Il tassametro finora conta quattro vittorie, le stesse ottenute l’anno scorso. Al netto di risultati e piazzamenti, Jacopo Vendramin sta confermando ciò che ha mostrato nel 2025 in un processo di crescita molto graduale, tenuto sotto osservazione da tanti team, anche esteri, della categoria superiore.
Se il velocista di Marghera abbiamo imparato a conoscerlo meglio dopo il suo oro europeo juniores nello scratch lo scorso luglio, abbiamo voluto sapere da Claudio Biasi, suo diesse nell’Industrial Forniture Moro-C&G Capital di Spercenigo, come vede il 17enne dentro e fuori la gara. E quali possono essere i suoi margini di miglioramento.


Vi aspettavate di partire così bene?
Siamo una formazione che non deve per forza vincere sempre. Cinque vittorie finora sono un bel bottino, ma abbiamo sempre più guardato allo sviluppo dei nostri corridori. Come ad esempio Zago che corre da soli tre anni e sta andando forte. Solitamente prima di spiegare tabelle di allenamento, cerco di insegnare come sia la categoria juniores. La conosco dal ‘94, riesco ancora a seguire i ragazzi durante gli allenamenti, quindi posso gestirli meglio singolarmente e far capire loro tanti aspetti o consigliarli per il meglio.
Vendramin ha già calato un poker di successi. Ce lo descrivi in breve?
Jacopo innanzitutto è un bravo ragazzo, che va bene a scuola, con tanti amici in gruppo e soprattutto capace di unire la squadra. Ha grande carisma e sempre una buona parola per i compagni, che sono sempre pronti a sacrificarsi per lui senza esitazioni. Anzi, quando lui vince loro si sentono gratificati proprio perché lui rende merito a loro. E quando la gara gira per altri versi, Jacopo è il primo a lavorare per loro. Noi tecnici lasciamo spazio a tutti i nostri ragazzi di fare la propria corsa e lo sanno.


E’ vero che Jacopo si allena poco in confronto a suoi colleghi?
Sì, ha programmi che vanno tra le 9 e le 12 ore settimanali. Sicuramente molto meno rispetto ad altri, però di solito facciamo tabelle per essere competitivi il giusto, proprio per quello che dicevo prima. Ritengo che Jacopo abbia tanto margine di crescita, d’altronde parliamo di un ragazzo di dicembre 2008, pertanto ancora giovane. Noi lavoriamo in prospettiva, non vogliamo darlo alla categoria superiore già spremuto. Speriamo, ma ne siamo certi, che la squadra in cui andrà l’anno prossimo lo saprà far sbocciare come merita e come deve.
In gara come si comporta?
Ha una gestione della corsa molto buona ed equilibrata. Jacopo ha tanto talento e grandi caratteristiche fisiche. Poi in volata entra nella sua comfort zone e diventa un velocista molto difficile da battere. In questo devo ringraziare il cittì Salvoldi che lo segue anche in pista, dove Jacopo si diverte e corre sempre facendo grandi risultati. Fa bene nella doppia attività e gli fa bene al morale.


Per il diesse Claudio Biasi quali sono i suoi pregi?
Ha punti forti a suo favore. Principalmente Jacopo ha una capacità di incrementare molto la velocità di colpo e nel breve. E’ un suo dono naturale, una grande sparata nello spazio di 150 metri. Poi sa tenere la posizione in gruppo con grande attenzione. E, come dicevo prima, in corsa sa tranquillizzare i compagni con cui ha un gran rapporto. La vittoria a Badoere (in apertura foto facebook/CS Spercenigo) è nata da una sinergia con loro. Ad esempio Capuzzo, l’altro nostro atleta che ha vinto in stagione, è stato fondamentale in molti suoi successi.
E in cosa deve migliorare?
Deve lavorare ancora in salita. Jacopo deve capire che nel ciclismo moderno ci sono percorsi misti e severi, quindi deve migliorare nella capacità di resistere nelle gare dure. Per me è un velocista che se scollina con i primi può imporsi lo stesso allo sprint. Bisogna dire che non abbiamo forzato troppo la mano in quell’ambito ed è ancora tutto da scoprire. E’ per questo che lo dico con fiducia.


A chi può somigliare Jacopo Vendramin come velocista?
Non posso paragonarlo come spunto a Jonathan Milan perché fisicamente sono totalmente diversi. Posso però accostarlo a Elia Viviani per tanti motivi. Jacopo come Elia ha un fisico snello e “normale” per uno sprinter, poi la pista li accomuna tecnicamente. Certo, adesso è una confronto azzardato e magari Jacopo potesse diventare la metà di Viviani, ma le tante figure professionali che troverà l’anno prossimo lo faranno crescere tantissimo.