Anti Matter di Argon 18 è una delle migliori bici gravel che abbiamo provato fino ad oggi, non abbiamo remore nel riportare questo concetto. Tanto è veloce ovunque e tanto la sua propensione alla velocità resta gestibile in modo costante grazie ad un blend di fattori. La geometria su tutti, l’angolo di apertura della forcella ed anche la componentistica della bici in prova, al 100% in linea con il DNA di Anti Matter, partendo dal presupposto che è una bici da gara prima di tutto, o comunque con una forte propensione (per nulla celata) all’agonismo.
A tratti sembra di avere a disposizione una bici aero da strada di quelle sviluppate per le competizioni (ed in effetti è la “sorella” della Argon 18 Nitrogen Pro usata dal Team Novo Nordisk), ma in dotazione ci sono le gomme da 45 di sezione che calzano in modo perfetto su una bici del genere. In altri momenti sembra di pedalare su una bici creata per il bikepacking, concettualmente comoda, non troppo esigente, si lascia portare senza essere invasiva. Cosa significa? Significa che Anti Matter, a dispetto delle sue forme e design, è una bici aero gravel a tuttotondo, ma resta una bici gravel parecchio corsaiola, come tale non è adatta a tutti. Le nostre considerazioni.




















Argon 18 Anti Matter, quella del test
E’ una taglia media (M), telaio e forcella completamente in carbonio con specifiche Argon 18, così come il reggisella ed anche il cockpit integrato Atten. Di quest’ultimo abbiamo apprezzato le buone proporzioni di profondità delle curve, ma soprattutto le quote ottimali di flare, con i terminali non troppo allargati verso l’esterno. Tradotto, non c’è scompenso quando si passa da una posizione alta a quella più aggressiva con le mani basse.
C’è la trasmissione Sram Force AXS XPLR 1X (44×10-46 con power meter nell’asse passante). Solo monocorona, non è possibile montare il deragliatore. Anche in questo caso c’è da sottolineare un rapporto 1:1,1 nella parte più agile dei rapporti, non banale come fattore, per nulla scontato e comunque utile quando si affrontano tratti duri. Le ruote sono Zipp 303s XPLR gommate Schwalbe G-One RS Pro da 45 in configurazione tubeless (davanti e dietro c’è spazio per pneumatici fino a 55 di larghezza).
La sella è firmata Repente, modello Quasar 2.0. C’è la sacca centrale (Argon18 Atten by Apidura) portaoggetti integrata, ben fatta ed alloggiata nel triangolo principale. Può essere rimossa svitando due viti a brugola interne, avremmo preferito un sistema differente e più immediato, magari sfruttando dei ganci magnetici. Due valori aggiunti per l’allestimento sono rappresentati dalla serie sterzo e dal movimento centrale T47, entrambi CeramicSpeed. Il peso (rilevato) della bici così come è descritta (senza pedali, con la sacca centrale inclusa) è di 8,44 chilogrammi, per un prezzo di listino di 8.495 euro.


Il vantaggio di una geometria ben sviluppata
Taglia media, con un piantone scaricato verso il posteriore, dove il protagonista è il carro con l’inserzione bassissima, eppure la bici ha uno slooping appena accennato. Al contrario c’è una forcella con rake da 51. Un reach a 55,5 centimetri, stack a 39,2, ovvero una bici mediamente lunga e per nulla schiacciata verso il basso. Qui c’è anche da sottolineare un angolo del piantone con valore nella media, un angolo dello sterzo di 71,7, abbastanza aperto in avanti ed in linea con lo sviluppo della forcella.
Anti Matter offre grandi vantaggi in termini di stabilità dell’anteriore, anche all’interno di tratti scassati e con cambi di direzione fatti all’ultimo istante in velocità. La sua geometria invita ad una posizione rilassata che permette ampi aggiustamenti lasciando tanto respiro al corpo anche dopo tante ore di sella. A prescindere dal setting personale, schiena e muscolo del diaframma non saranno mai compressi ed eccessivamente in tensione, spalle aperte, zona lombare scaricata verso il retro e collo piuttosto libero. Questa Argon18 è “quasi” una aero gravel. Ci piace.


Sfruttare le gomme grandi
Si scrive e parla tanto delle gomme con sezioni sempre maggiori. Alla base ci deve essere anche una bicicletta che diventi lei stessa lo strumento ottimale per un comparto gomme “ciccione” (da considerare anche la corretta gestione delle pressioni). Maggiore comfort, stabilità e velocità? Certamente, ma le sezioni maggiorate degli pneumatici devono collimare con un avantreno che facilità la gestione alle velocità elevate sullo sterrato, contribuisce a tenere la traiettoria e non tende a portare la bici verso l’esterno. Al contrario si sprecano tante energie per guidare la bici.
Il carro posteriore deve offrire trazione, non deve essere tosto oltremodo e deve essere fluido, non deve pesare quando le andature calano. Al contrario il cattivo abbinamento con le gomme grandi fa sì che la bici diventi pesante, macchinosa, difficile, in particolar modo quando si parla di gravel. Argon 18 Anti Matter ci piaciuta, non poco, molto facile, scorrevole, decisamente più comoda rispetto ad una valutazione (lecita) legata al primo impatto visivo.


Da gara e per dove si spinge
E’ quasi un peccato non portarla in gara di tanto in tanto e non metterla sotto pressione per divertirsi sgasando al limite. Argon 18 Anti Matter è super gratificante e come scritto in precedenza non distrugge schiena, braccia, collo, lascia sempre quel margine di piacere.
Emerge però anche una parte di carattere che ci è piaciuto categorizzare come gravel endurance, perché pedalarla per un giorno intero, su e giù per le colline, tra asfalto e sterrato, fa capire quanto le soluzioni che porta in dote questa bici diventano funzionali ad una performance a 360°.


In conclusione
Tanta sostanza, una bicicletta che rappresenta il perfetto equilibrio tra un design distintivo, a tratti articolato ed una resa tecnica capace di migliorare ulteriormente le aspettative. Sotto il profilo della performance, a nostro parere, Argon18 Anti Matter è la bicicletta gravel che rasenta la perfezione, perché è sicuramente uno strumento per chi è gravellaro corsaiolo, resta sfruttabile al 100% anche da chi agonista non è, ma ha gamba e ama sfruttare un mezzo che semplifica il concetto del “fare velocità”.
Il prezzo di listino è di quelli importanti, ma è altrettanto vero che argomentiamo una bici alla quale non manca davvero nulla, per quanto concerne un’interpretazione all-round ed anche in fatto di allestimento. Per la prima volta ci spendiamo a scrivere che una bici come la Anti Matter potrebbe realizzare in modo concreto l’ambizione di una bici unica, road e gravel, gratificante nei due contesti a patto che la configurazione stradale sia fatta rispettando i canoni delle gomme larghe (larghissime).