Giro del Veneto 2026, Verona, gruppo, arena, piazza Bra

Dal Veneto la proposta di Pozzato per un tavolo sul ciclismo

28.10.2026
7 min
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Parti da una domanda sul perché vorrebbe cambiare la data delle sue corse e con Filippo Pozzato ti ritrovi a viaggiare nel ciclismo com’è e come potrebbe essere. La vittoria di McNulty in maglia iridata alla Veneto Classic è stata una piacevole coincidenza, ma se si fosse trattato di Pogacar, Van der Poel o Van Aert molto difficilmente li avremmo visti sulle strade del Veneto a ottobre.

«Sapevo già che McNulty avrebbe corso ancora dopo il mondiale – dice Pozzato – e sapevo che sarebbe venuto anche Del Toro, che però all’ultimo momento non hanno portato perché era sfinito. Se invece si corresse a settembre, avremmo tutti i migliori. Le squadre hanno visto che le corse sono belle e in sicurezza, i percorsi sono buoni e sono le prime a dire che a settembre sarebbero ben contente di portare i più forti. All’inizio l’idea era di far entrare la Veneto Classic nel WorldTour, ma da quando all’UCI mi hanno detto che non accadrà mai e a nessun prezzo, mi sono messo l’anima in pace. Avete notato che da qualche anno non ne parlo più?».

Il WorldTour deve concludersi in Cina con il Tour of Guangxi e soprattutto l’Italia ha già 32 giornate nella massima categoria, contro le 37 della Francia, le 35 della Spagna e le 13 del Belgio: secondo l’UCI è impossibile aggiungerne altre da noi. La richiesta della Veneto Classic è stata così bocciata.

Filippo Pozzato, Fiandre
Filippo Pozzato e la sua PP Sport Events organizza un trittico di gare in Veneto a fine stagione: Giro del Veneto, Serenissima Gravel e Veneto Classic
Filippo Pozzato, Fiandre
Filippo Pozzato e la sua PP Sport Events organizza un trittico di gare in Veneto a fine stagione: Giro del Veneto, Serenissima Gravel e Veneto Classic
Che cosa serve per cambiare data e andare a settembre, anche senza WorldTour?

Ci vuole forza politica. Sono andato una sola volta a titolo personale alla riunione in cui si decidono i calendari e ho portato a casa le mie corse. Però non è così che dovrebbe funzionare, dovrebbe pensarci la Lega, ma la Lega non c’è più. Allora dovrebbe occuparsene la Federazione.

Il commissariamento della Lega ha risolto qualcosa per voi organizzatori?

Secondo me no. Senza più la Lega Ciclismo, chi pagherà la produzione televisiva delle gare? Siamo l’Italia e potremmo essere fortissimi anche sul piano politico se la Federazione e RCS si impegnassero per il bene comune. Se RCS Sport capisse l’importanza di rappresentare tutto il movimento italiano, guadagnerebbe anche di più. Ho provato più volte a portare qualche soluzione, ma non sono stato ascoltato. E intanto il ciclismo italiano soffre. E non parlo di professionismo, ma delle gare dei bambini. Le società sono in difficoltà a causa della riforma dello sport dilettantistico, le famiglie portano meno ragazzi e in più sono state alzate le tasse per l’organizzazione. Capita che le società vengano a chiedermi aiuto. Per carità, lo faccio, ma non è il mio compito. Sedendosi allo stesso tavolo forse si capirebbe come muoversi per recuperare la situazione.

Che cosa si dovrebbe fare?

Smettere di pensare al proprio vantaggio e fare l’interesse dell’Italia come nazione e come gruppo corse, ma non mi hanno ascoltato neppure quando ho proposto questo. A me non interessa apparire, voglio che tecnicamente l’Italia torni ad avere il ruolo di prima del World Tour. Perché il problema è nostro, l’UCI fa il suo e arrivo persino a capirli, invece nessuno fa nulla per risolvere il problema italiano e lentamente abbiamo perso l’influenza politica.

L’UCI fa il suo e arrivi quasi a capirli?

E’ giusto evolversi, come fanno tanti altri sport. E’ stato giusto aver fatto il mondiale in Rwanda, che ci siano delle prove WorldTour in Africa e in Asia, però non possiamo sacrificare quel che c’è di buono in Europa. Difendiamo la storicità dei Grandi Giri e dei 5 monumenti, che secondo me sono intoccabili, ma come giustamente hanno messo la Strade Bianche nel WorldTour, devi metterci anche il Giro dell’Emilia e la Veneto Classic, dandoci il tempo fino al 2029 per confermare la nostra solidità.

La vittoria alla Veneto Classic è stata la cicliegina sul 2026 di McNulty, che sin da Montreal disse di voler correre sino a quel giorno
La vittoria alla Veneto Classic è stata la cicliegina sul 2026 di McNulty, che sin da Montreal disse di voler correre sino all’ultimo giorno
La vittoria alla Veneto Classic è stata la cicliegina sul 2026 di McNulty, che sin da Montreal disse di voler correre sino a quel giorno
La vittoria alla Veneto Classic è stata la cicliegina sul 2026 di McNulty, che sin da Montreal disse di voler correre sino all’ultimo giorno
Ci state riuscendo?

