VAL MARTELLO (BZ) – Ha vinto una delle tappe più difficili di questo Tour of the Alps con uno sprint potente e preciso, chirurgico. Giulio Pellizzari trova il successo alla corsa a tappe dell’Euregio dopo averla sfiorata nel 2023 e nel 2024. Questa volta lo squillo del marchigiano della Red Bull-BORA-hansgrohe è forte e deciso, una vittoria che disegna la strada verso il prossimo Giro d’Italia al quale Pellizzari ha iniziato a guardare senza nascondersi.
«Questa mattina non mi sentivo un granché bene – racconta Giulio Pellizzari sotto al podio – ed è stata una giornata molto dura. La squadra ha lavorato benissimo e devo ringraziarli tutti, a partire da Max Bock che si è messo in testa al gruppo per tanti chilometri. Oggi volevo provarci, sull’ultima salita ero davvero a tutta, ma quando guardando gli altri ho capito che eravamo tutti al limite. Lorenzo (Finn, ndr) e Vlasov mi hanno lanciato alla perfezione negli ultimi centocinquanta metri e fortunatamente nessuno mi ha superato».




Le volate con Hindley
Giulio Pellizzari è sceso dal Teide alla fine della scorsa settimana. In cima al vulcano, che è diventato la dimora dei cacciatori di Grandi Giri, si è allenato insieme al team. Un lavoro che ha portato i suoi frutti vista la condizione e lo spunto veloce grazie al quale è riuscito ad imporsi nella seconda tappa del Tour of the Alps.
«Questa mattina nella riunione – continua – avevamo studiato il finale di tappa e avevamo visto che in questi ultimi duecento metri sarebbe stato fondamentale preparare al meglio lo sprint. Grazie a Vlasov sono riuscito a prendere la velocità giusta e ad anticipare Arensman».
«Un grazie – aggiunge Pellizzari – lo devo anche a Jay (Hindley, ndr) con il quale mi sono allenato tanto negli sprint durante il ritiro in altura. Ad ogni cartello ci sfidavamo, e qualche volta sono pure riuscito a batterlo. Per cui direi che c’è anche il suo zampino nella vittoria di oggi».


Risposte e salite
Nella conferenza stampa di presentazione di questo Tour of the Alps lo scalatore della Red Bull-BORA-hansgrohe aveva detto di essere alla ricerca di qualche risposta sulle salite lunghe. Fino ad ora non si era ancora messo alla prova su questo terreno e la corsa dell’Euregio sarebbe stato il banco di prova ideale. Magari era solo un bluff per nascondersi, visto che seduti al suo fianco c’erano due avversari che si ritroverà anche al Giro d’Italia.
«Le salite lunghe sono un po’ il mio pane – racconta con il sorriso – quindi mi sono trovato bene. Le sensazioni non erano delle migliori stamattina, quindi ho cercato di salvarmi. Con l’andare della corsa ho visto che il ritmo non era altissimo, ho sofferto molto ma sono riuscito a rimanere con i migliori. Nel finale ho attaccato perché sapevo che Lorenzo Finn era dietro e stava bene, quindi avrebbe anche potuto contrattaccare lui».






La consacrazione del TotA
Dopo aver collezionato un terzo e un secondo posto negli anni passati finalmente Giulio Pellizzari riesce nel sogno di conquistare una tappa (e la maglia di leader della generale) al Tour of the Alps, la corsa che incorona spesso i grandi scalatori.
«Sicuramente questa vittoria ha un significato speciale – ammette – è stata la gara che mi ha lanciato, quindi essere in questa conferenza mi rende orgoglioso. Lo sono soprattutto per aver coronato il grande lavoro che la squadra ha fatto per me».
«Siamo venuti qui – prosegue Pellizzari – per fare un po’ di prove in vista del Giro, siamo in quattro sui sette che partiranno dalla Bulgaria. Era, ed è, davvero importante allenarsi e prendere le misure in vista della corsa rosa. Questo ruolo di leader mi piace, quindi speriamo di continuare così».


L’amore di Giulio
Le ultime parole della conferenza stampa danno il senso del grande cuore e della sensibilità di Giulio Pellizzari, che sulle montagne del Tour of the Alps ha voluto dedicare un pensiero a una figura come quella di Stefano Casagranda, venuto a mancare. Padre della fidanzata Andrea anche lei ciclista alla Be Pink, e figura di riferimento per il marchigiano cresciuto ciclisticamente, e non solo, insieme a lui.
«Ho voluto dedicare questa vittoria a Stefano Casagranda – conclude Pellizzari – che aveva vinto qui nel 1998. Nell’ultimo mese, quando ho saputo che saremmo venuti qui a correre, ho pensato molto a lui. Era da tempo che volevo dedicargli una vittoria, per ringraziarlo di tutto. Anche per aver messo al mondo Andrea, facendomi vivere la più bella storia d’amore possibile».