Sofia Arici vince la gara open di Tarzo. Bergamasca di San Paolo d'Argon, è nata il 22 gennaio 2003 (foto Ossola)

Anche Arici va in Francia, con Lavenu alla Ma Petite Entreprise

31.10.2026
6 min
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Una chiamata guadagnata sul finale di stagione, tanto meritata quanto a sorpresa, che allunga l’esodo estero delle nostre atlete. Col trasferimento alla Ma Petite Entreprise anche Sofia Arici se ne va in Francia per un ulteriore gradino di crescita, diventando la sesta italiana che per il 2027 ha trovato una nuova sistemazione Oltralpe.

Dopo due stagioni alla Isolmant e quest’ultima alla Vini Fantini-BePink, per Arici il passaggio nella formazione professional rappresenta l’ingresso in una dimensione più internazionale in cui potrà mettersi alla prova e capire meglio le proprie caratteristiche. Dal cross country alla strada passando per il ciclocross, la 23enne bergamasca di San Paolo d’Argon ha bruciato le tappe nello spazio di poco tempo, meravigliando se stessa con due vittorie (in apertura foto Ossola) e riuscendo anche a laurearsi in Psicologia lo scorso febbraio. Ed ora, prima di lasciarla alle agognate vacanze, abbiamo voluto sapere come sta affrontando questa fase della sua vita, cercando di conoscerla meglio.

Gli ultimi tre anni sono stati un vortice. Ce li racconti?

Fino a metà 2024 correvo nel fuoristrada con la Jam’S Bike Team Buja, benché credo che la strada fosse nel mio destino. Nel 2022 avevo fatto un brutto incidente in allenamento con la MTB. Ero svenuta, stavo ingoiando la lingua, mi ero fratturata spalla, gomito e polso e avevo preso molta paura. Ho proseguito facendo più ciclocross quando poi mi ha preso la Isolmant, che mi ha buttato nella mischia facendomi correre subito il Giro Women. Ero contentissima di quell’ingaggio, ma… pronti-via, già una gara WorldTour per una crossista (sorride, ndr).

Un battesimo importante in effetti. Com’è stato il salto alla strada?

Quell’anno ho finito bene, anche se ho corso poco. Nel 2025 poi, disputando più corse, ho smesso di fare doppia attività perché diventava troppo impegnativo conciliare ciclocross e strada. Mi è dispiaciuto, però era quasi impossibile recuperare psicofisicamente, specie quando finiva una disciplina e iniziava l’altra. Tuttavia ritengo le esperienze nel fuoristrada ottime per guidare la bici da strada, dove mi sento sicura. Devo ringraziare tanto Giovanni Fidanza che mi ha preso a scatola chiusa. Ero un’incognita e mi ha insegnato molto in quei due anni.

Andando alla Ma Petite Entreprise, il calendario di Arici avrà un respiro più internazionale, con l'obiettivo di crescere ancora
Andando alla Ma Petite Entreprise, il calendario di Arici avrà un respiro più internazionale, con l’obiettivo di crescere ancora
Andando alla Ma Petite Entreprise, il calendario di Arici avrà un respiro più internazionale, con l'obiettivo di crescere ancora
Andando alla Ma Petite Entreprise, il calendario di Arici avrà un respiro più internazionale, con l’obiettivo di crescere ancora
Quest’anno in Vini Fantini-BePink com’è andato?

Ho fatto l’ennesimo step del mio percorso, diventando stradista definitivamente. Avevo accettato il passaggio per il calendario più completo. Da El Salvador a gennaio in avanti, tra UAE Tour, Sanremo Donne, Freccia del Brabante, Vuelta, Giro Women e Philadelphia, ho corso tutte le gare più belle che potessi fare. Ringrazio Walter Zini, da cui ho imparato tanto specialmente nelle tattiche delle corse estere. Oltretutto sono riuscita a vincere la gara open di Tarzo e la cronoscalata di Palù di Giovo, quindi il bilancio è senza dubbio positivo.

Ti aspettavi di raggiungere questo livello in tre anni?

