Dalla Coppa agli Europei, l’Italia del paraciclismo vince sempre

Dalla Coppa agli Europei, l’Italia del paraciclismo vince sempre

13.06.2026
5 min
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Periodo intensissimo per il paraciclismo, passato rapidamente dalle prove di Coppa del mondo agli europei in corso in queste ore a Maniago, dove l’Italia si ripresenta al via dopo l’edizione del 2023. Tanta carne al fuoco in una stagione che il cittì Pierpaolo Addesi aveva sottolineato già alla vigilia essere un po’ di transizione verso quello che dovrà essere il cammino che porterà a Los Angeles 2028.

Claudia Cretti, vincitrice della classifica generale nella sua categoria al pari di Mirko Testa e Andrea Biancalani
Claudia Cretti, vincitrice della classifica generale nella sua categoria al pari di Mirko Testa e Andrea Biancalani
Claudia Cretti, vincitrice della classifica generale nella sua categoria al pari di Mirko Testa e Andrea Biancalani
Claudia Cretti, vincitrice della classifica generale nella sua categoria al pari di Mirko Testa e Andrea Biancalani

In attesa di fare il conto della rassegna continentale di paraciclismo (con la prima giornata che ha già portato 3 ori e 3 altre medaglie), Addesi tira le somme di settimane d’intenso lavoro, ma anche di grandi soddisfazioni: «E’ un ottimo bilancio, perché abbiamo portato risultati praticamente in tutte le categorie: tandem maschile, tandem femminile, handbike uomini, handbike donne, ciclismo paralimpico. Stiamo diventando competitivi un po’ ovunque e questo era l’obiettivo che mi ero ripromesso per questo quadriennio: siamo davvero a buon punto».

Che indicazioni hai tratto, soprattutto rispetto ai singoli: solo vecchi nomi o c’è qualcuno che comincia anche a inserirsi ai vertici?

I nuovi innesti nel paraciclismo hanno portato medaglie, soprattutto nel settore ciclismo sono arrivati nuovi nomi e questi stanno già dando i frutti. Nella categoria C4 abbiamo fatto un secondo e terzo posto, un quarto e quinto posto a crono e abbiamo vinto con Biancalani la Coppa del mondo. Lui è arrivato solo quest’anno, ma già si è adattato bene. I ragazzi nuovi devono capire bene questi tipi di gare, perché loro, Biancalani ad esempio, ma anche Salvalaggio, vengono dal mondo del ciclismo elite dove le gare sono più lunghe, dove ci sono le squadre, dove si lavora in un modo diverso.

Giacomo Salvalaggio sul podio di Maniago, una delle 4 medaglie d'oro della prima giornata europea (foto paraciclismomaniago.it)
Giacomo Salvalaggio sul podio di Maniago, una delle 4 medaglie d’oro della prima giornata europea (foto paraciclismomaniago.it)
Giacomo Salvalaggio sul podio di Maniago, una delle 4 medaglie d'oro della prima giornata europea (foto paraciclismomaniago.it)
Giacomo Salvalaggio sul podio di Maniago, una delle 4 medaglie d’oro della prima giornata europea (foto paraciclismomaniago.it)
Che cosa cambia?

Qui c’è da adattarsi a nuovi schemi, perché le gare di paraciclismo sono più corte, non ci sono vere e proprie squadre del tipo esce la fuga e allora tiriamo per andare a prendere. Non esiste questa cosa. Quindi le prime gare sono state di assestamento, ma stiamo tirando fuori buoni risultati anche per questo europeo, sono molto fiducioso. Poi sta arrivando un ragazzo nuovo, nella categoria C4 e nei C5 abbiamo Galimberti che è rientrato dopo l’infortunio che ha avuto fra i professionisti nel Giro di Romagna di due anni fa, adesso è qui con noi. Io desideravo un gruppo più giovane e ci stiamo riuscendo.

