Alessandro Tonelli non si ferma. Anzi, non si è fermato. Dopo il Giro d’Italia eccolo di nuovo in corsa al Giro di Slovenia. Chiaramente non è il solo, ma è curioso capire come gli atleti abbiano gestito questa finestra di circa 16 giorni tra le due gare. Veniamo da una serie di servizi dedicati al post corsa rosa e ne è emersa una costante: la grande fatica.
Gli strascichi lasciati dalle tre settimane del primo Grande Giro dell’anno. Ora Tonelli ci spiega come si è gestito. Quanto equilibrio c’è stato tra recupero e necessità di tornare ad allenarsi. La gestione del sonno. Insomma, poco più di due settimane fondamentali per l’atleta della Polti-VisitMalta.


Partiamo proprio dalla fine del Giro, Alessandro. Come ne sei uscito?
Ne sono uscito meglio degli altri anni, meno stanco, anche perché ho avuto un programma di avvicinamento diverso rispetto alle altre stagioni. Ho avuto una pausa lunga dopo la Tirreno e l’ho sfruttata per recuperare, fare altura, poi rientrare all’Alpes Appennino e arrivare al Giro un po’ più in condizione fin dall’inizio. E poi, dopo il Giro, ho fatto praticamente una settimana di recupero.
Quando dici una settimana di recupero, cosa hai fatto?
Praticamente ho fatto un giorno sì e un giorno no di bici, fino al venerdì, e poi il sabato ho fatto un incrementale. Ad esempio: lunedì non l’ho toccata, martedì un’ora e mezza, mercoledì non l’ho toccata, giovedì due ore e mezza, venerdì non l’ho toccata, sabato ho fatto quattro ore. Però ho passeggiato, non ho fatto lavori. Semplice Z1, Z2. E domenica fermo di nuovo.
Quindi la prima settimana è stata dedicata, come hai detto, al recupero. E nella seconda cos’hai fatto?
La seconda settimana era già quella pre-Slovenia. O meglio, mancavano nove giorni. Di nuovo ho fatto giorno sì e giorno no, ma stavolta con degli allenamenti veri. Il lunedì ho fatto qualche lavoro di ripresa, per un totale di tre ore e mezza. Martedì ho fatto recupero attivo. Mercoledì ho fatto quattro ore e mezza, ma senza lavori, soltanto Z2 e Z3 bassa in salita.
Giovedì?
Ho recuperato: riposo totale. Mentre venerdì ho fatto quattro ore con qualche lavoretto di alta intensità a Z5 e Z6. Durante il Giro, nell’ultima settimana, questi sforzi così alti non li fai quasi più. O almeno non ci arrivi perché sei stanco.


E cos’hai fatto per questo genere di lavori?
Ho fatto tre salite. Nella prima i primi cinque minuti in Z5, seguiti da dieci minuti di medio e di nuovo gli ultimi cinque minuti in Z6. Le altre due uguali, ma con meno tempo nella fase intensa: due minuti e mezzo.
E il sabato?
Il sabato ho fatto riposo. La domenica invece ho fatto comunque un lavoro in pianura ad alta intensità di dieci minuti: dei 40″-20″. Poi ho fatto un altro lavoro in salita simile a quello di prima, ma facendo un minuto e mezzo in Z6. A seguire un incrementale sempre di tre minuti da Z5 a Z6. Dopo il lavoro in salita ho fatto l’ultima ora dietro moto, ma tranquillo, solo per fare un po’ di ritmo.
Che salita era? Perché comunque serve anche una salita abbastanza lunga, immaginiamo…
In realtà no, non troppo lunga. L’ho fatto salendo verso Parzanica, sul lago d’Iseo. Si parte da Tavernola e si arriva a Parzanica. Sono sette chilometri al 7 per cento. Gli altri lavori li ho svolti sulla salita di Polaveno, che sarebbe stata la prima salita della tappa che arrivava ad Andalo. Da me non ho problemi di salite. Se le voglio più lunghe ho l’imbarazzo della scelta: San Zeno, Montecampione…
Ed eccoci a lunedì 15 giugno, con ormai la Slovenia che iniziava il mercoledì. Cosa hai fatto negli ultimi giorni?
Lunedì e martedì, tra virgolette, recupero. Lunedì ho fatto poco per davvero, perché dopo avevo il viaggio per venire in Slovenia. Il martedì invece, già sul posto di gara, ho fatto un paio d’ore con dei lavori di attivazione.


