Due ori agli Asian Games. Per Lutsenko sono abbastanza per dire basta

Due ori agli Asian Games e anche Lutsenko decide di dire basta

11.10.2026
5 min
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A fine stagione – come negli ultimi giorni altri professionisti di vertice come Caruso, Mosca, Izagirre e Mollema – anche Alexei Lutsenko appenderà la bici al classico chiodo. A 34 anni il kazako se ne va però con la consapevolezza di essere ancora in grado di competere al massimo livello e lo fa da vincente, con la collo la medaglia d’oro agli Asian Games, la competizione multisportiva che per i Paesi asiatici ha un peso non indifferente, è davvero un’Olimpiade continentale con un carico di tradizione e di prestigio che qui in Europa i Giochi (programmati per il prossimo anno) ancora non hanno.

L'arrivo vittorioso di Lutsenko a Shinshiro, con un vantaggio di 1'58" sul campione uscente Fedorov
L’arrivo vittorioso di Lutsenko a Shinshiro, con un vantaggio di 1’58” sul campione uscente Fedorov
L'arrivo vittorioso di Lutsenko a Shinshiro, con un vantaggio di 1'58" sul campione uscente Fedorov
L’arrivo vittorioso di Lutsenko a Shinshiro, con un vantaggio di 1’58” sul campione uscente Fedorov

Fra mondiali e Asian Games

Lutsenko porta a casa l’oro conquistato con quasi 2 minuti sul connazionale Fedorov, la maniera migliore per chiudere, ma essere a Shinshiro ha anche avuto un prezzo: rinunciare al suo ultimo mondiale. Forse non sarebbe stato lì a lottare per una medaglia, ma c’era da fare una scelta e Alexei alla fin fine ha fatto quella più giusta.

«I campionati del mondo e i Giochi Asiatici sono due gare importanti per me e per il mio Paese – racconta Lutsenko direttamente dal Kazakhstan nel suo italiano appreso in anni di attività dalle nostre parti – come atleta kazako, vincere i Giochi Asiatici è fondamentale, perché sono molto importanti per la mia nazione, sono un evento molto seguito. Ovviamente, sarei potuto andare dal Giappone al Canada, ma si tratta di due continenti separati da una grande distanza. Un grande dispendio di energie oltre che economico, che non avrebbe avuto granché senso».

Lutsenko insieme a Fedorov che ha coperto la sua fuga solitaria agli Asian Games
Lutsenko insieme a Fedorov che ha coperto la sua fuga solitaria agli Asian Games
Lutsenko insieme a Fedorov che ha coperto la sua fuga solitaria agli Asian Games
Lutsenko insieme a Fedorov che ha coperto la sua fuga solitaria agli Asian Games
Avevi già vinto l’oro 8 anni prima, che significato ha per te?

Ha un sapore diverso, ovviamente ora comprendo meglio quanto sia importante, prima di tutto per me come atleta e per il Kazakhstan, per tutto lo sport del mio Paese. Prima, probabilmente, ero giovane e non lo capivo, preso com’ero dalla stagione professionistica e dagli impegni con l’Astana.

Ci racconti la corsa in linea che ti ha dato la medaglia d’oro?

La corsa su strada è stata emozionante per me perché era una lotteria, non sai cosa potrebbe succedere e tornando alla domanda precedente era evidente che i corridori siano generalmente diventati più competitivi e più forti. Mettiamoci poi la consapevolezza che questa era la mia ultima partenza con la nazionale… Si correva su un circuito selettivo per 161 chilometri, io ho attaccato nel finale con Fedorov che ha protetto la mia azione.

Lutsenko aveva già vinto l'oro nel 2018. In totale con questa sono 6 ori e 1 argento agli Asian Games
Lutsenko aveva già vinto l’oro nel 2018. In totale con questa sono 6 ori e 1 argento agli Asian Games
Lutsenko aveva già vinto l'oro nel 2018. In totale con questa sono 6 ori e 1 argento agli Asian Games
Lutsenko aveva già vinto l’oro nel 2018. In totale con questa sono 6 ori e 1 argento agli Asian Games
Hai deciso quest’anno di chiudere la tua carriera dopo 14 anni di professionismo: come li giudichi?

Posso essere orgoglioso di quello che ho fatto perché, a mio parere, ho raggiunto molto sia a livello professionale che nazionale. Ho vinto alcune gare importantissime e sono arrivato due volte tra i primi 10 nella corsa più famosa, il Tour de France, quanti possono dire altrettanto? In realtà, le vittorie sono molte, non posso elencarle tutte e non mi sarei mai aspettato di portarne a casa così tante, ma posso dire con orgoglio di considerarmi realizzato e che questo è il momento, anche dopo le gare di quest’anno, in cui si può dire basta.

Tu sei stato un grande specialista delle corse a tappe medio-piccole: che cosa ti è mancato per emergere anche nei Grandi Giri?

Credo di aver fatto del mio meglio per ottenere il 7° e l’8° posto per due anni consecutivi al Tour de France ma se guardate bene come sono arrivati, non è stato poco. E’ il massimo che sono riuscito a fare da solo con l’Astana, senza un vero luogotenente, lottando sempre in solitaria per la classifica generale. Ho anche una vittoria di tappa al Tour e alla Vuelta, considero anche questo un successo.

Lutsenko chiude la sua carriera costellata da 46 vittorie tra cui una tappa al Tour (nella foto) e alla Vuelta
Lutsenko chiude la sua carriera costellata da 46 vittorie tra cui una tappa al Tour (nella foto) e alla Vuelta
Lutsenko chiude la sua carriera costellata da 46 vittorie tra cui una tappa al Tour (nella foto) e alla Vuelta
Lutsenko chiude la sua carriera costellata da 46 vittorie tra cui una tappa al Tour (nella foto) e alla Vuelta
Guardandoti indietro ha qualche rimpianto legato alla tua carriera?

Guardando indietro, sono pienamente appagato di me stesso e per quello che ho fatto. Naturalmente, sarò sempre grato all’Astana per avermi aiutato a realizzarmi come professionista e a raggiungere tutte queste vittorie ma credo anche di aver dato il mio contributo alla crescita del team, al fatto che sia diventato una colonna portante del WorldTour. Non ho rimpianti, sono contento di quel che ho fatto.

Che cosa farai ora?

Non ci ho ancora pensato, non so nemmeno se rimarrò in questo ambiente o cercherò altre strade. Ora, appena la stagione sarà finita, vorrei trascorrere più tempo con la mia famiglia e vedere più spesso i miei parenti, perché mi sono sempre mancati. Ho vissuto per così tanto tempo lontano da casa che voglio innanzitutto tornare a sentirmi a mio agio nel mio mondo. Poi il tempo dirà che cosa sarà del mio futuro…