Egan Bernal

Il destino (e il dolore) di Bernal. Riflessioni con Ellena

18.10.2026
6 min
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E’ notizia della scorsa settimana che Egan Bernal ha deciso di fermarsi per un po’ o almeno di prendersi un momento di riflessione. Queste le sue parole, che vi riportiamo integralmente.

Volevo condividere con voi alcune riflessioni sul momento che sto vivendo, sia a livello personale che sportivo. Prima di tutto, ho un contratto con la squadra fino alla fine del 2029 e, per il momento, la mia intenzione è quella di iniziare la prossima stagione. Dopo tanti anni dedicati al ciclismo, sento di aver consegnato a questo sport gli anni migliori della mia vita, sia come ciclista che come persona. Ho fatto sacrifici che non avrei mai immaginato, ho vinto gare che un tempo sembravano sogni impossibili, ho vissuto momenti incredibili e anche altri molto difficili. Oggi, però, posso guardarmi indietro con serenità, orgoglioso di tutto ciò che ho fatto e ottenuto, senza rimpiangere nulla.

Con il tempo ho anche imparato che questo sport non è fatto soltanto di risultati, vittorie o sacrifici. Si tratta anche di godersi il percorso e di trovare la motivazione per continuare a fare ciò che si ama. Quest’anno ho deciso di concludere la mia stagione dopo il Tour de France. Sentivo di aver bisogno di un po’ di tempo per me, per riposare, staccare la spina e ritrovare quella tranquillità che a volte, con i ritmi della competizione, si finisce per perdere.

Ho parlato con la squadra e con le persone che mi accompagnano, e siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda: voglio concedermi il tempo e lo spazio necessari per affrontare ciò che verrà con la stessa convinzione e dedizione che ho sempre avuto.

Non so esattamente cosa mi riserveranno i prossimi anni e credo che, in questo momento, non sia nemmeno necessario sapere tutto. Quello che ho chiaro è che, finché continuerò a gareggiare, voglio farlo con la convinzione di avere ancora molto da dare. Non si tratta semplicemente di andare avanti per il gusto di farlo, ma di avere la motivazione, la forza fisica e mentale e la voglia di continuare a essere competitivo e fare la differenza. Per il momento, voglio godermi il presente, vivere questo momento con serenità e lasciare che il tempo rimetta ogni cosa al proprio posto.

Bernal ed Ellena. Giovanni ha diretto Egan negli anni alla Androni Giocattoli
Bernal ed Ellena. Giovanni ha diretto Egan negli anni alla Androni Giocattoli

Parole che abbiamo voluto commentare con Giovanni Ellena. Il primo motivo è che Giovanni conosce bene il colombiano. Il secondo è che i due condividono un’esperienza dolorosa: entrambi hanno subito un grave infortunio alla schiena. Ellena sa quindi bene che cosa significhi convivere con un dolore profondo, che non si limita alla sofferenza fisica e che dall’esterno è difficile comprendere.

Il rendimento di Bernal si può osservare, misurare e giudicare. Molto più difficile è capire il dolore con cui convive e quanto questo condizioni la sua quotidianità, gli allenamenti e la possibilità di competere ai massimi livelli. E’ proprio questa dimensione, spesso trascurata, che emerge dal racconto di Ellena.

Bernal
Per Bernal in carriera 23 successi tra cui il Tour del 2019 e il Giro d’Italia 2021
Bernal
Per Bernal in carriera 23 successi tra cui il Tour del 2019 e il Giro d’Italia del 2021
Giovanni, dunque, quella di Bernal è una pausa, una pausa che non equivale necessariamente a un addio. Come la chiamiamo?

Certamente una riflessione lunga e approfondita. Una decisione a cui penso stesse lavorando già da un po’.

Una volta ci avevi detto che Bernal non è uno qualunque e che tu stesso gli avevi fatto presente che non avrebbe potuto continuare così… Cosa che ha detto anche lui nel suo comunicato: non andare avanti tanto per farlo…

Premetto che l’ultima volta che l’ho sentito è stata la sera della seconda tappa con arrivo all’Alpe d’Huez al Tour de France. Posso soltanto provare a immaginare quello che sta pensando. Il dolore che ha provato lui, se non l’avessi vissuto anch’io, non riuscirei a comprenderlo fino in fondo. Mi ricordo sempre quella volta in aereo in cui mi fece vedere la schiena, mostrandomi la sua lastra.

E cosa accadde?

