Il ritiro di Colleoni, con parole forti sul mondo che lascia

Il ritiro di Colleoni, con parole forti sul mondo che lascia

24.02.2026
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A soli 26 anni, Kevin Colleoni ha detto basta. Dopo 5 anni di WorldTour, fra Jayco AlUla e Intermarché, il corridore di Ponte San Pietro ha chiuso la sua carriera ciclistica in maniera netta, senza ripensamenti. Un epilogo per molti versi inatteso, considerando che Colleoni era passato professionista con tante aspettative, determinate da una carriera giovanile di primo piano, condita dal podio al Giro U23 del 2020, punta di tutta una serie di risultati di rilievo sia nelle classiche d’un giorno che nelle prove a tappe. Ma poi la realtà ha presentato il conto.

La decisione di Colleoni arriva non su un impulso. Il fatto di non aver trovato un ingaggio dopo che era rimasto a piedi dalla fusione fra Intermarché e Lotto era solo il motivo ultimo: «L’andavo già maturando col passare dei mesi. A fine anno non avevo ancora un contratto, ma sono sempre rimasto in contatto con un po’ di squadre, ho continuato ad allenarmi, ma vedevo che non avevo più quella spinta, quella voglia imprescindibile di emergere, quello spirito di sacrificio e ho capito che in fin dei conti era cambiato qualcosa in me».

Colleoni chiude a 26 anni. Come migliori risultati il 3° posto al Sazka Tour e il 7° nell'Oman nel 2022
Colleoni chiude a 26 anni. Come migliori risultati il 3° posto al Sazka Tour e il 7° nell’Oman nel 2022
Colleoni chiude a 26 anni. Come migliori risultati il 3° posto al Sazka Tour e il 7° nell'Oman nel 2022
Colleoni chiude a 26 anni. Come migliori risultati il 3° posto al Sazka Tour e il 7° nell’Oman nel 2022
Che ti lascia questa lunga esperienza tra i pro’?

Sicuramente tantissimo. Sono passato molto presto direi quasi che ero un bambino, anche se ho fatto solo 5 anni, ma in questo frattempo, dal punto di vista umano sono cresciuto tantissimo, ho fatto tante esperienze, ho conosciuto moltissima gente e penso di essere un’altra persona. E’ stata la mia scuola di vita.

Tu sei passato sull’onda di una serie notevole di risultati nelle categorie giovanili, risultati molto importanti. C’erano forse troppe aspettative nei tuoi confronti?

In realtà io sono passato con l’idea che quello che ho fatto negli anni precedenti non contava nulla. Tanti ragazzi passano anche adesso avendo vinto un fiume di corse e si credono già chissà chi… A me hanno sempre insegnato che bisogna ripartire da zero e non ho da recriminare molto, perché comunque ho fatto un bel percorso, ero cresciuto tanto nel secondo anno, porto a casa bei risultati alla fine e bei ricordi. Poi c’è stato un inghippo, una caduta che mi ha causato un po’ di problemi alla schiena che mi hanno influenzato per un anno e mezzo. Quello è stato il mio tallone d’Achille.

Giro dell'Emilia 2022, i segni della caduta dell'Agostoni sono ancora visibili e lasceranno problemi a lungo
Giro dell’Emilia 2022, i segni della caduta dell’Agostoni sono ancora visibili e lasceranno problemi a lungo
Giro dell'Emilia 2022, i segni della caduta dell'Agostoni sono ancora visibili e lasceranno problemi a lungo
Giro dell’Emilia 2022, i segni della caduta dell’Agostoni sono ancora visibili e lasceranno problemi a lungo
E’ stata quella la causa del tuo ritiro?

No, perché ormai nell’ultimo anno il problema l’avevo risolto. In realtà per tante motivazioni la voglia era venuta meno, avevo perso divertimento e questo mi ha portato a smettere.

Dopo l’infortunio c’è voluto almeno un anno per ritrovare certe sensazioni. Il ciclismo di adesso ti dà tutto questo tempo?

E’ quello il problema, non te lo consente perché consuma tutto. Questo ciclismo non aspetta più e vi dico che negli ultimi 2-3 anni la situazione è peggiorata perché io vedo ragazzi giovani che passano a 19 anni e se non fanno determinate prestazioni o risultati subito, sono quasi scartati. E’ brutto da dire, ma questa è l’idea che c’è nel gruppo. Siamo dei numeri perché adesso contano solo i punti ranking: tu fai 50 o 100 punti, ma magari ce ne sono altri 100 o 150 come te. Quindi se uno non performa bene, diventa un peso e ti cambiano perché c’è il giovane che possono pagare meno e fa gli stessi punti.

Colleoni al Giro d'Italia giovani 2020, dove fu l'unico a contrastare il vincitore Pidcock
Colleoni al Giro d’Italia Giovani 2020, dove fu l’unico a contrastare il vincitore Pidcock
Colleoni al Giro d'Italia giovani 2020, dove fu l'unico a contrastare il vincitore Pidcock
Colleoni al Giro d’Italia Giovani 2020, dove fu l’unico a contrastare il vincitore Pidcock
Un’immagine molto negativa…

Secondo me, se non cambia qualcosa sarà sempre più difficile per chi incappa in qualche infortunio, perché esci dalla routine e poi non riesci a rientrare se non hai una squadra che crede in te al 100 per cento, ti supporta, ti segue. Adesso passare professionista secondo me è molto difficile, i primi anni sono molto delicati.

Tu dici che non recrimini nulla, ma ripensandoci a mente fredda, c’è qualcosa che magari avresti potuto fare in maniera diversa?

Consapevole del fatto che io nell’ultimo anno sono tornato comunque ai miei livelli, penso che avrei dovuto essere un po’ più egoista. Io sono sempre stato il primo a dire che se qualcuno in squadra era più forte, ero il primo ad aiutarlo. Avrei dovuto invece pensare a me, a farmi vedere, a cogliere le occasioni personali, costruirmele. Ma certo non posso recriminare per la caduta, quello che ho fatto dopo per rientrare, perché sono sempre stato più che professionale, non ho mai saltato allenamenti perché non avevo voglia. Quando mi sono accorto che facevo fatica, che era diventato un peso, ho deciso di smettere.

Il bergamasco sta già frequentando i corsi per diventare direttore sportivo, vuole lavorare con i più giovani
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Il bergamasco sta già frequentando i corsi per diventare direttore sportivo, vuole lavorare con i più giovani
Il bergamasco sta già frequentando i corsi per diventare direttore sportivo, vuole lavorare con i più giovani
E adesso Kevin Colleoni che cosa farà?

Mi si sono aperte un po’ di strade, ho già idee in mente. Questo sarà un anno di transizione, non voglio prendere decisioni affrettate. Vorrei rimanere nell’ambiente. Sto facendo tutti i corsi per direttore sportivo e vorrei finirli entro l’anno, poi ho altre due o tre piste che mi sono aperte, vedremo. Quello che non sono riuscito ad avere io come corridore, vorrei provare a darlo io in futuro a chi ne avrà bisogno, perché tanto lo sappiamo tutti, i corridori sono più preparati del 90 per cento dei direttori sportivi che ci sono, con tutte le tecnologie non scappa più niente.

Hai preso anche in considerazione l’idea di rimanere corridore, magari in altre specialità?

No, perché al livello dove sono arrivato io è agonismo allo stato puro e voglio un po’ staccare da questo, dalla pressione che l’agonismo porta sempre con sé, sempre.