Affidarsi a Bikedes è un’importante chiave di volta per un’attività commerciale che opera nel mondo della bici. E’ un supporto e permette di capire in modo semplice alcune dinamiche di un mercato (e di gestione dell’attività) sempre più altalenante, non di rado complicato da interpretare da chi è completamente assorbito dalle gestione diretta del lavoro.
Abbiamo chiesto a Massimo Rava che, oltre ad essere team leader dell’Assistenza Tecnica Neutrale Shimano alle corse RCS, è anche titolare del negozio Mania Bike ad Alessandria. Uno dei primi che ha aderito all’iniziativa Bikedes Academy.


In che modo sei entrato in contatto con Bikedes?
Grazie alle Shimano Academy. C’è stata e c’è tutt’ora un enorme collimare di intenti che non riguardano solo gli aggiornamenti, ma sempre più vengono affrontati argomenti di approfondimento dell’attività commerciale.
Come nasce la necessità di entrare in contatto con un’entità di questo tipo?
Parto dal presupposto che gestire un negozio di bici oggi è molto differente se paragoniamo la gestione a quella di 30 anni fa. Mania Bike compie 30 anni proprio in questi giorni. Veleggiamo in una categoria tra lavoro e passione, economia e business e proprio questi ultimi aspetti nascondono delle insidie assai pericolose. In prima persona io mi reputo un grande appassionato di meccanica e del mezzo, non sono un ciclista praticante, non sono un esperto di finanza. Osservando l’evoluzione del mondo bici/business avevo la necessità di capire meglio la cultura del business.


Situazioni che ignoravi e davi per scontato?
In un certo senso è così e come ho detto in altre argomentazioni, come nascondere la polvere sotto il tappeto. Anche grazie alla Bikedes Accademy abbiamo capito come fare una programmazione migliore, contestualizzare al meglio gli stessi prodotti inseriti nella programmazione, ottimizzando anche la gestione della liquidità. Altro fattore per nulla banale, un grandissimo problema per oltre l’80% dei negozi di bici.
Spiegaci meglio
Il problema di liquidità affligge buona parte delle attività commerciali del settore. Principalmente insorge quando c’è un magazzino stagnante, frutto di una programmazione sbagliata, al netto di investimenti errati. Ricevere un aiuto esterno che permetta di capire dove e come investire in maniera adeguata può essere la chiave per non fomentare criticità. A me è stato ed è molto utile.


Hai avuto modo di quantificare dei miglioramenti?
Certo che sì. Abbiamo imparato a gestire il magazzino diversamente, evitando di tenere fermi grossi capitali. Abbiamo ridotto i costi, abbiamo ridotto l’esposizione con le banche, tutto questo solo nel primo semestre. Al pari c’è stato un ottimizzare l’operatività e ridurre gli sprechi, aumentando la qualità del lavoro e creando una sorta di volano positivo dei numeri.
Una bacchetta magica…
Per nulla, non è tutto facile. Ritengo sia un percorso che prevede step differenti, alcuni facili da assimilare, altri più difficili da fare propri e necessitano di tempo. Di sicuro la positività dei numeri è un boost che dà motivazione.


Dici al plurale, i tuoi collaboratori e dipendenti sono coinvolti?
Ogni persona che gravita ed ha un ruolo all’interno del negozio è coinvolta nel progetto Bikedes Academy. Ognuno è responsabile del lavoro, dai ragazzi dell’officina fino ad arrivare a chi si occupa dell’abbigliamento e delle vetrine.


Considerando il periodo storico attuale. Apriresti oggi un negozio di bici?
Sì lo aprirei ancora una volta, ma in un modo diverso rispetto a come ho fatto più di 30 anni fa. Agirei con minore impulso, con una passione controllata, considerando un primo step obbligato legato proprio alla consulenza. Potrei affidarmi ad associazioni di categoria, onestamente ed avendo toccato con mano, considero Bikedes Academy il riferimento perché si rivolge in modo specifico agli operatori del settore bici. Credo inoltre che un volano positivo possa fare del bene e creare ulteriore positività, perché attività commerciali che soffrono o peggio ancora tirano giù le serrande, non fanno bene a nessuno.
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