La cosa che traspare è che si sta un po’ equilibrando il tutto tra ciclismo e handbike, cosa abbastanza inedita per i nostri colori…

Lo scorso anno questo era un mio obiettivo, quello di far risalire un attimo la parte ciclisti, la parte tandem, perché era morta. Io ho ereditato una situazione nella quale praticamente non c’era più nessuno. Da gennaio 2025, acquisendo anche il settore della pista, ho avuto ancora più necessità di fare questa cosa, perché altrimenti chi facevo gareggiare visto che lì le handbike non ci sono? Questa cosa mi ha fatto lavorare proprio in questa direzione, cercando di trovare nuove leve. La Federazione sotto questo punto di vista mi ha aiutato tanto e mi ha dato la possibilità di girare nel mondo dilettantistico e junior, per trovare questi ragazzi e cercare di coinvolgerli.

L'handbike resta il settore più prolifico per l'Italia che sta crescendo con forza anche negli altri (foto Ilse VDM Photography)
L’handbike resta il settore più prolifico per l’Italia del paraciclismo che sta crescendo con forza anche negli altri (foto Ilse VDM Photography)
L'handbike resta il settore più prolifico per l'Italia che sta crescendo con forza anche negli altri (foto Ilse VDM Photography)
L’handbike resta il settore più prolifico per l’Italia del paraciclismo che sta crescendo con forza anche negli altri (foto Ilse VDM Photography)
Cosa non facile, immagino…

No, non lo è farli entrare in questo mondo, perché è un mondo che non conoscono, un mondo guardato ancora con sospetto dalle società a differenza di quel che avviene all’estero. Non voglio fare polemiche, però purtroppo è così. Ma questo, piano piano, migliorerà sempre di più. Io sto seguendo il modello francese, mi confronto spesso col cittì Laurent che a Parigi ha vinto 27 medaglie nel paraciclismo, correvamo in categorie diverse. Mi ha detto che quando si è allargata un po’ la rosa, poi le richieste sono arrivate in automatico dall’esterno, non è più lui che cerca adesso.

Nel dettaglio, le tre tappe della Coppa del mondo di paraciclismo che cosa hanno portato?

La prima a marzo era a Chiang Mai in Thailandia e lì sono arrivate 11 medaglie con 6 ori. La seconda era in Belgio, a Gistel e lì sono arrivate altre 4 medaglie con il sigillo d’oro di Cretti. Infine terza e ultima tappa nella nostra Montesilvano con 17 medaglie e la conquista della classifica da parte di Testa (MH3), Biancalani (WC5) e Cretti (MC4). Un bilancio per il paraciclismo davvero notevole, mi pare.

Il compianto Alex Zanardi resta sempre vivo nei cuori degli azzurri. Un esempio che continua a fare proseliti
Il compianto Alex Zanardi resta sempre vivo nei cuori degli azzurri. Un esempio che continua a fare proseliti
Il compianto Alex Zanardi resta sempre vivo nei cuori degli azzurri. Un esempio che continua a fare proseliti
Il compianto Alex Zanardi resta sempre vivo nei cuori degli azzurri. Un esempio che continua a fare proseliti
Queste erano le prime gare dopo la scomparsa di Zanardi. Era da tempo che non c’era più, ma si sente ancora la sua presenza nel gruppo? I più giovani soprattutto sanno chi era?

Tanti conoscono questo mondo grazie a Alex. Magari tanti non sapevano neanche di farne parte, ma hanno cominciato grazie a lui, lo conoscono e comunque noi ne abbiamo sempre parlato. Io ero molto legato a Alex, è stato un esempio per me e spesso lo porto come esempio per gli altri, perché credo che lo sia per tutti, non solo nel mondo sportivo. Ha acceso un faro enorme e lo sta continuando a fare, con la sua associazione che continua ad andare avanti e a sostenere i ragazzi che sono in nazionale. Anche se non c’è più, sta continuando il suo lavoro e questa cosa è importantissima.