C’è sempre più gente a vederla. A livello sicurezza ci hanno fatto tutti i complimenti. Riusciamo a fare l’impossibile per la chiusura delle strade e so benissimo lo sforzo che c’è dietro. Anche questo… Quando si ragiona di proporre una riforma al Governo, non può essere RCS a guidare la Lega, perché non sanno quali sono i veri problemi. Quando c’è il Giro, chiudono le strade tre ore prima e non passa una mosca. Cosa ne sanno di cosa significhi chiudere mezz’ora prima come da noi al Giro del Veneto e alla Veneto Classic, all’Emilia e alla Bernocchi?

Come dire che esiste il Giro e poi sotto ci sono tutti gli altri?

Esatto. Questi sono i problemi reali che hanno gli organizzatori e che la Federazione potrebbe approfondire, per andare dalla politica a proporre una normativa che vada bene per le gare professionistiche, per le gare under, per tutti gli organizzatori delle gare juniores e delle gare giovanili. Uno standard unico per tutti, che adesso non c’è. Ma perché nessuno parla di queste cose?

La Lega ha comprato pagine di quotidiani per parlare delle corse della sua Coppa Italia delle Regioni.

E non va bene. Non puoi spendere soldi per pagare le pagine di un giornale, perché stai dando denaro a qualcuno che invece dovrebbe mettere i suoi soldi dentro la Lega e per la Federazione. Perché in qualche modo chi organizza il Giro d’Italia ha la responsabilità dell’intero movimento. RCS dovrebbe pensare anche agli altri. Potrebbe trattare i diritti di tutte le corse, anche le più piccole, dividendo un tot con ciascun organizzatore e guadagnando a sua volta più di quello che prende ora. Invece si limitano a fare cassa col Giro d’Italia, senza capire che tutto il resto ci perde. Io invece continuo a dire che si deve fare massa critica e dobbiamo stare tutti insieme.

Più che un attacco il tuo sembra un invito a muoversi prima che sia troppo tardi?

Abbiamo vinto il Giro Next Gen e il Tour de l’Avenir con Finn, che mi piace molto e spero continui a crescere per come si pensa. Me lo auguro con tutto il cuore per il bene che voglio al ciclismo italiano. Spero che sia il nuovo Fausto Coppi, Marco Pantani o Vincenzo Nibali, sperando che abbia dei margini rispetto ai coetanei che nel frattempo si sono giocati le grandi corse e qualcuna l’hanno pure vinta.

Ma Finn è uno solo, può bastare?

Finn è uno, mentre il movimento italiano, che negli ultimi vent’anni era sempre stato nelle prime posizioni al mondo, da cinque stagioni è abbondantemente fuori dal podio e questo non è un buon segnale. Se non lo vogliamo vedere, forse abbiamo davvero un problema. Se invece ci mettiamo allo stesso tavolo a ragionarne, allora forse qualcosa portiamo a casa.

Nel 2023, Paolo Bellino siglò l'accordo RCS Sport-ANCI di cui Roberto Pella (attuale president della Lega) è vicepresidente vicario
Paolo Bellino e Roberto Pella: la Lega Ciclismo dell’onorevole piemontese è sempre stata molto vicina a RCS Sport
Nel 2023, Paolo Bellino siglò l'accordo RCS Sport-ANCI di cui Roberto Pella (attuale president della Lega) è vicepresidente vicario
Paolo Bellino e Roberto Pella: la Lega Ciclismo dell’onorevole piemontese è sempre stata molto vicina a RCS Sport
Lavorando su cosa?

Non sui professionisti, per loro c’è la Lega. Non sto dicendo che Pella ha fatto tutto giusto, ci ho litigato 500 volte e ci ho discusso anche due settimane fa, perché secondo me non va bene l’atteggiamento che sta tenendo. Ma dobbiamo dargli atto che abbia fatto qualcosa di buono per il movimento. Ha portato 7 milioni di euro, che nessuno mai è riuscito a portare e che adesso non si potranno prendere. Pella andava gestito meglio.

Qualcuno ha detto che sarebbe stato da usare per il bene della Federazione.

Usare non è bello da dire, ma la FCI doveva lavorare con lui, lasciandogli il professionismo e lavorando invece sui bambini e sulla formazione di tecnici in grado di costruire i campioni. Perché i campioni non vengono fuori dal nulla, vanno costruiti. Se qualcuno vuole organizzare un tavolo per ridisegnare il ciclismo italiano, penso che si troverebbero molte persone competenti disposte a dare una mano.

Parliamo di competenza?

Serve gente competente per andare al Ministero dell’Economia a dire che la riforma dello sport dilettantistico per il ciclismo non va bene o da Salvini per dire che il Codice della Strada non funziona. I ministri firmano quello che gli viene portato da firmare, i testi vengono scritti ai tavoli in cui dovrebbe essere seduta anche la Federazione.

Quindi, tornando alla data, l’anno prossimo le tue gare si faranno ancora a ottobre?

Sì, fino al 2027. Nel 2028 il mondiale si correrà ad Abu Dhabi alla fine di ottobre, quindi magari avremo in Veneto i più forti, ma si tratta di una coincidenza. Poi bisognerebbe essere bravi a cambiare per il 2029, intervenendo sul calendario. Come facciamo? Dovrebbe parlare la Lega, ma la Lega la vogliono chiudere e allora dovrebbe parlare la Federazione. Qui non si tratta di parlare per Pozzato, ma di risolvere i problemi del ciclismo italiano, che ci sono e sono evidenti. Qualcuno nega che sia così, qualcuno invece è disposto a farlo?