Filippo Ganna, cronometro

Crono iridata, sarà duello Ganna-Remco. L’analisi di Malori

19.09.2026
5 min
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Domani a Montréal si assegna il primo titolo iridato della settimana dedicato agli uomini élite e la cronometro promette di essere uno dei duelli più attesi dei Mondiali 2026. Da una parte Remco Evenepoel, campione del mondo della specialità nelle ultime tre edizioni e reduce dal successo al Grand Prix Cycliste de Quebec. Dall’altra Filippo Ganna, che ha costruito gran parte della propria stagione attorno alla prova contro il tempo.

Il percorso misura 39,2 chilometri per 220 metri di dislivello. Un tracciato veloce, con lunghi tratti pianeggianti, curve e una parte conclusiva leggermente più impegnativa. A leggerlo per noi è Adriano Malori, ex iridato U23, argento fra i pro’ nel 2015 e tre volte campione italiano della cronometro, che conosce bene la specialità e prova a individuare i dettagli che potrebbero decidere la sfida fra il belga della Red Bull-Bora l’azzurro della Ineos.

Nello studio di 58×11 si riconoscono le maglie delle società con cui Malori collabora, ma anche tante delle sue
Nello studio di 58×11 si riconoscono le maglie delle società con cui Malori collabora, ma anche tante delle sue
Allora Adriano, domani si comincia con le crono. Hai studiato il percorso, cosa ci dici?

Io penso che sia il percorso giusto per Filippo per tornare a spodestare Remco Evenepoel. E lo è perché comunque è veloce, anche se a un primo colpo d’occhio sembrano esserci abbastanza curve. Da quel che mi ricordo le strade di Montréal sono larghe e quindi le curve si affronteranno veloci. E poi comunque le curve danno un vantaggio a Filippo, che è molto più tecnico rispetto a Evenepoel. Quindi Filippo può tornare a battere Remco.

E il belga cosa ha dalla sua su questi tratti?

Evenepoel, dal canto suo, arriva con una forma importante, perché lo abbiamo visto in Quebec. Ha vinto, ma non ha stravinto. Arriverà sicuramente con una grande gamba. Però secondo me Filippo può tornare a suonargliele, anche perché Remco, soprattutto senza Pogacar, ha preparato tanto anche la gara su strada. Pippo invece ha puntato tutto sulla crono. Se dovessi dire in percentuale, dico un 51 per cento Evenepoel e un 49 per cento Ganna. La tanta pianura favorisce Remco, le curve Pippo. E comunque Evenepoel viene da tre successi consecutivi. Ma stavolta il gap è davvero poco.

L’altimetria sembra però mossa…

Sembra, ma è pianura. Ci sono circa 200 metri di dislivello. E’ pianura vera. Forse solo gli ultimi 300-400 metri salgono un po’. Se vogliamo, quello è l’unico punto davvero a vantaggio di Evenepoel. Potrebbe recuperare 7-8 secondi su quello strappo.

Però voci di corridoio dicono che Ganna sia magro e che abbia lavorato molto su questo genere di salite brevi…

Però, per quanto ci abbia lavorato, è uno strappo di 400 metri che arriva quando sei stanco, a fine cronometro, e Remco è comunque 15 chili in meno. Evenepoel è uno che ha vinto la Liegi, su quegli strappi vola. L’incognita per me è proprio la condizione di Evenepoel. Ripeto: in Quebec ha vinto, però a Montréal le ha prese. Certo, se Evenepoel sta come stava al Tour, allora non ce n’è per nessuno, né su strada né a crono.

Adriano, abbiamo parlato soprattutto di loro, Remco e Pippo, ma vedi anche altri outsider?

No, no, la vera sfida è tra di loro. Semmai gli altri si giocano l’ultimo gradino del podio… almeno penso. Altrimenti ne sarei sorpreso. Nelle crono ci sono loro due, come Vingegaard e Pogacar in salita. Sono una sentenza. L’unico che potrebbe fare una grande crono su questo tracciato poteva essere il Van Aert del 2023, ma non credo la faccia. Può fare bene Kung, ma attenzione alla Vuelta ha vinto senza veri rivali specialisti.

In base all’idea che ti sei fatto su questo percorso, pensi che le soluzioni tecniche potrebbero essere determinanti?

Non credo. I rapporti saranno super lunghi. Un 88 davanti e il 5 dietro! Scherzi a parte, le strade sono belle, scorrevoli, le curve ampie e c’è pochissimo dislivello. Posizioni e soluzioni tecniche sono quelle e, specie per loro due, tutto è ben collaudato.

La distanza, sono 39,2 chilometri, agevola uno dei due secondo te?

No, sono uguali, sono due bestioni che a cronometro non hanno certo paura della distanza. Anche se fosse stata di 50 chilometri non sarebbe cambiato niente… se non i distacchi inflitti agli altri!

Le strade larghe e il vento potrebbero favorire leggermente Remco (foto Montreal 2026)
Le strade larghe e il vento potrebbero favorire leggermente Remco (foto Montreal 2026)
Le strade larghe e il vento potrebbero favorire leggermente Remco (foto Montreal 2026)
Le strade larghe e il vento potrebbero favorire leggermente Remco (foto Montreal 2026)
Altri elementi che potrebbero fare la differenza?

Mi ricordo che quando ho corso lì c’era vento, soprattutto fuori dalla città. Immagino che Ganna ed Evenepoel partano vicini e troveranno le stesse condizioni, ma in caso di vento contro o laterale il belga potrebbe essere avvantaggiato. Ho notato che ci sono tratti scoperti di 3 chilometri consecutivi e in quei settori Remco potrebbe rifilargli 2-3 secondi solo per il vento. E’ più aerodinamico, 20 centimetri più basso, ha le spalle più strette e poi, diciamolo, a crono è perfetto.

Volevi aggiungere qualcosa, Adriano?

Che finalmente hanno fatto una vera cronometro per specialisti, non quelle mezze cronoscalate o mosse, piene di salitelle o strappi. E’ da Leuven 2021 che non c’era una crono piatta, veloce. E per me è giusto così.