Il primato di Borgo, il primo vincitore del 2026

Il primato di Borgo, il primo vincitore del 2026

13.02.2026
5 min
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La stagione 2026 di Alessandro Borgo, la sua prima nel dorato mondo del WorldTour, è iniziata con un primato assolutamente inatteso e che brilla proprio considerando la giovane età del protagonista. Borgo è stato il primo italiano in assoluto a vincere su strada quest’anno, svettando il 18 gennaio scorso all’Al Salam Championship, la stessa prova degli Emirati Arabi che al femminile aveva visto svettare Lorena Wiebes.

Sprint mortifero per Borgo a Dubai, battendo il danese Johansen e il locale Jasim Al-Ali
Sprint mortifero per Borgo a Dubai, battendo il danese Johansen e il locale Jasim Al-Ali
Sprint mortifero per Borgo a Dubai, battendo il danese Johansen e il locale Jasim Al-Ali
Sprint mortifero per Borgo a Dubai, battendo il danese Johansen e il locale Jasim Al-Ali

Miglior biglietto da visita, il veneto di Conegliano non poteva presentare e anche dopo, al successivo AlUla Tour, Borgo si è rivelato prezioso per la Bahrain Victorious, nel supporto al capitano portoghese Afonso Eulalio. E’ vero che si trattava, nel caso del suo successo, di una prova nazionale, ma per un ventunenne che approda nel ciclismo che conta è sempre qualcosa di inatteso.

«Ovviamente non ero partito per vincere – afferma il corridore di Conegliano – era la prima esperienza e sopra ogni cosa c’era la curiosità. Sapevo però che poteva essere una gara, dato il vento e il deserto, che si poteva adattare a me. Nel finale siamo rimasti in 5 dopo un mio attacco e in volata ho avuto la meglio. E’ sempre bello vincere, un bel segnale d’inizio sia per me che per la squadra».

Borgo si è perfettamente adatto al team trovando subito grande coesione con i compagni, qui dietro Bauhaus
Borgo si è perfettamente adatto al team trovando subito grande coesione con i compagni, qui dietro Bauhaus
Borgo si è perfettamente adatto al team trovando subito grande coesione con i compagni, qui dietro Bauhaus
Borgo si è perfettamente adatto al team trovando subito grande coesione con i compagni, qui dietro Bauhaus
L’AlUla Tour era di livello superiore come partecipazione e come attenzione, come ti sei trovato?

Siamo andati con una squadra abbastanza forte e sicuramente c’erano i leader più esperti rispetto a me. Avevamo Bauhaus per le volate e Eulalio per gli arrivi in salita. Ho dovuto lavorare per loro, comunque ho fatto una bella impressione anche alla squadra, ho ricevuto molte attestazioni di stima e anch’io sono stato contento per quello che sono riuscito a fare, in particolare il primo giorno quando sono rimasto fuori dal primo ventaglio ma non dal secondo perché ero in una posizione sbagliata, ma nel finale ho comunque vinto la volata di gruppo.

Lo scorso anno hai fatto più esperienze con la squadra maggiore, ma adesso ne sei parte. Quanto è cambiato in base al tuo status?

Adesso sono un professionista a tutti gli effetti e se l’anno scorso andavo alle gare per fare esperienza, so che quest’anno avrò sicuramente i miei spazi in determinate prove e quindi è fondamentale farmi trovare pronto. La squadra è contenta, a me questo basta per darmi la carica per lavorare.

Borgo, a destra, con Mattio e Gualdi con cui ha protetto la fuga iridata di Finn nel 2025
Borgo, a destra, con Mattio e Gualdi con cui ha protetto la fuga iridata di Finn nel 2025
Borgo, a destra, con Mattio e Gualdi con cui ha protetto la fuga iridata di Finn nel 2025
Borgo, a destra, con Mattio e Gualdi con cui ha protetto la fuga iridata di Finn nel 2025
Tu, salvo Ormzel, sei il più giovane della squadra, come ti trovi a essere il ragazzino del gruppo, come ti trattano gli altri?

Questo per me era il mio punto iniziale, mi premeva entrare bene in squadra e non nascondo che la cosa mi metteva un po’ di tensione. Sono molto contento perché ci sono riuscito pienamente. Sono entrato proprio come il bimbo che arriva all’università. Mi sono subito accorto che avevo delle abitudini non da professionista, soprattutto l’alimentazione. Appena entrato, ho legato tantissimo con Matei (Mohoric, ndr), mi ha un po’ preso come un figliolo, sono sicuramente uno che può essere simile a lui come corridore e mi piacciono le gare dove lui ha vinto e va forte.

59 giorni di gara per Borgo nel 2025, con vittorie a Gand e all'italiano su strada, finendo 2° nella crono tricolore U23
59 giorni di gara per Borgo nel 2025, con vittorie a Gand e all’italiano su strada, finendo 2° nella crono tricolore U23
59 giorni di gara per Borgo nel 2025, con vittorie a Gand e all'italiano su strada, finendo 2° nella crono tricolore U23
59 giorni di gara per Borgo nel 2025, con vittorie a Gand e all’italiano su strada, finendo 2° nella crono tricolore U23
E’ lui il tuo riferimento in squadra?

Sì, lo ascolto molto, ma c’è anche il vantaggio di essere in un gruppo molto italiano, dove ho legato molto con Tiberi, Caruso, anche Buitrago. Mi sento a casa e di questo sono molto contento. Poi, avendo già corso l’anno scorso per più gare con la prima squadra, conoscevo già gran parte del team e avevo percepito una bella atmosfera. Devo dire che ogni volta che mi vedono fanno una battutina perché sono uno abbastanza aperto con le persone…

Essendo tu al primo anno, ti avranno chiesto soprattutto di essere di supporto ai più anziani, ma c’è intorno a te un progetto di crescita?

Assolutamente, questo mi spinge a mettercela tutta. Mi piacciono le gare in Belgio, le classiche, e quindi in quelle superiori sarà da aiutare il team, ma quelle esperienze importanti saranno sicuramente fondamentali per il mio sviluppo e la mia crescita.

Borgo sarà chiamato a supportare i capitani già dalle classiche, ma ci saranno altre occasioni per emergere
Borgo sarà chiamato a supportare i capitani già dalle classiche, ma ci saranno altre occasioni per emergere
Borgo sarà chiamato a supportare i capitani già dalle classiche, ma ci saranno altre occasioni per emergere
Borgo sarà chiamato a supportare i capitani già dalle classiche, ma ci saranno altre occasioni per emergere
Tornando un attimo alla trasferta in Arabia, che percorsi hai trovato e che esperienza è stata dal punto di vista personale?

E’ stato molto particolare, sia ciclisticamente parlando che a livello personale, perché non ero mai stato in quei posti, ma il ciclismo regala anche questo. Sono rimasto stupito dagli stradoni larghi come autostrade infinite, il vento cambiava, arrivava forte davanti o dietro. C’erano tratti dove col vento a favore si riusciva ad arrivare senza sforzo anche a 80 all’ora, ma appena giravi la curva, eri fermo perché ce l’avevi laterale o davanti, ma a me piacciono tutte queste cose…

Qual è il tuo desiderio per quest’anno?

Fare il maggior numero di esperienze nelle gare dove voglio provare a performare nei prossimi anni, le classiche più rinomate, la Roubaix, la Gand dopo averla vinta da Under 23. E voglio imparare il più possibile da persone come Matei che sicuramente sanno insegnare come si fa, lo dice la sua carriera…