Giro della Valle d'Aosta 2025, JArno Widar, Breuil Cervinia (foto Giro della Valle d'Aosta)

Valle d’Aosta 2026: 4 tappe, tanto dislivello, tanto cuore

23.06.2026
6 min
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Si riparte, come si ripartì lo scorso anno dopo la morte di Privitera. Il Giro della Valle d’Aosta Mont Blanc ha appena sollevato il velo sull’edizione numero 62 e lo ha fatto ricordando il sorriso di Samuele.

«L’ultima edizione è stata tristemente funestata dalla sua scomparsa – ha detto Riccardo Moret, presidente di Società Ciclistica Valdostana – una tragedia che ci ha toccato nel profondo. Noi non dimentichiamo questo sfortunato ragazzo né la sua famiglia, la cui gran dignità e compostezza morale è stata fondamentale affinché l’anno scorso, dopo l’annullamento della seconda tappa, la corsa continuasse. Samuele rimane sempre nei nostri pensieri e abbiamo deciso di dedicare alla sua memoria il premio riservato al fair play».

Giro Ciclistico della Valle d'Aosta, Riccardo Moret
Riccardo Moret ha traghettato il Giro della Valle d’Aosta Mont Blanc fuori dalle acque difficili del 2025
Giro Ciclistico della Valle d'Aosta, Riccardo Moret
Riccardo Moret ha traghettato il Giro della Valle d’Aosta Mont Blanc fuori dalle acque difficili del 2025

Il tempo non si ferma

Stefano Garzelli quella caduta se l’è sentita raccontare più di una volta da Lorenzo Masciarelli. Tra lui che vive a Valencia e la famiglia abruzzese si è stabilita da tempo una solida amicizia, da quando il varesino correva nell’Acqua&Sapone di Palmiro Masciarelli e dei suoi tre figli. Quel giorno di un anno fa, Lorenzo era nella scia di Privitera: lo raccontò anche a bici.PRO che era al seguito della corsa con Stefano Masi.

Nell’ascoltare quel ricordo, la mente è andata indietro a quando anche lui aveva vent’anni e al Giro della Valle d’Aosta del 1993 visse l’esperienza analoga. Quell’anno la discesa del Colle San Carlo verso Morgex si portò via Diego Pellegrini.

«Lo conoscevo come ci si conosce in gruppo – ricorda ora Garzelli – era più grande e uno di quelli che ammiravo. Rimasi incredulo. Poi la mente iniziò a pensarci e rimasi senza parole. Fino a poche ore prima era lì a sgomitare con noi e poi non c’era più. Sono fatti che segnano la vita di noi corridori, come quando cadde Weylandt al Giro del 2011.

«Non vorresti mai vivere certe giornate, poi il tempo riparte, perché si riparte sempre, ma il ricordo resta. Avevo vent’anni e ora che ne ho 53, penso che oggi li ha mio figlio Luca. Tutte le volte che parte per una corsa, so che non dovrei e che sbaglio, ma sono in apprensione. Dovrei essere più freddo, ma soffro come un cane. Invece a vent’anni non ti rendi conto di niente…».

Quattro tappe, 406,5 km

Si riparte. Il 16 luglio e per quattro giorni, il Giro della Valle d’Aosta Mont Blanc richiamerà alcuni dei più forti scalatori del gruppo under 23: 24 squadre per un totale di 120 corridori al via. Percorso di 406,5 chilometri, che affronterà 12 gran premi della montagna e quasi 11 mila metri di dislivello da superare.

La prima tappa, tutta in suolo francese, darà già un volto alla classifica: una cronoscalata da Passy a Passy Plaine Joux di 10,5 chilometri, nell’area compresa fra Saint Gervains Mont Blanc e Sallanches. La salita ha pendenza media del 5,6 per cento, si articola in 13 tornanti e il tratto più ripido di un centinaio di metri super il 10 per cento: per il resto sale in modo regolare. Il dislivello compressivo è di 740 metri.

La seconda tappa torna in Italia, da Hone al Forte di Bard: 147,5 chilometri che avranno il piatto forte nella scalata del Col de Joux, anticipato dalla scalata di Ravet che con i suoi tratti al 12 per cento ha le pendenze più severe. L’arrivo al Forte di Bard è un passo indietro nella storia, con tutte le suggestioni di quel bastione posto a difesa della Valle.

La terza tappa è ancora più lunga e con i suoi 154,9 chilometri porterà il gruppo avanti e indietro da Saint Christophe, con le salite di Doues, Verrogne, Jeanceyaz e Saint Barthelemy: al di là delle salite, la totale assenza di pianura e le temperature che minacciano di essere ugualmente torride faranno della terza tappa un’autentica maratona.

Il Giro della Valle d’Aosta Mont Blanc si chiude il 19 luglio a Breuil Cervinia, con partenza da Valtournenche. E se il via è in discesa e per ben 10 chilometri ci sarà da scendere per riguadagnare il fondovalle, le salite di Verrayes, poi di Champlong, del Saint Panthaleon e quella finale potrebbero riscrivere il finale della storia. Lo scorso anno, su una tappa più lunga (120 chilometri contro in 93,6 di quest’anno) sul traguardo di Breuil Cervinia si impose Jarno Widar davanti a Omrzel, blindando così la vittoria finale (immagine Giro della Valle d’Aosta in apertura, con le dita al cielo nel ricordo di Privitera).

Una storia lunga 62 anni

Le 25 squadre invitate rappresentano il meglio nel movimento U23 mondiale, con la maggior parte dei devo team più forte e anche una interessante rosa di continental italiane, evidenziate in neretto.

Saranno al via del Giro della Valle d’Aosta Mont Blanc: AVC Aix Provence Dole (Fra), Bahrain Victorious Development Team (Brn), Biesse Carrera Premac (Ita), Bourg en Bresse Ain Cyclisme (Fra), Caja Rural-Alea (Esp), Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino (Ita), Development Team Picnic PostNL (Ned), General Store-Essegibi-F.lli Curia (Ita), Hagens Berman Jayco (Aus), Lidl-Trek Future Racing (Ger), Lotto-Groupe Wanty (Bel), Metec-Solarwatt p/b Mantel (Ned), Movistar Team Academy (Esp), NSN Development Team (Sui), Red Bull-Bora-Hansgrohe Rookies (Ger), S.C. Padovani Polo Cherry Bank (Ita), Solme Olmo Arvedi (Ita), Soudal Quick-Step Devo Team (Bel), Team 74-Haute Savoie (Fra), Team Technipes #inEmiliaRomagna Caffè Borbone (Ita), Tirol KTM Racing Team (Aut), UAE Team Emirates Gen-Z (Uae), Union Cycliste Monaco (Mon), Velo Club Mendrisio (Sui).

«Lo show continua – ha ribadito Moret – il Giro ciclistico della Valle d’Aosta è pronto a percorrere per la 62ª volta le strade valdostane e dell’Alta Savoia. Giovani atleti, provenienti da ogni angolo del mondo, cercheranno qui l’occasione per far emergere il proprio talento e coronare i loro sogni. Ogni anno la severità del percorso, ma anche il suo fascino, mettono in vetrina grandi campioni, molti dei quali confermano le qualità nelle principali competizioni a livello professionistico.

«Una manifestazione che si perpetua – ha concluso – grazie al sostegno dell’amministrazione regionale della Valle d’Aosta, dei comuni valdostani, della comunità francesi dell’Haute Savoie e degli sponsor che premiano i nostri sforzi e ci sono vicini nel continuare la storia di un evento meraviglioso».