No, anche se so perfettamente che devo migliorare in tanti aspetti. Iniziando col Giro Women ho scoperto che dopo era tutto più semplice, soprattutto nelle gare open. Ad esempio andare in fuga alla Sanremo o al Giro è venuto più naturale, oltre ad essere una bella sensazione. Sono cresciuta gradualmente, diventando più consapevole dei miei mezzi per merito di Marco Pinotti, il mio preparatore che mi aveva consigliato Fidanza, e delle gare importanti. Si impara tanto correndo con le atlete più forti. Guardi come si muovono e come si organizzano nelle varie fasi di corsa.

Venendo all’attualità, com’è nato il contatto con la Ma Petite Entreprise?

Ad inizio settembre eravamo a correre in Ardeche (il Faun Tour Femmes, ndr) e al termine della terza tappa sono venuti ai nostri mezzi Vincent Lavenu e Damien Baucheron, che sono il general manager e il diesse della squadra francese. Tra l’altro ho rischiato di fare una figura curiosa con loro, perché inizialmente li avevo scambiati per tifosi che venivano a chiederci foto e autografi (dice divertita, ndr).

Arici ha un passato nel cross country e ciclocross. Nel 2024 è stata presa dalla Isolmant (foto instagram/Marco Ricupero)
Arici ha un passato nel cross country e ciclocross. Nel 2024 è stata presa dalla Isolmant (foto instagram/Marco Ricupero)
Arici ha un passato nel cross country e ciclocross. Nel 2024 è stata presa dalla Isolmant (foto instagram/Marco Ricupero)
Arici ha un passato nel cross country e ciclocross. Nel 2024 è stata presa dalla Isolmant (foto instagram/Marco Ricupero)
E com’è andata a finire?

A parte l’imbarazzo iniziale, sono stati molto gentili nell’approccio e a riferirmi il loro interesse, dicendomi che mi avevano già notata. Ci siamo accordati per una video-call conoscitiva per due giorni dopo. Ero onorata perché sapevo che Lavenu ha grandissima esperienza ed è una persona molto rispettata nell’ambiente. Naturalmente ho avvertito Walter della chiamata che avrei fatto con loro.

Cosa ti ha detto Zini?

Per me è una grande occasione e lui era contento del mio passaggio, dandomi anche buoni consigli. Dopo Gaia (Segato, che va alla St Michel, ndr), anche io andrò in un ProTeam e per Walter è come se venisse valorizzato il suo lavoro su di noi, come gli è già successo in passato con altre ragazze.

Hai fatto altri incontri con la tua nuova squadra?

Sono stata tre giorni a Chambery dove ha la sede la Ma Petite Entreprise. Sono molto organizzati e precisi. Ho avuto un’ottima impressione, come quando ho firmato il contratto biennale. Avevo chiesto se potevano inserire un po’ di gare italiane nel programma e ho visto che lo hanno fatto. Mi sono venuti incontro in tante cose, anche parlando l’inglese durante quel mini raduno. Quando tornerò dalle vacanze però dovrò studiare il francese.

Nel 2026 Arici ha disputato più di 60 giorni di gara, mettendosi in luce con diverse fughe. L'anno prossimo vorrebbe farlo al Tour Femmes
Nel 2026 Arici ha disputato più di 60 giorni di gara, mettendosi in luce con diverse fughe. L’anno prossimo vorrebbe farlo al Tour Femmes
Nel 2026 Arici ha disputato più di 60 giorni di gara, mettendosi in luce con diverse fughe. L'anno prossimo vorrebbe farlo al Tour Femmes
Nel 2026 Arici ha disputato più di 60 giorni di gara, mettendosi in luce con diverse fughe. L’anno prossimo vorrebbe farlo al Tour Femmes
Sofia Arici cosa si è prefissata per il 2027?

Vorrei provare a raccogliere qualche risultato personale, cercando di essere utile alla squadra. Quando correrò in Italia sentirò una motivazione particolare. Probabilmente non faremo il Giro Women, ma potremmo correre il Tour Femmes. E sarebbe bello mettersi in luce in qualche modo, magari andando in fuga. Sono una passista-scalatrice e nel frattempo cercherò di curare lo spunto veloce, come altri fondamentali. Vedrò se riuscirò a prendere anche la magistrale in psicologia. Di sicuro sono entusiasta dell’avventura che mi aspetta, non vedo l’ora di cominciarla.