Riccardo Barbuto, Team Technipes #InEmiliaRomagna stage 2026 (foto Stefano Ballandi/Lucia Trentini)

Barbuto e lo stage con la Technipes: «Ora si inizia a fare sul serio»

03.10.2026
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La stagione 2026 di Riccardo Barbuto è terminata lo scorso 20 settembre con il Giro di Campania. Adesso si trova a casa sua, in Lombardia, a pedalare e allenarsi ancora per qualche giorno, poi sarà tempo di riposare e pensare a costruire la prossima annata. Le ultime due settimane per Riccardo Barbuto sono state un banco di prova importante, i risultati e la tenacia del classe 2005 gli sono valsi una chiamata con la Technipes #InEmiliaRomagna Caffè Borbone (in apertura foto Stefano Ballandi/Lucia Trentini). 

Riccardo Barbuto ha corso da stagista con la formazione continental, guidata in ammiraglia da Francesco Chicchi, in un finale di stagione che a causa dei regolamenti gli ha imposto di gareggiare solamente nelle corse professionistiche. Per questo i giorni di gara sono già finiti, tuttavia la breve parentesi è stata utile in vista della stagione successiva. Il 2027 rappresenterà per il ragazzo lombardo l’ultima annata da under 23 e proverà a strappare un biglietto per il professionismo insieme alla Technipes. 

Riccardo Barbuto, Team Technipes #InEmiliaRomagna (foto Massimo Fulgenzi)
Riccardo Barbuto ha corso la parte finale della stagione come stagista alla Technipes #InEmiliaRomagna (foto Massimo Fulgenzi)
Riccardo Barbuto, Team Technipes #InEmiliaRomagna (foto Massimo Fulgenzi)
Riccardo Barbuto ha corso la parte finale della stagione come stagista alla Technipes #InEmiliaRomagna (foto Massimo Fulgenzi)

Una settimana da pro’

Dal 12 settembre, data di esordio con la Technipes al Memorial Marco Pantani, fino al Giro di Campania corso il 20 settembre. Per nove giorni Riccardo Barbuto si è trovato in gruppo con corridori e atleti di squadre professional e WorldTour. Un salto grande, se si considera che nei quattro giorni di gara fatti fino a quel momento aveva corso in competizioni nazionali under 23. 

«Questa parentesi con la Technipes – ci racconta Barbuto stesso – ha rappresentato un grande sogno che si è realizzato. Visto il punto da cui partivo a inizio anno mai avrei pensato di arrivare fino a qui, partecipare a corse che da bambino vedevo da bordo strada. Il passo dalle gare regionali che ho fatto in questa stagione è tanto diverso. Tra i professionisti si va veramente forte».

Riccardo Barbuto, Corbettese 2026, (foto Claudio Minardi)
Riccardo Barbuto ha vissuto un clima e un mondo diverso dopo che per tutto il 2026 ha corso da solo con la maglia della Corbettese (foto Claudio Minardi)
Riccardo Barbuto, Corbettese 2026, (foto Claudio Minardi)
Riccardo Barbuto ha vissuto un clima e un mondo diverso dopo che per tutto il 2026 ha corso da solo con la maglia della Corbettese (foto Claudio Minardi)
Quanto ti saresti aspettato?

Sono sempre molto severo con me stesso, per cui pensavo di arrivare in un mondo in cui avrei sofferto a fare tutto. Perciò vi dirò: sì esattamente tanto quanto mi sarei aspettato. Ci sarà da lavorare per il futuro, ma penso di essere pronto e voglio farlo. 

Sono stati giorni utili anche per conoscere il mondo Technipes?

Tanto utili, ho avuto modo di vedere come funziona la squadra e conoscere l’organico: dai corridori a tutto lo staff. Mi sono trovato benissimo, non ero abituato a un’organizzazione del genere. In quei giorni ho pensato solamente ad allenarmi e correre, quando tutto finiva avevo il pasto pronto, la bici controllata dal meccanico. 

Un sogno dopo una stagione passata a girare in treno e in macchina per andare alle gare…

E’ stato bellissimo, alla prima trasferta con la Technipes ho tirato un sospiro di sollievo. Poi è una squadra seria e in corsa devi fare il tuo, però la serenità che si respira in gruppo è fantastica. 

Riccardo Barbuto, Team Technipes #InEmiliaRomagna stage 2026
La Technipes e i compagni di squadra hanno accolto a braccia aperte Riccardo Barbuto
Riccardo Barbuto, Team Technipes #InEmiliaRomagna stage 2026
La Technipes e i compagni di squadra hanno accolto a braccia aperte Riccardo Barbuto
Chicchi ti ha trattato bene?

