SANREMO (IM) – Una volata senza alcun diritto di replica quella con cui Lotte Kopecky ha vinto la seconda edizione della Sanremo Women. Alle sue spalle Noemi Ruegg ed Eleonora Gasparrini ci hanno provato, ma uscire dalla ruota della campionessa del Team SD Worx-Protime voleva dire rimbalzare. Lo aveva detto questa mattina al foglio firma Rachele Barbieri che sul rettilineo finale il gruppo avrebbe trovato vento contrario.
Lorena Wiebes lascia il testimone di regina di Sanremo, ma la corona rimane in casa SD Worx. Il passaggio avviene anche simbolicamente, con Wiebes e compagne sedute ai piedi del podio ad applaudire l’ennesimo successo di Lotte Kopecky. Che ai due Fiandre, Roubaix e Strade Bianche aggiunge anche la Sanremo Women.
«Vincere qui significa davvero molto – racconta Lotte Kopecky in conferenza stampa – soprattutto dopo l’anno scorso, in cui non tutto è andato come speravo, per come mi ero allenata e nel modo in cui avrei voluto. Ma è in questi momenti che ti rendi conto cosa vuol dire vincere, essere una delle migliori del gruppo. Il piano era di lavorare per Lorena Wiebes è la migliore della squadra in volata e per questo ci saremmo messe al suo servizio».




Posizioni e attacchi
Cipressa e Poggio, sono queste le salite sulle quali si sarebbe potuta decidere la Sanremo Women. Sulla prima scalata ci ha provato Kasia Niewiadoma a fare la differenza, ma il suo allungo non ha prodotto l’effetto desiderato. Nella discesa della Cipressa la polacca è rimasta poi coinvolta in una caduta. La stessa che Debora Silvestri ha cercato di evitare finendo oltre il guardrail, un volo che ha causato un grande spavento. L’atleta della Laboral è poi stata trasportata in ospedale per accertamenti rimanendo sempre vigile.
L’allungo che ha portato via l’azione decisiva è arrivato poi nella parte finale del Poggio, dove la salita permette di fare la differenza. Un attacco secco di Puck Pieterse, al quale ha risposto prontamente Lotte Kopecky. Alla ruota delle due si sono poi accodate Eleonora Gasparrini, Noemi Ruegg e Dominika Wlodarczyk.
«Quando sulla Cipressa hanno allungato ero troppo dietro – dice ancora la vincitrice – ma sono riuscita a tornare in testa alla corsa con facilità e questo mi ha dato morale. Sul Poggio mi sono fatta trovare ben più pronta e quando Puck Pieterse ha provato sono andata subito sotto, non avevo intenzione di muovermi io per prima ma era chiamata a reagire in caso di attacchi».


La fiducia ritrovata
A Genova, nella giornata della vigilia il sole ha coronato la città facendola risplendere nei suoi colori pastello. E parlando insieme a Gian Paolo Mondini, diesse del Team SD Worx-Protime, si era detto contento dell’avvicinamento di Kopecky alla corsa. La vittoria alla Nokere Koerse, primo successo stagionale, ha dato quelle sensazioni che servivano per partire oggi con la voglia di replicare quanto fatto mercoledì scorso.
«Questo inverno mi è servito per capire a che punto fossi a livello di condizione e numeri – conclude Kopecky – ma solamente in gara puoi sapere come stai. Cinque minuti al massimo della forza in allenamento non sono la stessa cosa di farlo con il numero sulla schiena. Vincere la Nokere Koerse mi ha dato una grandissima fiducia, per me è stato un avvicinamento diverso, ma sono molto fiduciosa di come arriverò alle Classiche del Nord».