Giro della Lunigiana 2026, Seff Van Kerckhove, Belgio, vittoria, traguardo volante (foto ptzphotolab)

Lunigiana: vince Van Kerckhove, poi si annulla tutto

10.09.2026
6 min
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CHIAVARI (GE) – La didascalia del secondo giorno di gara al Giro della Lunigiana è fatta da Edoardo Orengo, atleta della Rappresentativa Liguria. Il dorsale 173 è l’unico a salire sul palco delle premiazioni in piazza a Chiavari, che nel frattempo si era addobbata ed era pronta a celebrare e festeggiare una giornata di ciclismo. Invece l’incertezza ha fermato tutto, con la tappa partita in mattinata da Portofino e piena di colpi di scena. Ultimo, ma il più importante, è la scelta di accorciare la seconda frazione a causa di una comunicazione arrivata dalla Prefettura di Genova

La tappa viene accorciata e il traguardo viene spostato al chilometro 72 di corsa, in concomitanza con il secondo traguardo volante di giornata. Lo sprint viene vinto dal belga Seff Van Kerckhove, risultato celebrato timidamente tra confusione e qualche faccia stupita (in apertura foto ptzphotolab). 

A noi e a tutti gli addetti ai lavori, posizionati dopo la linea dell’arrivo a Chiavari, arrivano immagini di ragazzi fermi a bordo strada. Il resto è solamente un’interpretazione di quello che è successo, si dovranno aspettare diverse ore per cercare di capire, o provare a capire tutto

Tutti a zero

Il risultato finale è che i 72 chilometri regolarmente corsi dal gruppo non valgono nulla, anche se nel frattempo sono stati affrontati tre dei quattro GPM previsti ed entrambi i traguardi volanti. L’unico risultato accertato è che Enrico Orengo domani indosserà la maglia riservata al leader della classifica dei GPM. Tutto il resto non vale nulla, la vittoria di Jeff Van Kerckhove viene cancellata e domani si avrà ancora la maglia verde senza padrone, così come tutte le altre. Fatta eccezione per Edoardo Orengo

«Il primo GPM era appena partiti dopo il chilometro zero – ci racconta Orengo una volta arrivato a Chiavari per le premiazioni – e mi sono trovato lì davanti. Sulle seconda salita, dove il Belgio ha tirato forte proprio con Van Kerckhove, ci siamo avvantaggiati e mi sono lanciato nella volata. Poi ho seguito un contrattacco e mi sono trovato in fuga con altri otto e ho fatto anche il terzo GPM». 

«Quando si è deciso di accorciare la tappa ero davanti – prosegue nel raccontare – e ho sentito un diesse del Veneto dire che mancavano due chilometri. Ma non mi era chiaro due chilometri a cosa, pensavo fosse il traguardo volante. Dopo poco il Belgio ha aumentato parecchio l’andatura e da lì a poco è arrivata la bandiera a scacchi».

Giro della Lunigiana 2026, Seff Van Kerckhove, Belgio, vittoria, traguardo volante (foto ptzphotolab)
Il Belgio festeggia la vittoria di Van Kerckhove, arrivata dopo la riduzione della tappa, successo poi annullato (foto ptzphotolab)
Giro della Lunigiana 2026, Seff Van Kerckhove, Belgio, vittoria, traguardo volante (foto ptzphotolab)
Il Belgio festeggia la vittoria di Van Kerckhove, arrivata dopo la riduzione della tappa, successo poi annullato (foto ptzphotolab)

Condizioni critiche

Questa mattina a Portofino il tempo non prometteva nulla di buono, tanto che qualche minuto dopo la partenza della tappa si è scatenata una tromba d’aria in mezzo al mare. Fortunatamente non ci sono stati danni, in quel momento la corsa arrivava al chilometro zero di Rapallo. I corridori hanno messo piede a terra e sono state valutate le condizioni generali della corsa. Durante il regolare svolgimento della tappa è arrivata una comunicazione dalla Prefettura, la quale ha aperto una crepa diventata poi insanabile. 

«La comunicazione che possiamo dare – ci spiega Gianluca Buriani della direzione di corsa – è che la tappa non è stata portata a termine, ma ci siamo dovuti fermare prima del comune di San Colombano Certenoli, quindi al chilometro 72 di corsa. La Prefettura ci ha dato il diniego di passare dalla strada in questione per motivi di sicurezza, dovuti all’esondazione di un fiume e al fatto che tutte le Forze di Polizia e Protezione Civile erano impegnate in questa emergenza. Questo è il motivo per il quale non si è portata a termine la tappa

«Quando siamo partiti da Rapallo – prosegue – lo abbiamo fatto con la convinzione che saremmo arrivati al traguardo. Successivamente è arrivata la comunicazione della Prefettura, la quale ci ha detto che non avrebbe concesso il passaggio dal comune di San Colombano Certenoli. Siccome si trattava dell’unica strada per arrivare a Chiavari abbiamo dovuto interrompere la corsa in quel punto».

Decisioni rapide 

Una volta arrivata la comunicazione dalla Prefettura si è cercato di comunicare ai corridori la decisione, senza riuscire però a trasmettere a tutti il messaggio. 

«I risultati sono stati annullati – ci spiega Sres Nevenka, commissario UCI qui al Giro della Lunigiana – perché non avevamo modo di comunicare ai ragazzi della decisione presa riguardo l’accorciamento della tappa. Solamente una parte del gruppo, principalmente gli atleti del Belgio (i quali sono stati gli unici a fare la volata a San Colombano Certenoli, ndr). Al chilometro zero di Rapallo tutti i soggetti avevano confermato che fosse tutto a posto e che si potesse continuare la gara. Ho anche provato a trovare una soluzione e mettere la corsa in pausa, per ripartire successivamente. Ma non è stato possibile».

Comunicare 

Le corse internazionali riservate alla categoria juniores, come il Giro della Lunigiana, non prevedono l’utilizzo delle radioline in corsa. Aspetto più volte sottolineato come critico e anche questa volta sentiamo giusto rimarcare questa idea. Le situazioni critiche aumentano, sia per il meteo che per altri aspetti legati sempre alla sicurezza dei corridori. Nel 2024 ai mondiali di Zurigo l’atleta svizzera Muriel Furrer perse la vita dopo una caduta per la quale finì oltre il guardrail e non si ebbero sue notizie per ore. 

La sicurezza è un tema che torna ogni volta in cui si sente il dovere di spiegare certe situazioni, quella di oggi è una di queste. Al Lunigiana, le radioline in corsa non ci sono mai state, la direzione corsa lo ha sempre saputo e avrebbe potuto e dovuto gestire la situazione in altro modo. Se tuttavia nel ciclismo attuale le comunicazioni diventano impossibili senza le radio, l’unica via è quella di introdurle. Con buona pace di chi pensa che i ragazzi per crescere debbano essere isolati dal resto del mondo.