Thomas Pesenti è nato il 16 ottobre 1999. Nel 2026 è passato professionista con la Polti VisitMalta (foto Maurizio Borserini)

Pesenti finalmente pro’ con la Polti, ma per lui cambia poco

31.01.2026
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Ad essere precisi, per Thomas Pesenti è tutta una questione di preposizioni l’avvio di questa stagione. Può sembrare strano per un corridore che ha già disputato quasi 150 gare con i pro’, condite da alcuni piazzamenti di rilievo, che la Classica Camp de Morvedre in Spagna del 23 gennaio scorso sia stata la sua prima corsa… da pro’. Sì, perché il parmense classe ‘99 col passaggio dal devo team della Soudal alla Polti VisitMalta ha cambiato a tutti gli effetti lo status del suo cartellino (in apertura foto Maurizio Borserini).

Rispetto a quello diverso di Gaffuri, il percorso di Pesenti è stato un esempio anacronistico del ciclismo moderno ed ora può diventare una speranza per i tanti ragazzi a cui dicono troppo presto che non c’è spazio per loro al piano di sopra. Nel 2025 lo scalatore di Fontanellato ha assaporato il WorldTour, riuscendo a convincere uno come Patrick Lefevere per confermarlo in prima squadra, dove invece si stava pensando ad allestire una formazione “vecchio stampo” più per classiche delle pietre e meno per corse a tappe.

Molte delle attenzioni da parte della Polti, Thomas le aveva guadagnate al campionato italiano nel quale ha rischiato di indossare il tricolore arrivando terzo a pochi centimetri dal trionfo di Conca. Adesso per una strana ironia della sorte il “verde-bianco-rosso” lo sta vestendo con i colori sociali della sua nuova squadra, dove si è già ben integrato.

Dopo 147 con i pro', Pesenti (al centro) ha esordito da pro' nella Classica Camp de Morvedre in Spagna lo scorso 23 gennaio
Dopo 147 gare con i pro’, Pesenti (al centro) ha esordito da pro’ nella Classica Camp de Morvedre in Spagna lo scorso 23 gennaio
Dopo 147 con i pro', Pesenti (al centro) ha esordito da pro' nella Classica Camp de Morvedre in Spagna lo scorso 23 gennaio
Dopo 147 gare con i pro’, Pesenti (al centro) ha esordito da pro’ nella Classica Camp de Morvedre in Spagna lo scorso 23 gennaio
Manteniamoci sull’attualità. Com’è stato il tuo avvio di stagione?

Solitamente ad inizio anno non sono mai molto brillante, però mi sono sentito sempre meglio dalla prima gara in avanti. Al Trofeo Tramuntana a Maiorca, dove ha vinto Remco (Evenepoel, suo ex compagno alla Soudal, ndr) facendo un numero dei suoi, sono rimasto molto soddisfatto della mia prestazione, proprio perché è stata una gara dura fin dalla prima salita.

Non ti aspettavi di andare così?

Al Tramuntana forse poteva starci una top 10 in volata sia per Crescioli che per me (chiuderanno rispettivamente dodicesimo e ventesimo, ndr), ma manca ancora un po’ di sangue freddo. Oggi invece all’Andratx Pollenca ho sentito le gambe un po’ vuote. Credo che sia normale e non mi preoccupo. Per essere gennaio, sono molto fiducioso della condizione per il prosieguo della stagione.

Sembra di capire che l’inserimento sia stato buono. Che approccio hai avuto con la squadra?

E’ vero, mi sono trovato bene già dal ritiro di dicembre e ancora meglio in quello di gennaio. E’ un bel gruppo, l’impressione è stata molto buona. Anche con la bici (Aurum, ndr) ho stabilito un bel feeling, come piace a me. Rispetto all’anno scorso, avendo uno staff con tanti italiani, è stato più semplice legare con tutti. Poi ho ritrovato anche un paio di persone che già conoscevo.

A chi ti riferisci?

