La perseveranza di Riccardo Barbuto gli è valsa una di quelle occasioni che sono da cogliere al volo, soprattutto quando le porte intorno a te sembrano chiuse. Dopo avere avuto la forza di ripartire da solo, che vi abbiamo già raccontato, adesso è arrivata la chiamata di una squadra che ha deciso di credere in lui. La Technipes #InEmiliaRomagna Caffè Borbone ha preso Riccardo Barbuto come stagista da qui a fine stagione, con una conferma anche per il 2027. Una chiamata strappata con la forza delle proprie convinzioni, per questo vale doppio se non di più.
Riccardo Barbuto ha avuto la forza di credere nelle proprie possibilità e nelle sue qualità, si è messo a lavorare in maniera solida e costante. Si è ritrovato ad essere l’unico corridore della sua squadra, l’Equipe Corbettese, con la quale si è allenato e ha corso ogni volta che ne ha avuto occasione.


La scommessa
L’attenzione intorno al nome di Riccardo Barbuto è cresciuta con la vittoria a Montemaggio, dove da solo ha saputo imporsi davanti a squadre ben più organizzate. Poi nello sfruttare ogni occasione a disposizione ha corso e vinto la Gran Fondo Nove Colli, risultati ai quali ha aggiunto un quarto posto a Mercatale e sempre il quarto posto al campionato italiano under 23.
«Ammetto che dopo Mercatale lo avevamo messo sotto la lente d’ingrandimento – ci spiega Francesco Chicchi, diesse della Technipes – visto l’ottimo piazzamento alle spalle di Bambagioni. Tra una cosa e l’altra il contatto si è prolungato e siamo arrivati al campionato italiano under 23, anche lì ha confermato quanto di buono fatto vedere in precedenza. In realtà avevamo parlato in ottica 2027, poi è venuta fuori l’idea di provare a fargli fare lo stagista con noi. Essendo lui tesserato con una squadra di club era un’opzione possibile. Ci è sembrata una buona idea per dargli continuità e farlo ambientare da subito con il team».


Quanto credete in Barbuto?
Tanto, lo dico sinceramente. Ha dimostrato di essere forte anche se ha corso davvero poco (quattro gare in totale, ndr). Ma ha vinto due volte e nelle altre si è piazzato, si è fatto vedere in gare comunque di alto livello. Devo ammettere che abbiamo avuto un feedback anche da Luca Cavallo.
In che senso?
Lui ha corso con noi ed era alla Gran Fondo Nove Colli, quando si è trovato contro Barbuto non è riuscito a staccarlo in salita. Insomma, conoscendo i valori di Luca Cavallo in salita ci siamo resi conto di quanto può valere Barbuto.


Vi ha incuriositi?
Ci siamo detti: «Perché non provare a dargli una possibilità?». E da lì è partito tutto.
Come si approccia un corridore che per una stagione si è allenato e ha corso da solo?
Quando siamo andati a casa sua a parlare ci ha spiegato tutto quello che ha fatto in questi anni. Arrivava da un periodo un po’ travagliato, nel quale aveva scoperto un problema che aveva alla tiroide. Sembra averlo sistemato, non nascondo che parlandoci insieme ho visto un ragazzo che ha davvero la testa da corridore. Si è allenato e si è fatto trovare pronto in una situazione che avrebbe affossato tanti.


Quale aspetto vi ha colpiti maggiormente?
La grinta: ad esempio, al campionato italiano si è visto che è arrivato lì davanti grazie alla cattiveria agonistica. Le gambe ci sono ma la testa ha fatto molto, ho conosciuto un ragazzo che ha ritrovato quella fame e quel divertimento nello stare davanti a tutti.
Come si lavora con un corridore che arriva da una situazione del genere?
Abbiamo già un piano, l’idea è di farlo correre in queste gare di fine stagione tranquillo. Anche perché da stagista potrà correre solo con i professionisti. Vogliamo vedere come si comporta e qual è il suo livello in quelle gare. Un modo per capire da dove partire in vista del prossimo anno, alla fine è un punto interrogativo per tutti.


Quanto è grande il punto interrogativo?
Grande fino a un certo punto, Barbuto quando si è presentato alle corse ha dimostrato di essere a un buon livello. Per vincere servono sempre le gambe. Credo che una base ci sia.
Hai parlato di grinta, c’è il rischio, se così si può chiamare, che questa chiamata possa appagarlo?
Ci potrebbe essere questa problematica, però abbiamo fatto anche delle considerazioni: Barbuto l’anno prossimo è al quarto anno nella categoria under 23. Quindi non può perdere altro tempo, nel 2027 deve dimostrare quel che vale davvero.
Che corridore può essere per la vostra squadra?
L’abbiamo preso perché ci crediamo e per quello che ha dimostrato in questo 2026 è giusto che gli venga data l’occasione di provare a diventare un corridore. Dovremo poi capire come si collocherà all’interno della squadra e come gestire tutto. L’anno prossimo avremo Bambagioni, Anastasia e altri ragazzi che saranno dei riferimenti.


Barbuto ha anche una storia che può essere utile per gli altri?
Credo possa essere d’aiuto soprattutto ai giovani, ai quali potrà insegnare che il tempo è veramente poco ma anche che ci si deve sempre credere. Quattro anni sembrano tanti ma passano in fretta, serve pazienza ma anche restare concentrati e fare le cose al meglio. In lui crede molto anche Davide Cassani.
Quando si parte?
Dovrebbe iniziare dal Memorial Pantani, poi Abruzzo e qualche altra gara. Vogliamo anche vedere come risponde a stimoli consecutivi, senza ansia e senza aspettative. Questi mesi saranno importanti per conoscerci e partire al meglio da novembre.