Giro della Lunigiana 2026, tappa 3b, Seff Van Kerckhove, Belgio, vittoria

Lunigiana: ancora Van Kerckhove, questa volta è spettacolo vero

11.09.2026
5 min
Salva

RIOMAGGIORE (SP) – Al termine di due giorni che hanno alternato maltempo e incertezza il 50° Giro della Lunigiana è riuscito a prendere il via. Lo ha fatto a cavallo delle regioni che lo ospitano: Toscana e Liguria, grazie a due semitappe tanto diverse quanto emozionanti e adrenaliniche. La mattina presto il gruppo si è ritrovato in cima al paese di Fivizzano, nell’entroterra della provincia di Massa Carrara. Da lì i ragazzi delle ventinove squadre al via sono scesi verso il mare di Marina di Massa, per una tappa di 54 chilometri volata via a una velocità media impressionante. 

L’incertezza di un gruppo ancora senza un leader e senza una squadra pronta a prendere in mano le redini della situazione hanno portato a una serie di attacchi. Quello decisivo è arrivato con un gruppo di uomini coraggiosi che si sono esposti. Il premio per loro è stata la maglia verde, indossata dal laziale Andrea Tarallo. Protagonista di una volata lunga quasi 300 metri, mentre alle spalle dei fuggitivi il gruppo ruggiva. 

L’energia di Tarallo

La maglia arancione della rappresentativa laziale sfreccia sul lungomare in una festa generale tra staff e ragazzi. Il corridore che di solito corre con il Team Vangi Tommasini Il Pirata aveva già vinto domenica scorsa, arrivando così al Giro della Lunigiana con il morale giusto per provarci. 

«L’idea era di lavorare per un mio compagno di squadra – racconta Tarallo dopo l’arrivo – poi ho colto un momento favorevole e sono rientrato sulla fuga iniziale insieme a un altro ragazzo della Toscana. Una volta tornati sotto abbiamo lavorato tutti di comune accordo fino al rettilineo finale, lì mi sono messo in ultima posizione e ai 300 metri sono partito. Una volata lunghissima che non arrivava più, mi sono girato con la paura di essere ripreso ma non ci sono riusciti. I ragazzi stranieri hanno tirato fortissimo, senza di loro non saremmo arrivati probabilmente».

Si sale

L’appuntamento per la seconda semitappa di giornata al Giro della Lunigiana era al ciclodromo di Bottagna, in provincia di La Spezia. Per i quasi 46 chilometri previsti nel pomeriggio i corridori hanno pedalato in direzione Cinque Terre, attraversando terrazze naturali a picco sul mare blu della Liguria. Nel farlo però hanno affrontato due GPM, incendiati dal ritmo forsennato del Belgio. Al termine della salita di Foce il ritmo imposto da Michael Hetteger ha creato un piccolo divario, da qui l’austriaco insieme ai belgi Seff Van Kerckhove e Vic De Smet hanno fatto corsa a parte. Arrivando a giocarsi la vittoria. 

«La tattica era semplice – racconta seduto in attesa della premiazione Seff Van Kerckhove – fare gara dura, la squadra ha lavorato duro fin da subito. Non avevamo pianificato di attaccare in discesa, ma sapevamo fosse molto tecnica. Ho seguito Hettegger che è molto bravo e ci siamo trovati con un piccolo vantaggio, è nata poi una bellissima sfida a due con lui ed è stato divertente correre a tutta. Abbiamo provato entrambi ad attaccare ma era chiaro che saremmo arrivati allo sprint insieme».

L’audacia di Hettegger 

L’arrivo di Riomaggiore era su uno strappo poco più lungo di un chilometro, dove la strada ha costretto i due attaccanti ad un’ulteriore fatica. Si sono sfidati a viso aperto Hettegger e Van Kerckhove. L’azione più decisa è arrivata dal’austriaco, il quale ha provato a staccare il rivale belga senza riuscirci. Probabilmente Hettegger è arrivato senza quel pizzico di forza necessario per contrastare la volata di Van Kerckhove. Il risultato è una vittoria del belga, il numero uno torna a indossare la maglia verde del Lunigiana a quasi un anno di distanza

«Non conosco ancora i distacchi – dice Van Kerckhove – ma penso siano abbastanza contenuti. Ci sono molte cose in ballo domani, quindi sarà una sfida aperta tra noi due ma anche agli altri. Abbiamo la squadra per gestire la corsa e saremo pronti a farlo».

«Ho provato a fare del mio meglio sullo strappo finale», racconta Hettegger con ancora addosso gli occhiali da sole troppo grandi per il suo viso magro. «Purtroppo Van Kerckhove si è dimostrato troppo forte e ho pensato di poterlo battere allo sprint, ma nemmeno in quel caso ho trovato fortuna. Vediamo cosa succede domani. Sinceramente penso di aver sbagliato i tempi, pensavo che l’arrivo fosse più avanti. Non vedo l’ora di domani, per lottare di nuovo».

Oggi il gruppo ribolliva, i ragazzi avevano una voglia di correre addosso enorme. Questi ultimi due giorni non sono stati facili, per nessuno dei soggetti coinvolti. E’ bello avere finalmente una corsa, combattuta, divertente e appassionante. Domani ci saranno altre battaglie e un’altra corsa, noi siamo pronti a raccontarveli.