Ristorante Alla Colombera, Patrik Pezzo Rosola (Team Nordest Petrucci Assali Stefen) (foto xpix.it)

WorldTour e juniores, le 3 squadre satellite della Ineos

11.09.2026
5 min
Salva

Quello che il UAE Team Emirates farà dal prossimo anno, cioè mettere un logo sulle maglie dei team juniores con cui collabora, la Netcompany Ineos ha già iniziato a farlo dal 2026. Ce lo spiega Dario Cioni, incaricato di seguire l’Academy del team britannico e le squadre giovanili che ad essa sono agganciate. Lo spunto era venuto da un’osservazione di Giuseppe Martinelli, secondo cui i team WorldTour potrebbero fare come le squadre di serie A, che sostengono le scuole calcio regalando materiale e mettendoci lo stemma.

«Già quest’anno abbiamo tre squadre juniores inserite in un sistema nostro – spiega Cioni di rientro dalla Spagna – con il nostro logo e tutte le collaborazioni che abbiamo avviato. C’è la Nordest-Petrucci in cui corre Pezzo Rosola (in apertura nella foto xpix.it, ndr), ma c’erano già l’americana Hot Tubes che è stata la prima e poi la CAMS Majaco, la squadra inglese».

Cioni è il responsabile della performance e della strategia
Cioni è un allenatore nella Netcompany WorldTour, ma è stato chiamato direttamente a gestire la Academy U23
Cioni è il responsabile della performance e della strategia
Dario Cioni, coach e diesse della Ineos Grenadiers, segue Ganna da diversi anni ormai
In che modo funziona la vostra collaborazione?

Proviamo a supportarle. Con la vecchia denominazione, il progetto si chiamava Ineos Grenadiers Development Partner, l’anno prossimo probabilmente il nome sarà aggiornato. Sul piano tecnico, che non è il solo, diamo loro materiale o li sosteniamo se manca qualcosa. Ad esempio, il Team Nordest corre con Pinarello, però a Patrick Pezzo Rosola per il mondiale forniamo del materiale in più. Ovvio che con lui ci sia un discorso più complesso, ma in genere alla squadra diamo i caschi e quello di cui hanno necessità.

Con tutti allo stesso modo?

Il CAMS Majaco è la più strutturata (la squadra britannica ha anche una formazione femminile, ndr) perché comunque hanno le bici, però noi integriamo con un po’ di materiale e ad esempio per i mondiali forniremo loro quelle da crono, che per gli juniores sono sempre un bel tema. Hot Tubes invece è la squadra che c’è da prima. Da loro abbiamo preso tre corridori che poi sono arrivati nel WorldTour, che sono Sheffield, Andrew August e Arthem Shmidt. Lavoriamo insieme da 5-6 anni e in passato anche a loro avevamo fornito materiale per mondiali e altre grandi corse.

La Hot Tubes è un team americano juniores, qui al Tour de Gironde Federal, che collabora con Netcompany da 5-6 anni
La Hot Tubes è un team americano, qui al Tour de Gironde Federal, che collabora con Netcompany da 5-6 anni
La Hot Tubes è un team americano juniores, qui al Tour de Gironde Federal, che collabora con Netcompany da 5-6 anni
La Hot Tubes è un team juniores americano, qui al Tour de Gironde Federal, che collabora con Netcompany da 5-6 anni
Perché supportare tre squadre e non crearne una vostra anche negli juniores?

Siamo contrari al discorso di avere una struttura development nostra negli juniores, sia io che Simon (Watts, altro tecnico della Academy, ndr). Dobbiamo cercare di approcciare i corridori più giovani e alla fine siamo costretti a muoverci fra gli juniores, altrimenti non resta niente. Però abbiamo preferito costruire delle sinergie con altre squadre, con l’idea comunque di aiutarle a crescere nella loro struttura, andando a qualche ritiro, con qualche presenza alle gare, in modo da capire se ci possono essere delle aree in cui possano migliorare.

E’ il tipo di scambio che avviene?

Certamente. Diamo i nostri feedback alla squadra che magari l’anno successivo interviene per cambiare proprio quello che gli abbiamo fatto notare. Quest’anno non siamo riusciti a farlo in modo sistematico, perché abbiamo anche lanciato la squadra U23 e questo ha richiesto delle risorse addizionali. Però un grosso obiettivo per l’anno prossimo è proprio di ritornare a migliorare il supporto alle squadre degli juniores.

Il team CAMS Majaco è la squadra britannica da cui è uscito anche Brennan (immagine Instagram)
Il team CAMS Majaco è la squadra juniores britannica da cui è uscito anche Brennan (immagine Instagram)
Il team CAMS Majaco è la squadra britannica da cui è uscito anche Brennan (immagine Instagram)
Il team CAMS Majaco è la squadra juniores britannica da cui è uscito anche Brennan (immagine Instagram)
Quindi non parliamo soltanto di fornitura di materiali, ma anche di conoscenza?

Simon ed io siamo andati in ritiro e all’interno del ritiro abbiamo fatto presentazioni o lezioni su vari aspetti. Ho spiegato delle cose sulle cronosquadre o su come si corre al Nord per vedere se possono prendere degli spunti per applicare le loro corse. Con la CAMS sono state fatte alcune lezioni online di nutrizione. I temi sono tanti.

L’obiettivo potrebbe essere che poi i ragazzi più dotati o più promettenti vengano nella vostra squadra U23?

E’ la speranza, noi non obblighiamo a nessuno. Deve essere una scelta del ragazzo che sceglie la nostra filosofia e la nostra squadra. Pensiamo che questo sia un modo di presentare come lavoriamo e di capire se il ragazzo sia compatibile con il nostro modo di fare le cose. Allo stesso modo il ragazzo deve capire se questo modo di lavorare gli va bene e se anche lui è disposto a investire. Noi ci mettiamo in impegno, ma lo pretendiamo anche.

Meglio essere chiari da subito?

Se il corridore si accorge che la nostra filosofia non coincide con la sua, è meglio che non venga, piuttosto che accorgersi dopo un mese che non gli piace il modo di lavorare. Ci teniamo anche a fare delle attività fuori dalla bici che per noi sono importanti, non si tratta solo del risultato.

Il logo che recita Ineos Grenadiers Development Partner sulla maglia e sui pantaloncini della Nordest
Il logo che recita Ineos Grenadiers Development Partner sulla maglia e sui pantaloncini della Nordest Petrucci degli juniores
Una delle obiezioni fatte ad Agostini dopo la sua intervista è proprio che si parla di vivai, ma poi si vogliono le mani libere.

Se trovo un corridore forte e posso farlo, lo prendo. Non vedo perché non farlo solo perché da junior ha corso da un’altra parte. Anche il discorso di non prendere quelli di quarto anno, per me è un’assurdità. Nella Academy non ci limitiamo solo ai corridori dei primi due anni, perché siamo convinti che quelli di terzo e quarto hanno un ruolo fondamentale all’interno della struttura. Quest’anno abbiamo anche un elite…

Seguite tre squadre juniores e non di più per scelta, per budget, per cosa?

Dipende dalle condizioni. Teoricamente l’anno prossimo ce ne dovrebbe essere una in più, in futuro vedremo. Però diciamo che avere queste squadre nella nostra orbita non significa che non guardiamo anche ad altri atleti, allo stesso modo se un corridore di una nostra squadra satellite decide di firmare altrove, non gliene facciamo un problema. Tranne i ragazzi cui facciamo firmare già un contratto WorldTour, non ci sentirete mai parlare di esclusiva.