Lotte Kopecky 2026 (iamspecialized | etienneschoeman)

La Kopecky parte dalla pista per riprendersi lo scettro

29.01.2026
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Parliamoci chiaro: l’ultima stagione ha lasciato delle scorie nell’animo di Lotte Kopecky, evidenti anche in sede di media day precedente l’inizio della stagione (in apertura immagine IAM Specialized/Etienne Schoeman). Qualcuno ha scomodato anche l’antica “maledizione della maglia iridata”, che poi salta fuori alla bisogna (in fin dei conti Pogacar con la maglia arcobaleno addosso ha vinto quasi tutto il vincibile…), ma la realtà è che la campionessa della SD Worx, finalmente libera dalla coabitazione con la Vollering rivelatasi scomoda, non ha reso secondo le aspettative.

Nelle sue parole traspare come il 2025 sia stato davvero mal digerito: «Non sono soddisfatta, lo dico subito. Nelle ultime settimane ho parlato molto con la gente e tutti mi chiedevano sempre: “Com’è stato il 2025?”. Io dico sempre che per me non è stato un grande anno, e tutti: “Ma almeno hai vinto il Fiandre…”. E’ vero, vincerlo in maglia iridata vale molto, ma a me non basta. Non è stato bello il contrasto con l’anno prima, con quello che avevo fatto. Intendiamoci, sono ancora follemente felice di vincere il Fiandre, farlo anche in un anno non propriamente fortunato conta molto. Ma bisogna avere la forza di mettere tutto da parte e resettare».

Lotte Kopecky con la nuova divisa della SD Work. Il suo esordio dovrebbe avvenire all'Omloop Het Nieuwsblad
Lotte Kopecky con la nuova divisa della SD Work. Il suo esordio dovrebbe avvenire all’Omloop Het Nieuwsblad
Lotte Kopecky con la nuova divisa della SD Work. Il suo esordio dovrebbe avvenire all'Omloop Het Nieuwsblad
Lotte Kopecky con la nuova divisa della SD Work. Il suo esordio dovrebbe avvenire all’Omloop Het Nieuwsblad

Tutto è nato da un infortunio

Un’annata difficile sin dall’inizio, nella quale la belga oltre al Fiandre ha vinto solo il titolo nazionale a cronometro e una tappa al Tour de l’Ardeche, correndo anche meno del solito e rinunciando anche alle sue ambizioni su pista. La Kopecky sa però che ci sono state cause precise: «L’infortunio dello scorso inverno è pesato, mi ha rimandato indietro. Un anno fa, sempre davanti ai giornalisti, non stavo ancora pedalando, fisicamente non stavo bene e ho cercato di rincorrere e limitare la perdita, ma avevo perso tutta la mia energia interiore durante gli allenamenti. Le mie sensazioni negative mi hanno seguito per tutta la stagione, quindi penso che quello sia stato il problema principale».

Messo da parte il 2025, Lotte riparte anche se il suo esordio rispetto alla compagna Lorena Wiebes, che ha già corso e vinto, avverrà più avanti nella stagione. E riparte con le idee chiare sul Tour de France: «Lo scorso anno non è andata come volevamo, questo è certo. Ora sappiamo che probabilmente non fa per me e non ho nemmeno in mente di provarci. Poi molto dipende dalle condizioni al momento, dal percorso, da come si metteranno le cose, ma non è tra i miei obiettivi».

L'arrivo vittorioso all'ultimo Giro delle Fiandre, una delle uniche 3 vittorie della passata stagione
L’arrivo vittorioso all’ultimo Giro delle Fiandre, una delle uniche 3 vittorie della passata stagione
L'arrivo vittorioso all'ultimo Giro delle Fiandre, una delle uniche 3 vittorie della passata stagione
L’arrivo vittorioso all’ultimo Giro delle Fiandre, una delle uniche 3 vittorie della passata stagione

Tutto puntato sulle Classiche

E quali sono allora i target del 2026? «Devo puntare alle corse dove ho dimostrato di essere davvero brava, ovvero le classiche primaverili, che mi piacciono molto  e che sono state la parte più importante della stagione nei primi tre anni. Queste sono le gare che aspetto con ansia. E poi c’è il viaggio in Canada, la caccia alla riconquista della maglia iridata è qualcosa che potrei fare».

L’andamento negativo del 2025 le ha dato però una risposta importante: non è per nulla sazia di quel che ha già vinto. «Su questo potete scommetterci. Ho davvero fame di vincere ancora. Sto guardando al 2026 anche sulla base di quel che ho imparato l’ultimo anno. Sono molto motivata».