Cosa intendi per attivazione, Alessandro?
In parte la faccio a piacere. Il mio coach, Carlos Barredo, mi dice di affidarmi alle sensazioni. Se non sono al top meglio farla tutta. Se invece mi sento pronto mi dice di fare solo una parte. Indicativamente funziona così: 10 minuti di Z2-Z3 basso, 5-6 minuti di 30″-30″ e poi due progressioni da un minuto con volata finale. Poi dipende anche dalla prima tappa. Se si sa che parte tranquilla, puoi fare anche meno attivazione.
Ritorniamo indietro, Alessandro. Com’è stato tornare in bici dopo il Giro? Tu hai fatto questa settimana, ma probabilmente già sapevi della Slovenia, quindi forse non hai mollato del tutto. E’ così?
No, ma un po’ molli di testa. Arrivi da tre settimane in cui sei sempre andato a tutta e ti fa piacere anche andare via tranquillo. Ho notato che partivo scarico nei primi 10-15 minuti, perché ovviamente c’era stanchezza. Poi entra la memoria muscolare e tutto il resto, cioè non ti accorgi neanche quasi che stai andando in bici.
Sei uscito sicuramente con un buon peso dal Giro d’Italia? Uscendo un giorno sì e un giorno no, non hai avuto il problema del peso, immaginiamo…
Da quel punto di vista no, perché sono uscito dal Giro con lo stesso peso con cui l’ho iniziato. Ovviamente in quelle tre settimane perdi un pochettino di massa, perché alla fine sei sempre a tutta. Ti asciughi. Sei molto più asciutto rispetto all’inizio del Giro.
E con l’alimentazione come ti sei regolato?
L’ho mantenuta molto simile al Giro, ma ovviamente calando le dosi. Non mangiavo un etto e mezzo di pasta se facevo due ore. Però carboidrati sempre, soprattutto quando facevo i lavori. Ovviamente gli 80-100 grammi di carboidrati all’ora li prendevo comunque.


Ma uno sgarro te lo sei concesso, magari la sera di Roma?
Sì, sì! La sera di Roma siamo andati a cena al Pantheon. Abbiamo mangiato una carbonara, poi abbiamo anche diviso un’amatriciana in due. E per finire ovviamente il tiramisù. E ammetto che non sono mancati degli sgarri anche in mezzo ad aperitivi e cocktail. E questi durante l’arco della prima settimana, anche se già nel weekend mi sono rimesso in carreggiata. Serve anche per la testa.
Molti tuoi colleghi, Alessandro, ci hanno detto che nell’ultima parte del Giro si dormiva troppo o, al contrario, si faceva fatica ad addormentarsi. Com’è andata per te?
Stanchezza e caldo, perché anche quello ha influito tanto nell’ultima settimana. Anche io facevo un po’ di fatica ad addormentarmi. Però una volta addormentato tiravo tutta la notte, senza problemi. Tornato a casa, invece, ho dormito subito bene, tranquillo, rilassato.
Prima mi hai detto che si perde un po’ di massa durante il Giro. Ebbene, in questi 16 giorni tra le due corse non hai fatto mai un richiamo in palestra?
Tra Giro e Slovenia no: niente palestra, perché devi recuperare e sei già in uno stato infiammatorio elevato per quello che hai fatto nelle tre settimane. Se vai a fare palestra vai solo a peggiorare la situazione, quindi è meglio un giorno di recupero in più che un giorno di palestra. Ovviamente dopo la Slovenia riprenderò.
E come hai fatto? Ti sei aiutato con un po’ più di proteine? Qualche integratore specifico?
Non integratori, ma ho implementato la parte proteica nell’alimentazione. Una bistecca rossa in più, per sopperire, tra virgolette, a quei lavori di forza che non si fanno.