Tra le tante prestazioni positive che l’Italia ha colto agli europei su pista di Konya, quelle di Federica Venturelli si prestano a più analisi soprattutto in previsione di quel che potrà venire. E’ un po’ il destino della ragazza della UAE Team ADQ, vista come un fenomeno già dalle categorie giovanili. In terra turca la Venturelli ha collezionato podi nell’inseguimento a squadre, in quello individuale e nella madison insieme a Elisa Balsamo. E proprio quest’ultimo bronzo ha aperto prospettive interessanti.


Marco Villa segue da sempre la ragazza, tanto è vero che l’ha inserita nel team iridato lo scorso anno dandole una nuova spinta e facendone addirittura l’unica reduce dal trionfo mondiale nel team che a Konya ha colto il bronzo. «Con lei abbiamo un metodo che usiamo un po’ per tutti, in questi anni abbiamo dimostrato che non ci interessa l’uovo oggi, ma la gallina domani, quindi con Federica stiamo andando in questa direzione, come è stato con Ganna, con Milan, con le altre. Sappiamo che sono ragazze che hanno anche attività con le squadre del WorldTour, hanno programmi e carichi di lavoro non indifferenti, quindi cerchiamo di andare di pari passo».
Federica come risponde?
Con lei, nonostante ci abbia fatto vedere già dalla categoria juniores delle belle cose come il record del mondo dell’inseguimento e il titolo mondiale nella madison, ci siamo andati cauti, soprattutto perché ha avuto brutti infortuni nel corso degli ultimi due anni, collezionando praticamente un mese e mezzo di attività su strada in tutto il biennio.


Pensi che questo abbia rallentato la sua maturazione?
Diciamo che quest’anno abbiamo lavorato bene, ma all’evento ci è arrivata solo coi ritiri della strada e questi risultati ottenuti così, con questi carichi relativi, fanno presupporre che con l’attività WorldTour che l’aspetta da adesso in avanti può fare un ulteriore salto di qualità. Per questo la sua stagione su strada sarà molto importante e la seguiremo con particolare attenzione.
La gara della Madison insieme a Elisa, che cosa ti ha detto in particolare, al di là del bronzo conquistato proprio dal punto di vista tecnico, del loro amalgama, del loro comportamento?
Che tutte e due conoscono il mestiere, hanno esperienza, tra l’altro erano nella stessa situazione, un anno e mezzo senza nuove esperienze nell’americana per gli infortuni. Hanno corso cercando di star fuori dai “casini” di gruppo spendendo anche qualcosa in più. Dobbiamo lavorare un po’ sulla tecnica, se facevamo i cambi più corti potevamo prendere il giro e coi 20 punti eravamo argento, ma lì ha pesato la giuria, perché siamo arrivati a quattro giri dalla fine in coda alle ultime, ma è partita la volata e la coda del gruppo si è staccata, così non hanno dato il giro preso a noi, ma il giro perso alle quattro davanti.


Una domanda che è sortita soprattutto sui social subito dopo le sue prestazioni: Federica può essere una carta per l’omnium, considerando che lei è un’atleta che punta molto sull’inseguimento, quindi ha caratteristiche forse differenti rispetto a quelle che possono servire in quel tipo di manifestazione?
No, Federica può fare qualsiasi gara. Merito di Fiorin, che da allievo le fa correre anche a Grenchen, a Novo Mesto. Le atlete che escono da Fiorin sono polivalenti. Federica è una di queste, oltre ad avere un grande motore, è anche veloce e ha tutto per emergere anche nell’omnium. Logicamente dobbiamo capire passo per passo dove puntare.
Visto che siamo in periodo olimpico, Federica è considerata uno dei maggiori prospetti italiani per Los Angeles 2028, a prescindere dalla disciplina sportiva, se si puntasse sull’omnium. Sarebbe da fare un progetto che inizi adesso per farle prendere quella necessaria confidenza in vista di un appuntamento fra due anni?
Qui serve fare qualche specifica. Intanto lo stesso discorso per le altre: Balsamo, Guazzini, Paternoster, Consonni. Abbiamo tante atlete sulle quali possiamo e dobbiamo lavorare. Ma bisogna essere parte del quartetto, perché il nuovo regolamento di qualificazione olimpica ci darebbe 5 posti più 1, si tornerà quindi al regolamento di Tokyo 2020. Abbiamo tempo due anni e mezzo per lavorarci, con tante gare fra coppe e prove titolate. Intanto, per la Coppa di quest’anno, andremo a Tokyo al completo e nelle altre due parteciperemo solo con due ragazze per le prove di gruppo, per fare punti per il ranking. Ma tornando alla Venturelli c’è un discorso parallelo con la strada…


Ossia?
Io la guardo con un occhio di riguardo anche per le gare su strada, per le crono, per il Team Relay che per una volta vorrei correre al completo, con tutti i nostri migliori elementi e nella loro miglior forma per conquistare l’iride. Ho già avuto in tal senso la disponibilità della Longo Borghini come di Ganna, Affini, Frigo, lo stesso Baroncini che mi piacerebbe rivedere come l’abbiamo lasciato prima dell’incidente. Con Federica lavoreremo in pista sia per il quartetto che per le gare di gruppo ma anche per la cronometro, applicando un discorso fatto soprattutto con Ganna e sappiamo bene dove si è arrivati…