Salite Vuelta

Vuelta, le 5 salite da non perdere secondo Pozzovivo

13.08.2026
7 min
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Mancano meno di dieci giorni al via della Vuelta. Cresce l’attesa per un evento che, come sempre, si annuncia scoppiettante. E lo è per il suo parterre, sempre molto vivace, ma soprattutto per i suoi percorsi e le sue salite. Anche quest’anno la Vuelta ne propone tantissime e, tra l’altro, arriveranno anche piuttosto presto. La corsa partirà infatti il 22 agosto da Monaco e già la terza tappa, con arrivo a Font Romeu, porterà il gruppo sui Pirenei.

E così, un po’ per gioco, un po’ per iniziare davvero ad entrare dentro alla corsa spagnola, abbiamo chiesto a Domenico Pozzovivo di selezionarne cinque per noi. Il lucano è “lo” scalatore. E per di più è sempre molto informato, tra ciò che studia e ciò che ha vissuto in prima persona.

Ecco dunque le cinque scalate assolutamente da non perdere che il Pozzo ha selezionato per noi.

Salite Vuelta
Font Romeu: 9,8 km al 5%. Sarà un arrivo di rapporto ad inizio Vuelta. Si affronta nella 3ª tappa (foto Komoot)
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Font Romeu: 9,8 km al 5%. Sarà un arrivo di rapporto ad inizio Vuelta. Si affronta nella 3ª tappa (foto Komoot)

Font Romeu

Quella che verrà è Vuelta un po’ strana perché è abbastanza dura all’inizio e un po’ più easy nel finale. La distribuzione dei dislivelli dunque parte molto forte. E la prima scalata individuata da Pozzovivo è Font Romeu, arrivo della terza frazione.

«La prima salita che cito – attacca Pozzovivo – non è una scalata di nome, di rango e, tra l’altro, penso non sia mai stata affrontata da questo versante. Font Romeu può essere già una salita importante perché, conoscendo anche il modo di correre di Pogacar, penso che già metterà tutti al proprio posto. Non è una salita durissima, ma è comunque lunga e arriva abbastanza in alto in quota. In più probabilmente ci sarà anche caldo perché siamo su un lato dei Pirenei molto assolato. Penso che sia già il primo crocevia importante di questa Vuelta».

Il bagaglio di Pozzovivo è incredibile. In tutte queste salite ha corso almeno una volta e in quella dove non ha corso ci si è allenato, anche per caso. Ma l’ha immagazzinata nel suo computer personale.

«Font Romeu l’ho frequentata di straforo proprio al Tour di quest’anno (che ha seguito in quanto commentatore tecnico della TV svizzera, ndr), perché l’arrivo di Les Angles era in pratica di fianco a Font Romeu e la mattina per allenarmi ho sfruttato anche la salita». Ricordiamo che Pozzovivo è tornato ad essere un pro’ e in questi giorni sta correndo in Repubblica Ceca.

Salite Vuelta
La Comella: 3,9 km al 5,9%. Per Pozzovivo è come una cote. Si affronta nella 4ª tappa (foto CyclingCols)
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La Comella: 3,9 km al 5,9%. Per Pozzovivo è come una cote. Si affronta nella 4ª tappa (foto CyclingCols)

Alto de la Comella

La seconda salita individuata da Pozzovivo è più uno strappo che una lunga scalata, come ci si potrebbe attendere: è l’Alto de la Comella, dente finale della quarta frazione.

«Non è una salita impossibile – spiega Pozzovivo – però viene il giorno successivo è quella di Andorra. La Comella è una salita secca, conosciutissima da tutti i corridori, perché in tanti abitano proprio ad Andorra o ci fanno ritiri. Rappresenta il colpo di grazia dopo una giornata senza pianura, con in partenza una salita lunghissima come l’Envalira, tetto della Vuelta ad oltre 2.400 metri di quota».

La Comella è inserita nel circuito della tappa di Andorra la Vella: 105 chilometri super duri e tirati. E’ il classico giro di allenamento che si fa ad Andorra.

«Questa è davvero una tappa da Vuelta. Ho corso su questa salita nella tappa che vinse Nibali e io arrivai nei primi dieci. Ricordo che era caldissimo. La Comella è una salita corta, ma frizzante, soprattutto a quelle pendenze in cui si può fare la differenza, perché è sempre intorno all’8-9 per cento, e poi praticamente una discesa e arrivo ad Andorra. Più che una salita vera e propria, questa la definirei la classica côte».

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Alto de Aitana: 19 km al 6,3%. Qui la parte iniziale che stacca dalle colline valenciane. Si affronta nella 9ª tappa
Salite Vuelta
Alto de Aitana: 19 km al 6,3%. Qui la parte iniziale che stacca dalle colline valenciane. Si affronta nella 9ª tappa

Alto de Aitana

Scendiamo verso il Sud della Spagna, dove si svolge gran parte della prossima Vuelta. E lo facciamo toccando le terre valenciane, teatro dei ritiri invernali dei team.

«La terza salita che scelgo è l’Alto de Aitana. In inverno, durante i training camp, è davvero raro salirci, però gli passi intorno perché tutte le altre salite più basse sono lì e sono proprio le salite della tappa che si fanno in questa nona frazione: Tàrbena, Tollos, Tudons…».

