Chrono des Nations 2026, Remco Evenepoel (foto Freddy Guerin/Direct Velo)

Evenepoel, una nuova bici da crono per il Tour

21.10.2026
5 min
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Il Tour è uno degli obiettivi principali di Evenepoel per la stagione 2027 e questo non è un segreto. Colpisce però il fatto che la preparazione alla Grande Boucle del prossimo anno (tecnicamente) sia iniziata già nel 2026.

Il corridore belga ha usato la nuova S-Works da crono già a luglio nel corso della tappa (dominata) di Thonon Les-Bains al Tour, mentre fino a quel momento aveva usato ancora il “vecchio” modello, su cui si era già ragionato per via della guarnitura da 68. La stessa bici nuova, diversa da quella utilizzata dagli altri corridori del Team Red Bull-Bora-Hansgrohe, ha poi vinto la prova iridata contro le lancette, oltre alla Crono delle Nazioni con cui domenica scorsa ha chiuso la stagione (in apertura, foto Freddy Guerin/Direct Velo).

Il biglietto da visita è Evenepoel

Gli investimenti strettamente legati allo sviluppo di una bici da crono sono enormi, come abbiamo visto già stamattina parlando del passaggio di Ganna dalla Netcompany-Ineos con bici Pinarello alla Lidl-Trek con bici del brand americano. Si tratta di sforzi economici e tecnici che difficilmente troveranno un riscontro/ritorno diretto dal mercato. Tuttavia è necessario farlo, con un’attenzione particolare all’aerodinamica.

Prima di tutto per mettere un corridore come Remco Evenepoel nelle migliori condizioni per vincere. E poi perché la stessa tecnologia verrà in parte mutuata anche nella costruzione delle bici da strada. Evenepoel sì è dimostrato una volta di più una garanzia nelle prove contro il tempo e l’immagine positiva che ruota attorno al prodotto (e ovviamente al corridore) è da sfruttare, pertanto l’investimento iniziale è più che giustificato.

Nuova e vecchia, cosa cambia?

Cerchiamo di analizzare grazie ad alcune immagini della bici usata da Evenepoel dal Tour 2026 in avanti, rispetto a quella usata dal nostro Mattia Cattaneo. La prima diversità da sottolineare è legata alla forma del piantone, scavato e rastremato, minimale e con reggisella poco voluminoso quello della versione precedente. Più grande e con una vistosa pinna (quasi a ricordare la Shiv disegnata per i triatleti) che si estende verso la ruota quella usata dal belga, sempre con inserzione ribassata dei foderi.

I foderi bassi mostrano un’arcuatura leggera verso l’alto, meno accentuata dal lato non drive, molto accentuata/marcata dalla parte della trasmissione. A nostro parere la soluzione è votata a massimizzare l’aerodinamica e lo sfruttamento della trasmissione con monocorona con pedivelle molto corte. C’è una scatola centrale parecchio più grande con nervature ben visibili.

Forcella e manubrio tutti nuovi

La S-Works da crono usata da Evenepoel ha la forcella con i foderi tanto voluminosi lateralmente, delle lame se osservate frontalmente. La testa della forcella è decisamente più ampia rispetto alla versione usata da Cattaneo, una forma che collima alla perfezione con la nervatura bassa del profilato dello sterzo, con un design differente rispetto alla versione precedente. La sezione centrale/bassa dei foderi si allarga grazie ad una sorta di gomito e sembra proteggere tutta la sezione centrale della bici ed il retrotreno. Non c’è nessuna calottatura per la pinza del freno.

Il manubrio è integrato al progetto, non ci sono spessori nel punto della serie sterzo, ma la particolarità è legata al profilo alare del cockpit, una sorta di V. Si vedono le estensioni in carbonio, sicuramente customizzate con specifiche legate ad Evenepoel e ci viene da scrivere che, alla Crono delle Nazioni, Evenepoel ha provato un setting leggermente più basso (davanti, di circa 1 centimetro), rispetto alla posizione usata al Mondiale e al Tour de France.

Il manubrio a V

A nostro parere non è solo una questione di aerodinamica e di sfruttare al massimo l’efficienza delle forme. Il profilo alare con disegno a V avvicina tantissimo le leve dei freni alle estensioni ed un’eventuale passaggio delle mani tra le protesi e le stesse leve dei freni prevede tempistiche ridottissime: frutto della ricerca o anche di una richiesta dello stesso Evenepoel? Un minore tempo di transizione da una posizione a quella successiva, può significare minore perdita di concentrazione, immediatezza del gesto e dell’azione, maggiore sicurezza e movimento ridotto di braccia, spalle e schiena.