Gli dissi: Cavolo, è uguale alla mia. E fu lui a confortarmi. Mi disse che dovevo avere pazienza. Erano passati cinque mesi e mi spiegò che stavo già facendo miracoli. Per lui quasi due anni. Detto questo, pensare che Bernal riesca a fare attività a quel livello, con quello che ha nella schiena e con tutto quello che gli è successo, è già un miracolo. E’ un peccato che questo aspetto non sia stato valorizzato abbastanza.

Egan Bernal
Il colombiano lavora costantemente per la schiena e i problemi che ne derivano. Ellena lo descrive come un prof esemplare (foto Facebook – Bernal)
Egan Bernal
Il colombiano lavora costantemente per la schiena e i problemi che ne derivano. Ellena lo descrive come un prof esemplare (foto Facebook – Bernal)
Cosa intendi?

Egan Bernal è un campione. Il suo rientro dopo l’incidente è stato considerato un po’ al di sotto delle aspettative dal punto di vista dei risultati. Almeno, questa è stata la percezione che è passata. In realtà, quello che sta facendo è straordinario. E’ un miracolo che sia riuscito a vincere ancora. Sinceramente, mi stupisco che in NetCompany-Ineos non abbiano valorizzato molto di più questo aspetto.

Dici a livello mediatico?

Esatto, a livello mediatico. Quello che fa Egan è qualcosa di eccezionale anche dal punto di vista medico. Poi conosciamo bene la sua mentalità: vuole stare davanti, ha la mentalità del vincente. Mi ricordo quando stava preparando il Giro d’Italia. Era venuto dalle mie parti e andammo a fare il sopralluogo della tappa del Lago Serrù. Aveva individuato il punto esatto in cui attaccare per fare la differenza su Primoz Roglic. Mi disse che avrebbe scattato proprio in quel punto, perché la strada era dura e perché, essendo già oltre i 2.000 metri di quota, sapeva che il suo avversario avrebbe potuto andare in crisi. Da lì all’arrivo, secondo i suoi calcoli, avrebbe guadagnato 30-40 secondi. E’ un aneddoto che racconta bene la mentalità di quel ragazzo. Poi quel Giro non lo disputò, perché si fratturò la clavicola la settimana prima. Ma questa è un’altra storia.

Secondo te, come sta vivendo questo momento Egan? Si è fermato per riflettere e staccare completamente, per poi prendere una decisione quando magari a novembre tornerà in bici? Insomma, ha rimandato la scelta?

Questo non lo so. E’ difficile rispondere con certezza. So però che è molto legato alla famiglia. Non escluderei che, dopo tutta la sofferenza e quello che ha passato, voglia dedicare un po’ di tempo ai suoi cari. Penso anche a sua nonna, che abita ancora più in alto, su una montagna. Ma, sinceramente, non so che cosa gli passi per la testa in questo momento. Quello che posso dire è che faccio fatica a immaginare un Egan in bici fino a 35 anni.

Sul podio con Bernal, il secondo Camargo e il terzo Castillo. Quarto Einer Rubio della Movistar
Dopo l’incidente del 2021, Bernal ha vinto 4 corse (tre titoli nazionali, due in linea e uno a crono) e una tappa alla Vuelta 2025
Sul podio con Bernal, il secondo Camargo e il terzo Castillo. Quarto Einer Rubio della Movistar
Dopo l’incidente del 2021, Bernal ha vinto 4 corse (tre titoli nazionali, due in linea e uno a crono) e una tappa alla Vuelta 2025
Perché?

Perché chi è abituato a vincere e ha una mentalità vincente fa fatica ad accettare di ritrovarsi in una situazione del genere. Ci sta anche che lui si aspettasse un recupero maggiore. Probabilmente potrebbe essere arrivato il momento in cui si è reso conto che è difficile andare oltre.

Ti aspettavi questa sua uscita, questo suo annuncio?

Sinceramente me lo aspettavo molto prima. Ripeto, è già grandioso quello che sta facendo. Dopo aver vissuto un’esperienza simile, posso dire che è qualcosa di quasi impossibile.

Bernal ha anche un contratto importante. Secondo te, questo aspetto incide sulla sua scelta? Magari si sente anche in dovere di continuare, tra virgolette…

Non so quale sia la sua situazione nei rapporti con la squadra, né quali possano essere le eventuali problematiche. Ma su una cosa sono certo: Egan non è il tipo che va avanti soltanto per portare a casa i soldi.