BARCELLONA (Spagna) – Nel ciclismo moderno la preparazione non passa soltanto dalle gambe e, come spesso vediamo in termini di preparazione, l’alimentazione gioca un ruolo sempre più centrale. Specie quando il termometro supera i 35 gradi, la differenza tra vincere e perdere può dipendere anche da una idratazione corretta o meno. E da una strategia di raffreddamento adeguata. In questo Tour de France, il caldo è l’altro grande protagonista… insieme a Tadej Pogacar.
In questa situazione climatica, ancora di più, ogni dettaglio viene programmato con precisione. Ne abbiamo parlato con Gorka Pietro, nutrizionista della UAE Emirates, che ci ha spiegato come la gestione di liquidi, sodio e carboidrati sia ormai completamente personalizzata (in apertura foto Enervit).
Dai test sul sudore ai prodotti sviluppati insieme a Enervit, fino ai sistemi di monitoraggio che permettono di sapere quanto ogni atleta dovrà bere e mangiare al termine della tappa: l’idratazione al grammo, come l’ha definita Gorka è sempre più una sfida scientifica. Proprio l’idratazione era, un tempo, il punto debole di Pogacar. Ma Gorka e lo staff della UAE ci hanno lavorato sodo e quei segni bianchi sui pantaloncini neri di Pogacar e compagni si sono ridotti di molto.


Quando fa così caldo come cambia l’integrazione dei corridori?
Non si tratta soltanto di bere acqua o assumere sali minerali. Ogni corridore ha un proprio target di carboidrati, sodio e liquidi. Prima della stagione effettuiamo dei test, tra cui quello del sodio, per capire quanto sodio perde ogni atleta con la sudorazione, anche in funzione delle diverse temperature. Così, quando arrivano giornate molto calde come queste che stiamo vivendo, sappiamo esattamente quanto deve assumere ciascuno. Un altro aspetto fondamentale è abbassare la temperatura corporea. E per questo organizziamo bene molti punti di rifornimento.
Perché è così importante abbassare la temperatura corporea?
Perché i corridori non devono solo bere: utilizzano l’acqua anche per bagnarsi continuamente e abbassare la temperatura del corpo. Abbiamo inoltre ghiaccio e altri sistemi di raffreddamento che permettono di evitare problemi legati al caldo. E questo è parte integrante dell’idratazione. Il corpo funziona come un motore di una macchina. Se la temperatura sale troppo, anche dal punto di vista fisiologico aumentano le difficoltà.
Di che tipo?
Può crescere la produzione di lattato, l’ambiente diventa più acido e il corridore non riesce più a esprimere la massima potenza. Per questo è fondamentale evitare un surriscaldamento eccessivo. Prendiamo l’esempio di Tadej Pogacar al Giro di Svizzera: avete visto quante borracce prendeva e quante ne utilizzava per bagnarsi? Lo faceva proprio per evitare che la temperatura corporea salisse troppo e restare sempre al massimo della prestazione.


Ora siete al Tour e hai i tuoi atleti sotto controllo, ma quando i corridori sono a casa?
Ogni atleta conosce il proprio obiettivo. Sa quanto sodio e quanti liquidi deve assumere ogni ora, in base alla temperatura e alle condizioni ambientali. Per ognuno, grazie al test del sodio fatto in inverno, c’è un protocollo ben definito. L’importante è rimanere sempre ben idratati.
Con i giovani del Development Team l’idratazione cambia in qualche modo? Un conto è attuare certi protocolli con gente tipo Politt, Wellens e un conto è farlo con dei ragazzi, immaginiamo…
In linea di massima no: non cambia. Con i ragazzi bisogna prima di tutto conoscerli e capire come reagisce il loro organismo. Non è semplice effettuare subito tutti i test come con gli atleti della WorldTour. Si lascia spazio anche all’esperienza, ma il test del sodio rappresenta comunque il punto di partenza anche per loro.


Gorka, si parla spesso anche dei carboidrati. C’è una relazione tra carboidrati e sali in quanto a idratazione? Nel senso: assumere troppi carboidrati limita il lavoro dei sali o viceversa?
No, non vanno in contrasto. Sono due aspetti differenti. I carboidrati dipendono soprattutto dalla capacità di assorbimento dell’organismo, che si allena nel tempo. I nostri corridori si abituano fin da dicembre ad assumere quantità molto elevate, anche 120-140 grammi all’ora, che per un amatore sarebbero difficili da gestire. I sali, invece, dipendono dalla quantità di sodio che ogni persona perde con il sudore. Basta osservare alcuni corridori che a fine tappa presentano le classiche strisce bianche sugli indumenti: probabilmente perdono molto più sodio rispetto ad altri. Per questo l’integrazione deve sempre essere personalizzata e per questo abbiamo protocolli specifici per ognuno, come dicevo prima.
Con Enervit quali prodotti utilizzate per l’idratazione?
Abbiamo Enervit Hydration, sviluppato per fornire rapidamente gli elettroliti con un gusto piacevole. Utilizziamo poi il gel con sodio 2:1, il Carbo Gel Juice e il nuovo prodotto a base di lattato.
Ci spieghi meglio di quest’ultimo?
E’ una formulazione che testiamo da anni. Dal 2020 per la precisione. Lo sviluppo è stato fatto con George Brooks, uno dei massimi esperti mondiali sul metabolismo del lattato. Tutto il progetto è stato portato avanti in stretta collaborazione con Enervit e ora verrà proposto anche questo nuovo prodotto.


Vediamo che lo hai in mano anche tu: quando viene utilizzato Enervit Hydration?
I corridori lo assumono già al mattino per partire ben idratati e poi anche dopo la tappa. Al termine della corsa calcoliamo quanti liquidi sono stati persi e indichiamo a ciascun atleta quanto deve bere per recuperare completamente.
Ma effettuate il test del sodio dopo ogni tappa?
No. Questi test vengono svolti durante i ritiri e ci permettono di conoscere i valori di ogni atleta. Da quel momento ciascuno ha un proprio target. Dopo la gara è sufficiente calcolare quanto liquido è stato perso per stabilire il quantitativo da reintegrare.
Quindi già poco dopo il traguardo, magari un’ora dopo, tu sai esattamente cosa serve ad ogni corridore?
Esatto. Nel giro di poco tempo sappiamo quanto ogni atleta deve bere e anche quanto deve mangiare. Tutto è coordinato con i nostri cuochi, che preparano pasti estremamente precisi, anche dal punto di vista del sale, delle verdure da inserire. E di ogni pasto sappiamo in anticipo ogni ingrediente e ogni cosa è calibrata al grammo. Inoltre utilizziamo un’App sviluppata internamente nella quale vengono registrati gli alimenti consumati e tutti i dati provenienti dal computerino, come watt e kilojoule, così da avere un quadro completo del dispendio energetico e del recupero necessario. Una App che supporta i corridori specie quando sono in giorni intensi come in un Grande Giro.