Cara Venturelli, ora bisogna ricostruire il morale…

Cara Venturelli, ora bisogna ricostruire il morale…

22.05.2026
5 min
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«Sono viva, mettiamola così». Già l’esordio della chiacchierata con Federica Venturelli la dice lunga della lenta risalita che la campionessa dell’UAE Team Adq sta facendo dopo l’ennesimo colpo della sfortuna che di fatto l’ha estromessa dall’attività per lungo tempo. Si era detto, anche su queste pagine, di come ci fosse grande attesa per la sua stagione su strada dopo le ultime due stagioni contrassegnate da troppi intoppi, ma ancora una volta il destino si è frapposto dopo il suo esordio fulminante con la vittoria alla Clasica de Almeria.

Dopo la vittoria in Spagna Federica Venturelli è stata costretta un lungo stop, saltando strada e pista
Dopo la vittoria in Spagna Federica Venturelli è stata costretta un lungo stop, saltando strada e pista
Dopo la vittoria in Spagna Federica Venturelli è stata costretta un lungo stop, saltando strada e pista
Dopo la vittoria in Spagna Federica Venturelli è stata costretta un lungo stop, saltando strada e pista

Venturelli e Musetti, talenti in parallelo

La sua storia recente per certi versi la accomuna a un altro grande talento dello sport italiano, Lorenzo Musetti troppe volte frenato da infortuni nella sua rincorsa ai vertici. Per la Venturelli è lo stesso: anche a chi non addetto ai lavori è evidente che parliamo di una campionessa in fieri che appena è sorretta da salute e condizione fa la differenza, il fatto è che accade troppo poco spesso ed è difficile anche reagire psicologicamente.

E’ la stessa Venturelli a raccontare le vicissitudini che le sono occorse dopo il successo iberico: «Già in Spagna, due o tre giorni prima della gara mi era iniziato male al ginocchio. Poi è aumentato e mi ha costretto a fermarmi perché non riuscivo ad allenarmi, a pedalare e così sono stata ferma più di un mese. A questo si aggiungano problemi al polso, per cui già prima di dover sospendere col ginocchio sapevo già che avrei saltato le prime gare del Belgio, perché ci sarebbero state troppe sollecitazioni. E poi la schiena che è un problema che mi tiro dietro da un po’».

La Venturelli ha trovato grande sostegno nel team, ma la terza stagione interrotta ha incrinato il suo morale
La Venturelli ha trovato grande sostegno nel team, ma la terza stagione interrotta ha incrinato il suo morale
La Venturelli ha trovato grande sostegno nel team, ma la terza stagione interrotta ha incrinato il suo morale
La Venturelli ha trovato grande sostegno nel team, ma la terza stagione interrotta ha incrinato il suo morale
Una sequenza che avrebbe piegato chiunque…

Alla fine proprio il ginocchio è il problema che si è risolto prima, ma in due o tre settimane ho avuto ancora un altro po’ di acciacchi fisici, per cui ho perso tantissimo tempo e poi ho ripreso, come tutti gli anni, a cercare di rincorrere la forma quando per tutti la stagione è già iniziata da tre o quattro mesi mentre io sono ripartita da zero. Una situazione che si ripete e che mi ha un po’ scoraggiato.

Quando hai ripreso?

Sono riuscita a tornare finalmente alle gare in Francia per riprendere un po’ il ritmo, correndo insieme al devo team. Poi lo scorso weekend, prima gara World Tour, l’Itzulia Basque Country, che sicuramente non è una gara adatta a me perché c’era davvero tanta salita e tanto dislivello. Ma in squadra c’erano tante ragazze infortunate e quindi ho dovuto prendere il loro posto.

A Morbihan la Venturelli è tornata dopo quasi tre mesi senza corse, cogliendo un 4° e 10° posto
A Morbihan la Venturelli è tornata dopo quasi tre mesi senza corse, cogliendo un 4° e 10° posto
A Morbihan la Venturelli è tornata dopo quasi tre mesi senza corse, cogliendo un 4° e 10° posto
A Morbihan la Venturelli è tornata dopo quasi tre mesi senza corse, cogliendo un 4° e 10° posto
Sei rimasta quasi 3 mesi fuori dalle gare. Ma appena sei tornata, subito due top ten con un podio sfiorato. Non è cosa comune rientrare così in evidenza…

Sì, ma i risultati non dicono tutto e non tanto perché non erano gare, quelle di Morbihan, di primissimo livello. Anzi, erano giuste per riprendere confidenza. Anche l’anno scorso ero stata ferma, senza correre fino a maggio, ma forse appunto perché era una cosa che mi era già successa, sono riuscita a riprendermi più in fretta e a ben figurare. Questo mi ha dato una spinta in più per provare a ritornare al livello di prima in tempi non troppo lunghi.

Il fatto che le ultime due stagioni siano sempre state contraddistinte da problemi, temi che ti lasci un tarlo mentale?

Beh, diciamo che ormai purtroppo ho imparato anche a conviverci visto che per il terzo anno di fila mi è successa la stessa cosa. Non riesco mai a fare una stagione continua, ci sto davvero provando. Adesso il mio obiettivo più che vincere una gara o l’altra gara è riuscire ad avere una stagione completa dove esprimere me stessa senza continuare a dover ripartire da zero. Alla fine ciò non mi permette di prendere il ritmo con le gare e essere sempre in forma quando anche le altre lo sono.

La Venturelli ha finora accumulato solo 7 giorni di gara. Ora è impegnata alla Vuelta a Burgos
La Venturelli ha finora accumulato solo 7 giorni di gara. Ora è impegnata alla Vuelta a Burgos
La Venturelli ha finora accumulato solo 7 giorni di gara. Ora è impegnata alla Vuelta a Burgos
La Venturelli ha finora accumulato solo 7 giorni di gara. Ora è impegnata alla Vuelta a Burgos
Gareggiare all’Itzulia, che è una gara tra le più impegnative che ci sono, è stata una scelta per farti fare chilometri e guadagnare tempo da questo punto di vista?

Sì, è stato sicuramente un blocco di carico importante e credo sicuramente sia stato un buon allenamento da mettere nelle gambe prima dei prossimi appuntamenti. Ho dato il meglio di me, ho cercato di aiutare la squadra finché potevo, anche perché la prima tappa siamo partite già con una squadra super decimata e dal secondo giorno siamo rimaste in tre e quindi ho cercato di mettermi a disposizione di Dominika Wlodarczyk più che ho potuto. Ma quando la gara si faceva molto dura con le salite, mi staccavo. Diciamo che l’ho gestita un po’ come un allenamento.

Adesso a che punto pensi di essere?

Non saprei davvero giudicare, perché ogni volta che riparto da zero è difficile capire la forma. Non sono nella mia condizione migliore, questo è certo, non so però quanto davvero potrei migliorare. Sicuramente se riuscissi ad avere un po’ più di continuità negli allenamenti senza dovermi fermare ogni tre o quattro mesi per qualche problema, potrei crescere ancora parecchio. D’altronde la stagione è ancora lunga, quindi di appuntamenti ce ne sono.