Jonas Vingegaard

Vingegaard verso l’addio? L’ipotesi (non banale) di Malori

12.08.2026
5 min
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Qualche giorno fa Adriano Malori, in un post sui suoi profili social, ha fatto un’ipotesi tutt’altro che banale: Jonas Vingegaard potrebbe smettere di correre già il prossimo anno. «A mio parere questo sarà l’ultimo anno che vedremo questo corridore in gruppo», aveva scritto Malori. A prima vista potrebbe sembrare una semplice provocazione. Qualche malizioso potrebbe persino parlare di… acchiappaclic.

In realtà, il Malo, che di clic non ha certo bisogno, non ha lanciato una provocazione fine a se stessa. Ha costruito un ragionamento articolato, mettendo insieme diversi elementi. E adesso sarà lui stesso a spiegarcelo in modo approfondito.

Adriano Malori è stato professionista dal 2009 al 2016. Ora gestisce il suo centro di preparazione 58×11
Adriano Malori è stato professionista dal 2009 al 2016. Ora gestisce il suo centro di preparazione 58×11
E quindi, Adriano, perché secondo te Vingegaard potrebbe smettere di correre?

Ho fatto una riflessione che parte dal fatto che l’ultima volta che Vingegaard ha battuto Pogacar era il 2023. Da lì il danese ha attraversato una serie di momenti difficili: la caduta ai Paesi Baschi, poi la clavicola rotta l’anno scorso alla Parigi-Nizza e di nuovo la clavicola in questo Tour. Nonostante ciò, la mazzata più grande è un’altra. Quest’anno al Giro d’Italia è tornato al suo top tanto che sulla salita di Carì ha fatto una VAM paragonabile a quella di Pogacar dell’anno scorso. Tutti, lui per primo, pensavano che andasse al Tour, non dico per battere lo sloveno, ma almeno per giocarsela. Invece, alla prima vera tappa di montagna, quella del Tourmalet, Pogacar gli ha dato un distacco enorme. E le dichiarazioni post-tappa sono state emblematiche. Vingegaard era deluso, rassegnato, abbattuto. Si diceva le solite cose: il Tour è lungo, vediamo… Ma di fatto non ha dimostrato più niente. E questo pensiero ha iniziato a maturare proprio da quel giorno.

Quindi, secondo te, avrebbe preso una consapevolezza al contrario?

Lui, secondo me, si aspettava di perdere molto meno di fronte agli attacchi di Pogacar e invece, alla prima occasione tosta in salita, Tadej gli ha dato un abisso. E poi c’è un altro aspetto che mi induce a questo pensiero.

Prego, continua…

Vingegaard ha più volte manifestato il suo disinteresse per le corse di un giorno. Anche se è uno scalatore, rispetto a un Nibali, a un Valverde o appunto a un Pogacar, Jonas non è interessato neanche a una Freccia, a una Liegi o a un Lombardia. O a un mondiale, se è duro. A lui interessano i Grandi Giri e nei Grandi Giri ha capito che può vincere quelli in cui non c’è Pogacar, come ha fatto quest’anno al Giro. Mettiamoci anche che è un grande campione: quest’anno ha aggiunto un altro successo importante al suo palmarès. Ha ottenuto la tripla corona.

Jonas Vingegaard
Tappone del Tourmalet. Jonas Vingegaard taglia stremato e affranto il traguardo. Lì ha capito che anche questo Tour fosse finito
Tour de France, 6 tappa, Tadej Pogacar, Jonas Vingegaard
Tappone del Tourmalet. Jonas Vingegaard taglia stremato e affranto il traguardo. Lì ha capito che anche questo Tour fosse finito
Insomma ci sta anche una questione di stimoli?

Jonas più volte negli ultimi anni ha manifestato pensieri secondo cui non vuole correre fino a tardi, che il ciclismo è uno sport stressante, che non farebbe correre in bicicletta suo figlio. Quindi, se metto insieme i pezzi, ecco che mi viene l’ipotesi di dire che lui l’anno prossimo potrebbe non essere più in gruppo.

Insomma, se dovesse dire addio, tu non saresti stupito?

Assolutamente no.

Certo che sarebbe un secondo caso piuttosto clamoroso in casa Visma-Lease a Bike dopo quello di Simon Yates…

Guardare l’anno scorso come ha perso il Tour. Ma quello che mi ha colpito e che, a posteriori, ha contribuito ad alimentare la mia ipotesi è che non sia andato al mondiale, durissimo, in Rwanda. Avrà pensato: tanto vado là e, se va bene, faccio secondo.

In effetti, Adriano, il tuo non è un pensiero banale, anzi. Poi bisognerà anche vedere i suoi accordi con gli sponsor, con la squadra…

Certo. Togliamo Pogacar, che può fare ciò che vuole. Penso a un Evenepoel: lui ha le crono, le classiche, quest’anno ha puntato anche il Fiandre, ha più cartucce da giocare. E ha anche un altro carattere. Al Tour ha rimproverato chi gli aveva fatto i complimenti per il secondo posto sull’Alpe e lo ha mandato a quel paese. Vingegaard, invece, mi è sembrato più arrendevole.

Jonas Vingegaard
Il ritiro di Vingegaard all’ultimo Tour (screenshot a video)
Jonas Vingegaard
Il ritiro di Vingegaard all’ultimo Tour (screenshot a video)
Adriano, una domanda forse anche intima. Tu hai dovuto smettere per quel terribile incidente in Argentina. In questa riflessione quanto c’è della tua esperienza personale?

Assolutamente nulla. Io ho fatto questo ragionamento, come detto, mettendo insieme i pezzi. Anzi, quando ero alla Lampre, vedevo Tony Martin, Cancellara e Wiggins 46 spanne sopra di me. Però mi sono messo lì, convinto, a lavorare. Ho cambiato squadra e alla fine dell’anno dopo, in qualche occasione, li ho anche battuti. Per dire che non mi sono mai dato per vinto di fronte a un avversario tremendamente più forte di me. Jonas, invece, mi è parso arrendevole. In più mettiamoci anche che Pogacar è sempre al top della condizione: non ha mai un calo, non ha mai un giorno no, non prende un raffreddore o un mal di pancia. Anche in queste opzioni non concede speranze.

Secondo te, Adriano, qualora Vingegaard davvero dovesse prendere questa decisione, la squadra proverebbe a trattenerlo oppure un corridore che dentro ha già deciso è inutile?

Sarebbe inutile. Anche perché sicuramente in Visma hanno un piano B.

Però, chi potrebbe essere il piano B? Non ti dico all’altezza di Vingegaard, ma almeno uno davvero importante?

Nessuno, attualmente. Sostanzialmente, finché c’è Pogacar, questo Pogacar in giro, il piano B non esiste. Né per Visma né per gli altri. Finché c’è Pogacar puoi prendere anche il Padre Eterno… che dovrebbe fare come in Dragon Ball. Vi ricordate? Lui fece una fusione di tutti i più forti. Quindi dovrebbe mettere insieme Nibali, Contador, Froome e forse riuscirebbero a stargli a ruota!