Uno è Giovanni Ellena, che era stato diesse con Miodini (attuale diesse della Beltrami, ndr) ai tempi dell’Androni. Nel 2021 mi aveva portato in ritiro con loro a Benidorm e mi voleva prendere a fine 2022 prima che la squadra perdesse la licenza professional. L’altro è il dottor Giulio Tempesti che avevamo in Beltrami. Anche per questo motivo, l’inserimento è stato più agevole. Questo lo reputo sempre un buon punto di partenza.

Hai avuto modo di parlare anche con Basso e Contador?

Qualche chiacchiera l’ho scambiato con Ivan, ma nulla di particolare, con Alberto ancora niente, mentre suo fratello Fran ha pedalato con noi un po’ di volte. Sia Ivan che Alberto sono venuti in ritiro e ci hanno spiegato gli obiettivi della squadra. Quello principale è restare nelle prime 30 del ranking UCI. Penso che sia scontato che sia così e per questo ci hanno molto motivato. Basso e Contador sono stati due grandi atleti che hanno segnato la mia infanzia e adolescenza, a cui mi ispiravo. Se ci rifletto con calma, mi fa un certo effetto correre per loro ed ovviamente mi fa molto piacere.

E invece che effetto ti ha fatto correre la prima gara da pro’?

Intanto posso dire che finalmente lo sono anche dal punto di vista legale (sorride, ndr). Battute a parte, ci ho pensato ed ero un po’ agitato, ma credo perché fosse l’esordio stagionale, come mi era capitato altre volte in passato. Tuttavia penso che a me non cambi nulla, perché negli ultimi anni, anche se ero in formazioni continental, mi sono sempre impegnato come se fossi una squadra professionistica. Certo, adesso ci sono obiettivi differenti e sono pronto a dare il mio contributo in modo ancora più intenso.

Cosa si porta dietro Thomas Pesenti dall’annata trascorsa nel devo team della Soudal?

Mi ha insegnato tanto, anche solo per il semplice fatto di dover parlare un’altra lingua con chiunque. E’ stato difficile all’inizio, poi ce l’ho fatta. Nella Soudal ho capito veramente cos’è il professionismo. Con la prima squadra ho disputato sette corse, di cui tre gare a tappe e ti accorgi che si corre in un altro modo. Non ci sei solo tu, anzi sei uno di quelli che deve aiutare la squadra a vincere. Che poi resta l’obiettivo primario, come è giusto che sia per una formazione di quel calibro.

Il tuo calendario cosa prevede?

Dopo questo blocco di gare in Spagna, dovrei correre il Tour de la Provence, il Giro della Sardegna, Trofeo Laigueglia, Milano-Torino e la Coppi e Bartali. Fino a fine marzo c’è un bel programma, poi vedremo il resto delle corse in base a tante cose.

Al Trofeo Tramuntana vinta da Evenepoel in solitaria, Pesenti è stato autore di una buona prova, chiudendo davanti
Al Trofeo Tramuntana vinta da Evenepoel in solitaria, Pesenti è stato autore di una buona prova, chiudendo al 20° posto
Al Trofeo Tramuntana vinta da Evenepoel in solitaria, Pesenti è stato autore di una buona prova, chiudendo davanti
Al Trofeo Tramuntana vinta da Evenepoel in solitaria, Pesenti è stato autore di una buona prova, chiudendo al 20° posto
Un pensiero al Giro d’Italia ce lo hai fatto?

E chi non ce lo fa? Innanzitutto bisogna aspettare che la squadra sia invitata e naturalmente tutti noi speriamo che sia così. Poi per quel che mi riguarda, dovrei conquistarmi il posto. Sarebbe un grande obiettivo arrivare pronto al momento delle scelte. Però non voglio correre troppo, diamo tempo al tempo. Intanto penso a fare bene le prossime corse.

Ti sei prefissato altri obiettivi?

Considerando che il livello è sempre più alto e che disputerò molte più gare pro’ rispetto a prima, il mio intento è continuare a migliorarmi sempre di più. Vorrei lavorare sulla condizione, cercando di trovare e mantenere quel picco toccato al campionato italiano dell’anno scorso, dove mi piacerebbe migliorare il terzo posto. E poi, visto che ho il contratto di un anno, vorrei guadagnarmi la riconferma con la Polti. Tutto passa dai risultati, dalle prestazioni e dall’insieme di cose in generale.