciclocross.


La portacolori della Fas Airport Services Guerciotti arriva a Zeddam sull’onda della vittoria di domenica nella classica internazionale di Firenze, a dimostrazione che la condizione c’è e può aprirle scenari importanti nella rassegna europea. Pellizotti era stata in nazionale anche l’anno scorso, ma è chiaro che questa volta ci arriva con prospettive ben diverse dopo la stagione su strada che ha cambiato le sue prospettive.
«E’ stata un’ottima stagione – dice – è mancata forse la vittoria che speravo di cogliere, ma tutto sommato ho vissuto bei momenti, specialmente le ultime due trasferte fatte, quella del mondiale di Montreal e dell’europeo di Lubiana. Da lì ho tirato avanti: la settimana dopo l’europeo su strada, ho iniziato a riprendere confidenza con il ciclocross. Staccherò sicuramente dopo questo europeo di ciclocross, ho bisogno di almeno una settimana per ricaricare le batterie…».


Come ti sei trovata nel cambio?
Ci ho messo un po’ più del solito, forse perché nell’ultimo mese per preparare le due gare su strada avevo perso un po’ di brillantezza, specialmente nei rilanci. Ma gara dopo gara noto che queste qualità stanno tornando, quindi sono ottimista e carica per la gara di domenica prossima.
Al Mugello hai colto la tua prima vittoria nella nuova categoria assoluta, battendo anche le elite. Che effetto ti ha fatto?
E’ stato molto bello – ammette Pellizotti – e anche inaspettato perché pensavo che ci avrei messo decisamente di più. Ma vedere che la condizione migliora così tanto, weekend dopo weekend, mi fa sperare bene anche in vista della prossima gara e mi ha dato tanto morale e tanta consapevolezza nei miei mezzi. Durante le gare, avendo anche questa consapevolezza, riuscirò magari a tenere duro anche quando sarò più affaticata.


Agli inizi della tua parabola ascendente dicevi di non seguire tanto le orme di tuo padre e di essere fortemente legata e attratta soprattutto dal ciclismo fuoristrada con la mountain bike in primo piano. Facendo adesso il punto della situazione, i rapporti di forza sono cambiati?
Non direi. Rispetto ad allora posso dire che ora mi piacciono tre discipline, tutte moltissimo e se riuscirò, cercherò di mantenerle sempre attive tutte e tre.
E’ la mountain bike quella che è stata un po’ più penalizzata quest’anno?
Per certi versi sì, perché purtroppo a inizio anno ho avuto un incidente, poi ho fatto un’altra caduta e sono stata obbligata a saltare più date. Nel finale di stagione sono però molto soddisfatta di come ho gestito le gare perché ho fatto un mese preparando esclusivamente il mondiale di mountain bike, quindi dando priorità solo alle ruote grasse e poi nel mese successivo mi sono concentrata esclusivamente sulla strada per preparare i mondiali e gli europei, quindi alla fine sono stata soddisfatta di entrambi i risultati fatti.


Girando per le varie gare ne trovi tante di ragazze come te che fanno sia mountain bike che strada e ciclocross riuscendo a conciliare bene tutte e tre le discipline?
Non siamo in tantissime, ci sono sicuramente alcune ragazze che sono molto forti, ad esempio Anja Grossmann: la svizzera riesce ad essere davvero molto performante in tutte e tre le discipline, ma in realtà sono poche che riescono ad avere grandi risultati in tutte e tre.
Come ti avvicini adesso all’europeo del fine settimana?
Credo appunto di arrivare con un’ottima condizione. Consapevole che ho alle spalle diversi mesi di lavoro, considerando la precedente preparazione e adesso con quella attuale più specifica. Tra l’altro con l’inizio del ciclocross ho anche cambiato preparatore, quindi stiamo ancora vedendo come associare gli allenamenti a quelle che sono le mie lacune o peculiarità. Poi dipenderà un po’ anche dal percorso che ho visto essere molto particolare per certi versi.


Già pensi alla prossima stagione su strada?
Un po’ sì, sarà quella dell’esordio fra le grandi, cambierò squadra. Non posso ancora dire quale, ma sarà un grande team straniero e questo mi porterà a trasferirmi per certi periodi. Infatti nella scelta ho dovuto valutare anche il percorso scolastico visto che il prossimo anno ho gli esami: ho scelto di finire la stagione di ciclocross in una squadra italiana per terminare le superiori in tranquillità e poi dal prossimo anno avrò molta più libertà a disposizione, potrò pensare solo alla bici. Quindi sarò divisa fra due obiettivi fino a giugno.
Nella scelta della squadra hanno influito anche i consigli di tuo padre?
Per certi versi sì, però di base ero abbastanza sicura delle scelte che stavo prendendo e quindi i miei genitori mi hanno semplicemente voluto accompagnare in questo momento importante.