«Conosco bene la zona, ma non questa salita. L’ho studiata su carta e per la lunghezza può essere una salita che potrà fare molta differenza, anche guardando la tappa. E’ una vera salita spagnola, ma non di quelle cattivissime, perché è irregolare, estenuante, che va su tra il 5 e il 7 per cento. Se dovessi paragonarla a una salita nota della Vuelta, la affiancherei ai Lagos de Covadonga. Comunque la strada non è larga ed è abbastanza lineare. Va tutta in una stessa direzione, non ci sono tornanti».

Siamo in Costa Blanca, terra di ciclismo. Qui le squadre vanno in ritiro e il ciclista su strada è super rispettato. C’è da attendersi una grande cornice di pubblico?

«Mi aspetto tanta gente, anche se sono tappe che si svolgono in aree della Spagna abbastanza dispersive dal punto di vista della densità di popolazione. Si va in zone non molto abitate, quindi già questo di per sé potrebbe un po’ incidere negativamente. Non è il Tour che richiama gente da tutta Europa, per la Vuelta e il Giro d’Italia molto conta anche la popolazione del posto. Però sono convinto che il tifo non mancherà e magari ci sarà anche un po’ di effetto Pogacar».

Salite Vuelta
Estepona: 18,7 km al 6,6%. Salita particolare che sale dal mare. La Vuelta vi è salita l’ultima volta nel 2022. Si affronta nella 19ª tappa
Salite Vuelta
Estepona: 18,7 km al 6,6%. Salita particolare che sale dal mare. La Vuelta vi è salita l’ultima volta nel 2022. Si affronta nella 19ª tappa

Estepona

La quarta scalata, però, è finalmente un must della Vuelta: Peñas Blancas a Estepona, per tutti solo Estepona. Siamo in Andalusia, nella zona di Malaga e Marbella.

«E’ vero – dice Pozzovivo – Estepona è un vero must della Vuelta. Anche io l’ho fatta diverse volte. E’ particolare. E’ una strada che parte dal mare e arriva quasi a 1.300 metri. Sale in modo molto regolare, da quel punto di vista è una salita che è sembrata il Terminillo, se dobbiamo fare un paragone. Sì, un Terminillo, una classica degli Appennini, ma anziché partire da Rieti parte dal mare, quindi più in basso».

Pozzovivo descrive la salita con grande passione e competenza. E si capisce che lo scalatore ha una sensibilità diversa quando la strada sale.

«Estepona non è impossibile, però tira sempre. E poi c’è quasi sempre quel venticello a favore, quella brezza marina che fa la differenza perché a ruota stai peggio. La velocità media sarà alta perché parliamo del 7 per cento, quindi 24-25 chilometri all’ora si fanno, ma col venticello a favore fa male. Poi c’è un breve tratto in piano, attorno agli ultimi cinque chilometri, e poi riprende più cattiva negli ultimi tre. Bisogna considerare che Estepona arriva alla 19ª tappa e ci sarà anche della stanchezza, però è anche vero che la parte prima della tappa non è dura e alla fine sarà interpretata quasi come una salita a sé.

«Una prestazione secca su una salita di poco più di mezz’ora, quindi cambiano un po’ i tipi di corridori che possono dire la loro rispetto a una tappa vera e propria di montagna. Magari qualche attaccante di fondo. Ecco – aggiunge Pozzovivo – qui mi aspetto tanto pubblico».

Salite Vuelta
Purche: 8,2 km all’8,1%. Qui il dente finale di cui parlava Pozzovivo. Si affronta nella 20ª tappa (foto 1001 Puertos)
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Purche: 8,2 km all’8,1%. Qui il dente finale di cui parlava Pozzovivo. Si affronta nella 20ª tappa (foto 1001 Puertos)

Puerto de El Purche

Si chiude il cerchio della selezione Pozzovivo con una scalata piuttosto nota alla Vuelta e ai ciclisti della zona di Marbella: il Puerto de El Purche.

«Ho scelto questa scalata – dice Pozzovivo – anche perché si farà due volte. In questa tappa finale di montagna c’è l’imbarazzo della scelta in quanto a salite. Da tanti questa salita è conosciuta come Monachil. Col fatto che ha due scollinamenti, si sceglie il nome dell’uno o dell’altro a seconda dei casi».

Si tratta di una salita dura e forse anche per questo Pozzovivo ne parla con passione: «E’ una salita che mi sarebbe piaciuta. Ha una pendenza veramente ideale per fare la differenza. Sei sempre tra l’8 e il 10 per cento. La strada è abbastanza larga e si imbocca da un falsopiano, quindi non si arriva velocissimi. E per chi non è un super limatore è un vantaggio».

«Nonostante quelle pendenze, la differenza tante volte si fa in prossimità della cima. C’è una sorta di discesina prima dell’ultimo dente, un segmento dritto che anche solo a guardarlo fa venire il mal di gambe. Quindi, se uno ha il coraggio di fare l’ultima azione lì, può fare la differenza anche negli ultimi 500 metri».

«In una tappa del genere una salita così può essere anche il trampolino di lancio per un attacco sensazionale (il riferimento è a Pogacar, ovviamente, ndr), ma dipenderà da quante tappe avrà già vinto, dalle energie che ancora avrà. Poi, anche se non lo dice, secondo me Tadej guarda anche un po’ al prestigio della tappa: se ne vale la pena o meno vincerla. E questa potrebbe essere una di quelle tappe da cerchiare con il circoletto rosso».