VOIRON (Francia) – Per capire quanto possa pesare una vittoria al Tour de France rivolgetevi direttamente a Jasper Philipsen. Il belga della Alpecin-PremierTech trova la vittoria di tappa in una delle ultime occasioni a disposizione dei velocisti. Arrivare però sul traguardo di Voiron non è stato semplice, perché oggi i passisti e i cacciatori di tappe hanno cercato in tutti i modi di far fuori i velocisti. Ci sono riusciti, in parte, ma alla fine la voglia di vincere di Philipsen e della Alpecin-Premier Tech ha avuto la meglio. Siamo così a parlare di una corsa alla maglia verde aperta, con appena sette punti di distacco tra Mads Pedersen e Jasper Philipsen.
«Vincere oggi è stato qualcosa di speciale – racconta Philipsen – perché si allunga la mia striscia di vittorie al Tour de France (questo è il quinto anno di fila in cui il belga vince almeno una tappa, ndr). Riuscire a vincere qui sembra semplice se le cose vanno bene, ma appena girano nel senso opposto diventa davvero dura. Per un corridore come me si tratta di avere cinque o sei occasioni in tutta la corsa, non è semplice cogliere quella giusta».


Tutto (sembrava) perduto
Fino al traguardo volante di Colombe, a 26 chilometri dall’arrivo, la tappa sembrava in mano a Mads Pedersen e ai suoi compagni di avventura in fuga. Poi un attacco di Jasper Stuyven ha scombussolato tutto, gli altri cinque attaccanti si sono rialzati e da dietro sono piombati gli inseguitori. Tra loro c’era Jasper Philipsen, che è rimasto a metà strada per tanti chilometri, con le occasioni di vittoria che sembravano sfumare metro dopo metro.
«Si è tratta di una tappa davvero dura – continua il belga – ci sono stati diversi scenari durante tutta la giornata. Sono rimasto per molto tempo tra i fuggitivi e il gruppo, pensando che fosse finita. Non avevo un buon segnale radio e le comunicazioni erano poco chiare. La squadra però era accanto a me, pronta. Abbiamo lavorato alla grande e nel finale mi hanno sostenuto molto. Van Der Poel è stato ancora una volta fondamentale, avere un ultimo uomo come lui è davvero incredibile».


Ritrovarsi
Philipsen parla e si vede che si è tolto dalle spalle un macigno che rischiava di pesare più del dovuto. Quello corso fino ad adesso è stato un Tour de France difficile da leggere per i velocisti, con il belga che non ha mai trovato il colpo di pedale giusto per concretizzare il grande lavoro fatto dai suoi compagni di squadra.
«La colpa non era del caldo – ammette – ma solo il fatto che non fossi al mio livello. E’ stata dura, difficile anche mentalmente. Ogni giorno cercavo di non dare peso a quello che si vede sui social e di non guardare o leggere articoli a proposito del Tour. Ho vissuto nella bolla insieme ai miei compagni, loro non mi hanno mai lasciato solo e devo ringraziarli tutti».




Punti preziosi
Il traguardo volante di Colombe sembrava aver messo la parola fine alla rincorsa di Philipsen alla maglia verde. Sarà difficile colmare un gap, che per quanto risicato, sorride alla maglia verde attuale: Mads Pedersen. L’onore delle armi è quello che va riconosciuto alla Alpecin e a Philipsen, i quali non si sono mai abbattuti. La fotografia di questa mentalità si racchiude nel tentativo di Emiel Verstynge di togliere punti a Pedersen. Mentre alle loro spalle Quinn Simmons ha fatto lo stesso nei confronti di Jasper Philipsen.
«Difficile pensare che Pedersen non riesca a conquistare qualche punto nelle prossime tappe», analizza freddamente Philipsen. «E’ un corridore più forte di me in salita e sta andando davvero alla grande. Dobbiamo aspettare e vedere, intanto la corsa alla maglia verde è riaperta. Probabilmente Mads riuscirà a conquistare qualche punto, spero solo di arrivare a Parigi con i giochi ancora aperti».




La rabbia di Mads
Pedersen ha sprecato quasi tutto il lavoro fatto, una volta ripreso il primo tentativo di fuga il danese è stato protagonista di un’azione delle sue. Tutta la forze di cui dispone a spingere sui pedali e manubrio per portare via un gruppetto e avvantaggiarsi. Poi l’azione di Stuyven ha vanificato tutto, il belga della Soudal ha allungato sfruttando un momento favorevole e da lì nessuno ha più tirato fino a quando da dietro i contro attaccanti hanno chiuso.
«E’ stata una giornata che ci è costata cara – dice stizzito Pedersen – sono molto deluso. Non basta fare bella figura, se poi non porti a casa il risultato tutto passa in secondo piano. E’ stata una pessima giornata, con una grande perdita di punti per la maglia verde. Speravo di chiudere il discorso oggi e invece siamo ancora in gioco. La resa dei conti dovrebbe avvenire a Parigi, anche se spero di trovare qualche punto nelle prossime tappe».