BURGAS (Bulgaria) – Tra i 184 girini partiti da Nessebar c’è anche Davide Ballerini. Quando lo abbiamo incontrato, il Ballero veniva direttamente dal Giro di Turchia, dove finalmente era tornato ad alzare le braccia al cielo.
Con il portacolori della XDS-Astana , pronto a disputare il suo sesto Giro d’Italia, abbiamo parlato di lui e della sua squadra. Tanto più che gli XDS sono partiti alla grande: una tappa e la maglia rosa con Silva, nel pieno della bagarre nelle due volate. La vivacità di Scaroni.


Un’astinenza troppo lunga
Ballerini, in quel dietro le quinte della presentazione dei team, era sorridente. Convinto. Un piacere rivederlo così. Il lombardo è un atleta costante, generoso e il feeling con la vittoria per uno col suo spunto veloce è determinante. La chiacchierata parte proprio dalla vittoria di Antalya.
«Era ora, più di tre anni che rimanevo all’asciutto – ha commentato Ballerini – Non era in programma il Giro di Turchia per me. Dovevo staccare dopo le classiche per venire qui al Giro un po’ più fresco, ma ho deciso io di continuare. L’ho chiesto alla squadra perché sentivo di non aver dato tutto quello che avevo nelle classiche».
Il corridore, che nell’era dei numeri, fa affidamento alle sensazioni e all’istinto conserva un fascino senza prezzo. Ballerini racconta come sentisse ancora una buona gamba. E come questa andava sfruttata. «Così – aggiunge – abbiamo deciso di andare in Turchia ed è arrivata questa vittoria. Una vittoria che rincorrevo da tanto tempo».


Se la mente cambia
Dicevamo che Ballerini è un generoso. Lo si è già visto in queste prime quattro tappe della corsa, tanto ce ne fosse bisogno. A Burgas mentre aiutava Matteo Malucelli, tra coloro che è finito in terra ai 600 metri. Ma un corridore così può e deve correre anche per se stesso. E allora gli chiediamo se questa vittoria possa cambiare qualcosa nella mente. Se faccia scattare qualcosa…
«Di sicuro qualcosa cambia. Per carità, sono consapevole del peso della mia vittoria. Non è che abbia vinto una tappa al Tour de France, per l’amor del cielo, però ti dà magari un po’ più di sicurezza. E comunque sono sempre delle gioie che ripagano gli sforzi che fai».
Ed adesso eccolo al Giro. Il tabellino segna già una top dieci. E ci racconta di un Ballerini sempre nel vivo della corsa, anche se le cose non sono andate benissimo. Ripensiamo appunto alla caduta di Burgas.
«Già nella prima settimana – spiega Ballerini – questo Giro propone tappe che, se un corridore con le mie caratteristiche è in forma, può fare belle cose. Io cercherò di dare il massimo e di sfruttare ogni occasione che si presenta per me e per la squadra».


Per sé e per la squadra
E qui si apre giusto il capitolo del Ballerini uomo squadra. Lui e Diego Ulissi sono un po’ i capitani in pectore dei turchesi. Mentre parlavamo col Ballero, lo stesso Ulissi non era distante da noi ed era impegnato a parlare con i colleghi spagnoli di Marca.
«Come interpreteremo questo Giro noi della XDS-Astana? All’attacco. Non abbiamo un uomo di classifica, quindi cercheremo di portare a casa più tappe possibili. Il primo capitano sulla carta è Diego, che ha una grandissima esperienza. Poi è chiaro che c’è anche Christian Scaroni. Sappiamo tutti che è un grande corridore, quindi vedremo di aiutarlo».
Quel “vedremo” si è già visto. E lo stesso vale per quel correre all’attacco. Proprio nel giorno in cui Guillermo Thomas Silva ha vinto la tappa e preso la maglia, ad aprire le danze sulla salita prima del via è stato Ballerini, che ha lanciato Scaroni. Lo stesso Scaroni ha poi preparato lo sprint a Silva.
Altra curiosità. La sera della vigilia della corsa eravamo proprio nell’hotel della XDS-Astana. E Matteo Malucelli ci disse, convinto, di poter fare bene nella volata di Burgas. Ballerini sarebbe stato il suo leadout. «Domani a tutta. L’ho detto al Ballero: io mi metto dietro a te e ci pensi tu», pensando al lancio della volata. Insomma, in XDS-Astana si sanno aiutare alla grande. E Ballerini ha un ruolo cruciale.