Tour de France 2026, Filippo Ganna, Netcompany Ineos

L’estate rovente di Ganna: dalla Francia al Canada

01.08.2026
5 min
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LE BOURG D’OISANS (Francia) – La Netcompany Ineos e Filippo Ganna hanno vissuto un Tour de France particolare, diverso rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere negli anni passati. Quello della formazione britannica, che dal Giro d’Italia ha visto l’arrivo della danese Netcompany come main sponsor, è stato un Tour lontano dalle ambizioni di classifica. Forse una prima vera resa e un ridimensionamento rispetto a quanto proclamato negli anni passati, con riferimento a quando si chiamava Team Sky e alla Grande Boucle si arrivava con l’obiettivo unico della maglia gialla. 

Nel 2026 si è andati a caccia di tappe, con risultati comunque lontani da quelle che potevano essere le aspettative: due soli piazzamenti in top 5 e tutti firmati da Filippo Ganna. Certamente il secondo posto nella cronometro inaugurale di Barcellona ha lasciato l’amaro in bocca. Per soli otto secondi è sfumata la possibilità di tornare a vestire la maglia gialla e sicuramente il Tour della Netcompany avrebbe acquisito tutto un altro senso. 

Tour de France 2026, Filippo Ganna, Netcompany Ineos
La Netcompany Ineos ha corso un Tour a caccia di tappe, con Ganna protagonista nelle cronometro e nelle tappe miste
Tour de France 2026, Filippo Ganna, Netcompany Ineos
La Netcompany Ineos ha corso un Tour a caccia di tappe, con Ganna protagonista nelle cronometro e nelle tappe miste

8 secondi

Le maggiori attenzioni e responsabilità erano rivolte proprio a Filippo Ganna, l’uomo da mettere sotto la lente di ingrandimento e il nome di maggior spessore da tenere sotto controllo. Il campione italiano a cronometro era ripartito dopo una primavera difficile da interpretare con l’obiettivo di vincere una tappa al Tour de France. Nel mirino c’era la cronometro inaugurale di Barcellona, con la scalata finale al Montjuic a fare da ago della bilancia. Una maglia gialla solamente sfiorata, ma una prestazioni che ha fatto vedere un Filippo Ganna in ottime condizioni. 

«Nella cronometro di Barcellona – ha dichiarato Ganna – dovevo lanciare gli altri ragazzi all’ultima curva. Poi però mi sono trovato davanti insieme a Foss e così siamo andati a dare il tutto per tutto. Dopo la caduta che mi aveva messo fuori causa nel 2025 avevo una grande voglia di ritornare al Tour e fare una bella prestazione».

Tour de France 2026, Filippo Ganna, Netcompany Ineos
A Barcellona Ganna ha sfiorato il successo nella cronometro inaugurale, meglio di lui ha fatto solo Vingegaard
Tour de France 2026, Filippo Ganna, Netcompany Ineos
A Barcellona Ganna ha sfiorato il successo nella cronometro inaugurale, meglio di lui ha fatto solo Vingegaard

Il rimpianto di Ussel

La giornata in cui abbiamo visto Filippo Ganna maggiormente in palla è stata la tappa numero nove della Grande Boucle, quella in cui a Ussel la fuga ha avuto la meglio sul ritorno ruggente del gruppo. Il passista della Netcompany Ineos era stato uno dei più attivi ad inizio tappa, dove ha cercato di portare via la fuga giusta. Occasione sfuggita per centimetri. Nella volata del gruppo alle spalle dei fuggitivi Ganna si era imposto abilmente, mettendosi alle spalle la maglia verde Mads Pedersen

«Diciamo che un Tour de France intenso – racconta ancora – nel quale abbiamo fatto abbastanza fatica. Dopo aver corso Giro e Tour le gambe sono quelle che sono, soprattutto quando non sei un uomo di classifica o uno scalatore fai ancora più fatica. In particolare se pesi più di 80 chilogrammi certe salite fanno male. Magari in più di un’occasione non siamo stati pronti, quel quinto posto sarebbe potuto essere qualcosa di più se fosse stata ripresa la fuga».

Tour de France, tappa 9, Filippo Ganna, Mads Pedersen
Ussel, tappa 9 del Tour, qui il più grande rimpianto per Ganna che vince la volata di gruppo alle spalle della fuga
Tour de France, tappa 9, Filippo Ganna, Mads Pedersen
Tour de France, tappa 9, Filippo Ussel, tappa 9 del Tour, qui il più grande rimpianto per Ganna che vince la volata di gruppo alle spalle della fuga, Mads Pedersen

Colpi limitati

Un altro punto in cui era atteso Filippo Ganna era di certo la cronometro di Thonon-Les-Bains, quella che dava il via all’ultima settimana infernale del Tour. Tuttavia si era capito fin da subito che il disegno del percorso era ben lontano dall’essere adatto agli specialisti. Sensazione che aveva confermato lo stesso Ganna al termine della ricognizione, dichiarando che una top 10 sarebbe stato già un ottimo risultato visto il percorso. 

Undicesimo posto per il campione nazionale, ma con uno sforzo che probabilmente ha scavato troppo nelle gambe, portandosi via le ultime energie residue. Tanto da sparire nella tappa successiva a Voiron, dove Jasper Philipsen ha resistito e trovato la tanto desiderata vittoria. 

«Lì ero in crisi profonda – ci ha detto Filippo Ganna alla partenza di Le Bourg d’Oisains – le gambe erano veramente finite. A volte si hanno pochi proiettili da sparare durante un Grande Giro, soprattutto quando se ne è fatto un altro precedentemente. Mi spiace non aver centrato la fuga, però non si può arrivare ovunque».

La pista

Filippo Ganna è quel corridore che viene tirato per le maniche della maglia da un po’ tutte le parti, in molti vorrebbero avere le sue qualità a disposizione in certi appuntamenti. Uno dei campi in cui il piemontese ha da sempre legato grandi risultati è la pista, a due anni dalle Olimpiadi di Los Angeles la curiosità su quando lo rivedremo sul parquet è tanta. 

«Dopo un periodo di recupero ripartirà dal Bretagne Classic (in programma il prossimo 30 agosto, ndr) e poi andrò direttamente in Canada per il mondiale a cronometro e per il mixed relay. Per la pista vediamo, vorrei ma capirò in che modo arrivo con la testa e con le gambe a fine stagione (il mondiale su pista si svolgerà in Cina, a Shangai, e sarà in programma dal 14 al 18 ottobre, ndr)».