Lotte ha deciso quest’anno di posticipare l’inizio della sua stagione su strada per concentrarsi sugli europei pista che inizieranno domenica a Konya (TUR), per riassaporare il gusto della competizione e magari del successo dopo aver saltato del tutto quella scorsa: «I valori erano già buoni sul finire del 2025. Mi sono sentita sempre meglio ma prima di pensare alla strada ho questo obiettivo in mente e non voglio dire altro, se non che è un appuntamento che personalmente ritengo molto importante».

La belga torna dopo un anno alla pista, da domenica sarà a Konya (TUR) per gli europei
La belga torna dopo un anno alla pista, da domenica sarà a Konya (TUR) per gli europei
La belga torna dopo un anno alla pista, da domenica sarà a Konya (TUR) per gli europei
La belga torna dopo un anno alla pista, da domenica sarà a Konya (TUR) per gli europei

Correre da “wild card”

Mettere da parte le sue ambizioni nelle corse a tappe? Sembra alquanto difficile da credere anche per come si è comportata in alcune, ad esempio per come aveva tenuto testa alla Longo Borghini al Giro 2024: «Non è che il pensiero non ci sia, ma forse puntare tutto su quel ruolo, avere il peso della squadra per la classifica non è l’ideale per me. Correre invece come battitore libero o “wild card”, un’espressione che mi piace molto è forse meglio e può portare a risultati migliori. Infatti il meglio è venuto quando non c’era pressione su di me, in cui potevo fare tutto il possibile e poi alla fine non importava se venivo staccata o meno.

«La squadra sta cambiando pelle, si sta preparando a competere con cicliste più preparate, quindi ogni anno sarà sempre più difficile fare meglio dell’anno prima. Al Tour non ero nella forma che avrei dovuto avere, ma penso che sia troppo rischioso puntare di nuovo a un grande giro se ho molte possibilità in più in altri contesti.  E’ stato bello improvvisare un anno, ma per ora voglio solo tornare a fare ciò in cui sono davvero brava e in cui so di poter avere molta fiducia».

Il Tour de France è stato molto deludente per la belga, chiuso già dopo la quinta tappa
Il Tour de France è stato molto deludente per la belga, chiuso già dopo la quinta tappa
Il Tour de France è stato molto deludente per la belga, chiuso già dopo la quinta tappa
Il Tour de France è stato molto deludente per la belga, chiuso già dopo la quinta tappa

Tanta voglia di correre e vincere

Quanto conta in termini di prestazioni iniziare una stagione con il morale alto: «Molto, ma io parlerei più di consapevolezza. Ci sarà ancora pressione, ma l’anno scorso ce n’era molta e sapevo di non essere al livello che volevo. Ora è tutto diverso, sono felice, sono motivata e ho fame di correre, quindi penso che mentalmente faccia una grande differenza. Non mi pongo un obiettivo in particolare, il Fiandre piuttosto che la Liegi o altro. Io voglio esserci e giocare le mie carte, poi si vedrà cosa verrà fuori».

Il 2025 della Kopecky si era chiuso anzitempo per una brutta caduta in Francia: «Dopo tre giorni ero già in fisioterapia, cercando di fare quello che potevo per avere una buona riabilitazione. Molto lavoro è stato fatto lì, da lì ho provato a costruire una buona base. Chissà, forse alla fine era quello di cui avevo bisogno».

Uno dei grandi obiettivi della belga è provare a riprendersi la maglia iridata in Canada
Uno dei grandi obiettivi della Kopecky è provare a riprendersi la maglia iridata in Canada
Uno dei grandi obiettivi della belga è provare a riprendersi la maglia iridata in Canada
Uno dei grandi obiettivi della Kopecky è provare a riprendersi la maglia iridata in Canada

Convivenza con la Wiebes

Nel confronto con i giornalisti, l’argomento della convivenza con la Wiebes sembrava un po’ il “convitato di pietra”, ma alla fine la Kopecky non si è tirata indietro: «Credo che su questo punto sia importante essere chiari partendo dal passato. Da parte mia, non ci sono stati problemi con Demi Vollering, per me si poteva coesistere e così è anche con Lorena. Non è questione di obiettivi, leggo da qualche parte Sanremo e Amstel per lei, Fiandre e Roubaix per me, ma è troppo semplicistico e sarebbe sbagliato se vogliamo pensare alla squadra. Noi dobbiamo innanzitutto continuare a comunicare molto bene e dire semplicemente ciò che vogliamo dire, cercare di essere sulla stessa linea.

«Due anni fa abbiamo avuto una stagione fantastica e abbiamo dimostrato di potercela fare e c’eravamo tutte. Condividere questo ruolo di leader è fattibile, dobbiamo essere sulla stessa linea, comunicare e cercare di trarre il meglio insieme. Continuo a credere che ci rafforziamo a vicenda. Penso di essere un ottimo leader per lei, possiamo anche usare Lorena in certe situazioni, ne trarrò beneficio. Quel che conta è che potremo vincere delle belle gare».