Benissimo, è stato molto disponibile e gentile. Mi ha seguito molto e mi ha supportato nei momenti in cui avevo bisogno di una mano. Lui come tutta la squadra, anche i compagni mi hanno accolto alla grande.

Portaci in corsa.

Al Pantani ho fatto una bella prestazione, sono stato l’unico del team a finire la gara ed ero davvero soddisfatto. Poi le cose sono andate in maniera altalenante, al Giro d’Abruzzo nelle prime tre tappe ho fatto bene. Ma l’ultima è stata durissima, sono caduto dopo un’ora di gara e nel rientrare stavo spingendo troppo, tanto da cadere di nuovo. Chicchi mi ha detto di non insistere, mi sono ritirato pensando ai giorni successivi.

Gran Premio del Lazio e Giro di Campania?

Sì, arrivavano in fila all’Abruzzo. Al Gran Premio del Lazio ho lavorato per Menghini, poi in una dinamica di gara sono caduto ancora. Mentre al Giro di Campania avevo dolore ovunque e non mi sentivo bene, sono arrivato al chilometro zero e ho sollevato bandiera bianca. 

Riccardo Barbuto, Team Technipes #InEmiliaRomagna (foto Massimo Fulgenzi)
Riccardo Barbuto ha gareggiato in gare professionistiche, capendo cosa serve per arrivare a certi livelli (foto Massimo Fulgenzi)
Riccardo Barbuto, Team Technipes #InEmiliaRomagna (foto Massimo Fulgenzi)
Riccardo Barbuto ha gareggiato in gare professionistiche, capendo cosa serve per arrivare a certi livelli (foto Massimo Fulgenzi)
Come lo hai vissuto?

Ho capito di dover alzare il livello, tra i professionisti si va forte e lo sapevo. Mi manca il ritmo, complice il fatto di aver corso poco quest’anno (Barbuto ha messo insieme solo quattro giorni di gara prima di questa esperienza, ndr). Inoltre correre in una formazione come la Technipes, e in generale in gare professionistiche, ti fa capire cosa vuol dire avere un piano e una gestione del team. Mettersi a disposizione dei compagni, sapere cosa fare in gara e tante altre cose. 

Dal correre da solo cambia tutto.

Assolutamente, ma credo che questi giorni siano stati utili anche in ottica futura. Ho conosciuto compagni e staff, il gruppo c’è e l’anno prossimo saremo pronti. 

Ci sono aspetti tecnici che ti porti a casa sui quali lavorare?

Il ripetere gli sforzi dopo tante ore, sono passato dal fare gare di 140 chilometri a corse da quasi 200. La differenza è enorme, riuscire ad alzare il ritmo dopo quattro ore e mezzo è molto diverso. Il Giro d’Abruzzo è stata un’altra esperienza, perché non avevo mai fatto una corsa a tappe. Nel finale sentivo tutta la fatica. 

La cosa più bella dell’essere in gruppo con i professionisti?

Correre accanto a gente del calibro di Ulissi, Gaviria e Pellizzari. Lui è molto simpatico, ma in bici va davvero forte (ride, ndr). 

Riccardo Barbuto, Team Technipes #InEmiliaRomagna (foto Massimo Fulgenzi)
Riccardo Barbuto ha sperimentato distanze e ritmi di gara dure per chiunque, soprattutto per chi come lui aveva fatto un’attività limitata (foto Massimo Fulgenzi)
Riccardo Barbuto, Team Technipes #InEmiliaRomagna (foto Massimo Fulgenzi)
Riccardo Barbuto ha sperimentato distanze e ritmi di gara dure per chiunque, soprattutto per chi come lui aveva fatto un’attività limitata (foto Massimo Fulgenzi)
Come si trasforma il sogno in realtà?

E’ stato bello, ma so che lo sport agonistico è spietato. Devo migliorare tanto e trovare dei risultati, perché nessuno qui ti regala nulla. Serve abbassare la testa e lavorare duramente. 

La cosa più bella della Technipes?

Francesco Chicchi, è una persona incredibile. Molti si dimenticano che ha vinto un mondiale under 23 (era il 2002 a Zolder, ndr) ho molta stima nei suoi confronti. Sapere di essere arrivato alla Technipes per sua scelta mi riempie di orgoglio. Ma la cosa più bella è stata la sua pazienza e disponibilità. Arriverà il momento in cui ci sarà da ripagare tutto questo e non vedo l’ora.